Data odierna 22-09-2017

Più chiara la necessità di esercitare il diritto di opzione all’assoggettamento di lavoratori e famiglie al sistema sanitario italiano o svizzero, previsto dagli accordi bilaterali tra Europa...

Più chiara la necessità di esercitare il diritto di opzione all’assoggettamento di lavoratori e famiglie al sistema sanitario italiano o svizzero, previsto dagli accordi bilaterali tra Europa e Svizzera

In materia di assoggettamento all’assicurazione sanitaria svizzera dei lavoratori frontalieri, il Gran Consiglio ticinese ha deciso di inserire nel formulario per la richiesta del permesso una voce specifica legata all’opzione del sistema assicurativo nazionale (sistema sanitario italiano o sistema assicurativo svizzero). Una condizione, aggiunta in collaborazione con l’Ufficio della migrazione, che qualora non fosse riempita porterebbe al blocco dell’emissione della relativa autorizzazione.

I sindacati dei lavoratori frontalieri di Cgil, Cisl e Uil avevano segnalata che molti lavoratori, anche non per propria colpa, erano risultati inadempienti rispetto all’esercizio del diritto di opzione per assoggettare se stessi ed i propri familiari a carico o al servizio sanitario italiano oppure a quello svizzero – opzione prevista dall’entrata in vigore degli accordi bilaterali tra Svizzera e Unione Europa – con la conseguenza dell’affiliazione di ufficio presso una cassa malati svizzera, con disagi e costi relativi.

Oggi, Claudio Pozzetti, Gianmarco Gilardoni e Pancrazio Raimondo per Cgil, Cisl e Uil esprimono soddisfazione per la decisioni adottate dal Parlamento ticinese.

Oltre all’indicazione sul formulario, il Gran Consiglio ha inoltre stabilito per i nuovi inadempienti – i “nuovi” frontalieri entrati dopo il 30 settembre 2008 – si procederà all’invio per posta accomandata di una diffida onde invitarli a dar seguito al diritto d’opzione – fa sapere la nota sindacale congiunta, – mentre non c’è possibilità di intervento politico per coloro che non hanno approfittato della prima sanatoria, scaduta il 30 settembre 2008, la cui questione è ormai passata in giudicato e in attesa di un pronunciamento del Tribunale federale delle assicurazioni.

Cgil, Cisl e Uil apprezzano il lavoro svolto anche da tutte le organizzazioni sindacali ticinesi, già operanti in stretto contatto con le single sindacali italiane “in quanto la decisione presa dal Parlamento ticinese risolve una annosa questione che ha messo in grave difficoltà migliaia di lavoratrici e lavoratori frontalieri – conclude la nota.

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