Data odierna 22-10-2017

Anche quest’anno, per la 24.ma volta, si è tenuta domenica scorsa a Berna, allo stadio di atletica leggera, l’ormai tradizionale selezione elvetica per i Giochi Sportivi Studenteschi organizzati dal...

Anche quest’anno, per la 24.ma volta, si è tenuta domenica scorsa a Berna, allo stadio di atletica leggera, l’ormai tradizionale selezione elvetica per i Giochi Sportivi Studenteschi organizzati dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Una iniziativa, unica nel suo genere in Svizzera, in cui sono coinvolti centinaia e centinaia di giovani italiani, maschi e femmine, grazie all’impegno del Delegato nazionale CONI per la Confederazione, il cav. Adelmo Pizzoferrato, e dei suoi collaboratori ed alla determinante collaborazione degli Uffici Scuola dei Consolati italiani, del personale docente dei corsi di lingua e cultura, nonché dell’associazionismo italiano e degli stessi Comites. Una iniziativa unica poiché permette di coinvolgere tantissimi giovani di origine italiana, tra cui molti doppi cittadini, provenienti da ogni  angolo della Confederazione (unitamente ad altre centinaia di persone, tra addetti ai lavori e genitori) che, attraverso lo sport e la competizione hanno un motivo in più per esprimere la loro italianità e conoscere l’associazionismo italiano, i Comites, il Cgie, i parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero e le autorità diplomatico-consolari italiane. Una prima occasione, per molti di loro, per avere un primo contatto con il “mondo” dell’italianità in Svizzera e delle istituzioni che lo rappresentano e in cui, un giorno, è auspicabile che molti di loro entrino anche per svolgervi un ruolo attivo raccogliendo il testimone dei loro genitori o nonni.

Tuttavia la sopravvivenza di queste selezioni, che si tengono all’estero tra le comunità italiane (in Svizzera nel nostro caso) per i Giochi Sportivi Studenteschi organizzati dal CONI, è condizionata dalla (ovvia) partecipazione di giovani di origine italiana. La quale, a sua volta, è condizionata fortemente non solo dall’impegno che vi mettono l’associazionismo ed i Comites ma soprattutto dal sistema organizzativo dei Corsi di lingua e cultura e, quindi, dall’impegno che vi mettono localmente nell’organizzazione dei Giochi, da un lato, i dirigenti dei vari Uffici Scuola dei Consolati e, dall’altro, gli stessi insegnanti dei corsi. Un impegno che, purtroppo, negli Uffici Scuola e nel corpo insegnante, si mormora che spesso non sia sempre sufficientemente profuso e, quindi, se ciò fosse vero, andrà in qualche modo sollecitato e recuperato per il futuro.

Senza, poi, dimenticare che il tutto è infine condizionato, ovviamente, dalla sopravvivenza stessa dei Corsi di lingua e cultura che, coi tempi che corrono (tagli nel loro finanziamento da parte del governo italiano), non è certamente scontata. Prova ne abbiamo avuta proprio con il forte calo degli allievi che vi è stato, per esempio in Svizzera, nel corrente anno scolastico rispetto a quello precedente dopo il taglio della Legge Finanziaria 2009 al capitolo di spesa 3153 del MAE (2008: Mio. 27.184.918;  2009: Mio. 20.100.000;  2010: Mio. 16.500.000 previsti in bilancio) che ha creato un forte clima di incertezza sia in coloro che gestiscono i corsi di lingua e cultura che tra le stesse famiglie con bambini in età scolastica. Un motivo in più, pertanto, affinché Associazionismo, Comites, Cgie, parlamentari eletti all’estero, tutti insieme, si impegnino ancor di più nei confronti del governo italiano per garantire il loro finanziamento e quindi la tenuta dei corsi: è in gioco la difesa ed il futuro dell’italianità all’estero se perdiamo una delle poche occasioni che abbiamo (la lingua, la cultura, lo sport) per attirare i giovani di origine italiana al “nostro mondo” !

Dino Nardi, Coordinatore UIM Europa e membro CGIE

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