Data odierna 22-09-2017

“I Corsi di Lingua e Cultura Italiana in Svizzera hanno lunga tradizione. È dimostrato che questi corsi sono molto importanti per l’integrazione (soprattutto) linguistica dei figli degli immigrati,...

I Sindacati Svizzeri chiedono garanzie sui corsi di lingua e cultura italiana

“I Corsi di Lingua e Cultura Italiana in Svizzera hanno lunga tradizione. È dimostrato che questi corsi sono molto importanti per l’integrazione (soprattutto) linguistica dei figli degli immigrati, ma anche per il consolidamento della loro autostima e per la salvaguardia del loro legame con la madrepatria. I Corsi di Lingua e Cultura Italiana sono stati finora organizzati e finanziati direttamente dallo stato italiano o perlomeno attraverso sovvenzioni ad enti gestori privati. Seguiamo con preoccupazione le discussioni in atto riguardanti le misure di risparmio in questo importante ambito”. Inizia così la lettera che il VPOD-SSP (Sindacato svizzero dei servizi pubblici) scrive all’ambasciata italiana e ai consolati italiani in Svizzera, agli Enti Gestori ECAP, FOPRAS, CASCI, CAE, CPSI, CIPE, LCI, CASLI, prendendo posizione rispetto alla situazione generale dei Corsi di Lingua e Cultura Italiana in Svizzera, in particolare per quanto riguarda la qualità degli stessi, messa a serio rischio dai piani di accorpamenti e riduzioni causati dal continuo e pesante taglio del contributo ministeriale.

La lettera viene segnalata dal Gruppo DES (Gruppo Docenti Enti Gestori in Svizzera) che torna a chiedere “a quanti hanno a cuore i Corsi di Lingua e Cultura – in particolare ai Dirigenti scolastici e agli Enti Gestori – di adoperarsi per la salvaguardia qualitativa e quantitativa degli stessi, soprassedendo ai progetti di accorpamenti e tagli e adoperandosi maggiormente per il reperimento dei fondi necessari”.

“Soprattutto alla luce del taglio al contingente MAE preventivato – scrive il gruppo Des – a partire dall’anno scolastico 2013-2014, sarebbe assolutamente incomprensibile – ai genitori e alle autorità scolastiche locali – nonché suicidaria qualsiasi operazione che potrebbe portare ad una riduzione di fatto dei docenti assunti in loco dagli enti gestori. Ci auguriamo che possa prevalere in tutti il buon senso, nell’interesse degli utenti”.

Di seguito il testo della lettera, firmato Johannes Gruber, Progetto per la formazione interculturale VPOD.

“A causa di riduzioni delle sovvenzioni sono avvenuti già i primi licenziamenti e riduzioni di ore lavorative degli insegnanti presso gli enti gestori. Anche con l’accorpamento di corsi si vogliono risparmiare costi, questa misura però incide sulla qualità dei corsi.

Ci rivolgiamo a voi con la preghiera di volervi impegnare a mantenere il più possibile il numero dei corsi degli enti gestori come pure del loro corpo di insegnamento, anche per evitare di perdere insegnanti che da anni esercitano con alta professionalità la loro professione altamente responsabile. Il corpo insegnante reclutato in loco dovrebbe inoltre usufruire delle stesse condizioni lavorative di quello mandato dal ministero degli esteri. Vi chiediamo di volerci comunicare quali possibilità a breve termine state considerando per mantenere il numero e la qualità attuale dei Corsi di Lingua e Cultura italiana”

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Una risposta to "I Sindacati Svizzeri chiedono garanzie sui corsi di lingua e cultura italiana"

  1. Luigi Reale says:

    Il Gruppo DES ha perfettamente ragione, ci si trova attualmente in una situazione critica dove per centinaia e centinaia di giovani italiani non gli e’ data la possibilita’ di poter imparare la loro madrelingua. Fare tagli sui bambini crea una tristezza immensa, si taglia sul futuro. Si taglia su una delle poche cose che gli italiani realmente ricevono all’estero e si copliscono le nuove generazioni. Io come genitore ed insegnante in Gran Bretagna sono veramente deluso, anche perche’ il risparmio che ne consegue sui tagli fatti agli enti e’ un’inezia rispetto le altre voci di bilancio del MAE.
    Tutta la mia solidarieta’ ai colleghi svizzeri.
    Luigi Reale

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