Data odierna 24-09-2017

Presidente del Comitato Difesa Famiglie, istituito per dare voce comune a tutte le vittime di una truffa perpetrata da un responsabile del patronato INCA/ CGIL in Svizzera, Marco Tommasini il 3 dicembre...

Presidente del Comitato Difesa Famiglie, istituito per dare voce comune a tutte le vittime di una truffa perpetrata da un responsabile del patronato INCA/ CGIL in Svizzera, Marco Tommasini il 3 dicembre scorso ha inviato una richiesta ufficiale al Comites di Zurigo affinché “fornisca chiarimenti sui patronati in Svizzera”.
“È stata dura formare il nostro comitato difesa famiglia di cui sono presidente”, scrive Tommasini. “All’inizio ci deridevano, però adesso abbiamo un gruppo forte e deciso. Ci siamo ripresi la nostra dignità, ora pero vogliamo giustizia. Vogliamo che i risparmi pensionistici di una vita lavorativa ci vengono finalmente restituiti e che ci venga restituito il futuro sereno che l’INCA/CGIL ci ha tolto. È una vicenda scandalosa segnata da tante domande ancora irrisolte. Per questo noi vittime abbiamo costituito il CDF che sta lottando con coraggio e ostinazione in questa lotta impari per chiedere giustizia e risposte a tante domande tra cui la più importante è: come è stato possibile truffare tanta gente per così tanti anni senza che né l’INCA/ CGIL né le autorità svizzere e italiane se ne siano accorte? Abbiamo fatto le nostre ricerche e abbiamo scoperto delle cose che riteniamo che siano di importanza per tutta la comunità d’emigrazione italiana”.
“Siamo stanchi di tanti soprusi a danno di noi emigranti ed è per questo che abbiamo detto BASTA! L’abbiamo detto per tutta l’emigrazione italiana. Per questo – continua Tommasini – il CDF ha inoltrato venerdì 3 dicembre due richieste al Comites di Zurigo che riguardano fatti d’irregolarità riscontrati in diversi patronati italiani operanti sul territorio svizzero. Il Comites di Zurigo e il Consolato Generale d’Italia hanno promesso il massimo impegno per chiarire a fondo la situazione”.
Nella prima richiesta il Comitato presieduto da Tommasini chiede al Comites “pieno chiarimento a riguardo della denuncia del Console generale, ministro Giovanni Maria Veltroni, inoltrata nell’anno 2008 alla procura di Roma per le irregolarità compiute dal patronato Inca Cgil di Zurigo. Si chiede di ripetere la medesima, integrandola con una ulteriore denuncia al patronato Inca Cgil il quale, pur essendo a conoscenza dei fatti di truffa compiuti dal direttore dell’ufficio di Zurigo, non ha fatto nulla per informare e pertanto tutelare gli assistiti”.
Nella seconda, il CDF chiede al Comites chiarimenti su alcune irregolarità che avrebbero riscontrato in diverse sedi in Svizzera: da questa indagine condotta dal Comitato risulterebbero coinvolte le sedi Inca Cgil di Zurigo (appropriazione indebita e falsificazione di documenti), Acli di Dubendorf (frode a pensionati), Ital Uil di Lugano (frode a pensionati), Inac di Zurigo (impiego alla sede di Zurigo da parte di personale allontanato da altri patronati per comportamento illecito), Epas di Lugano (chiusura della sede svizzera) ed Enas di Berna (appropriazione indebita e falsificazione di documenti). Oltre alle irregolarità riscontrate, per ciascuna sede vengono indicate le persone a cui vengono addebitate.
Concludendo, Tommasini ricorda che tutta la documentazione e la cronologia dei fatti è disponibile online all’indirizzo www.c-d-f.ch.

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