Data odierna 20-09-2017

Casa, lavoro, rilancio dell’economia e risposte agli italiani che “hanno voglia di fare”. Questa l’agenda del Governo per i prossimi 100 giorni, per arrivare ad un “punto di non ritorno”....

I saggi di Letta / Il Governo parla agli Italiani che hanno voglia di fare

Casa, lavoro, rilancio dell’economia e risposte agli italiani che “hanno voglia di fare”. Questa l’agenda del Governo per i prossimi 100 giorni, per arrivare ad un “punto di non ritorno”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Enrico Letta al termine dei due giorni di ritiro a Spineto, caratterizzati da uno “spirito di attenzione e concretezza”.

Politica per la casa – con la questione dell’Imu da risolvere – per il lavoro e per l’impresa, con il rifinanziamento della cassa integrazione e con semplificazione e incentivi, per far ripartire l’Italia, senza dimenticare le riforme costituzionali e quella della legge elettorale. Insieme al Ministro dell’Interno Alfano e al Ministro per le Riforme Costituzionali Quagliarello, Letta ha cercato di trasmettere la determinazione con cui il suo Esecutivo intende attuare il suo programma dei 100 giorni.

Il tempo è tutto, insomma, visto quello perso tra le elezioni e la formazione del Governo e la tensione sociale che cresce nel Paese. Quelle citate sono le “priorità” che il Governo intende portare a termine da qui a tre mesi, altre sono state discusse, ha detto Letta citando i temi della giustizia e della salute, che “hanno una gittata più lunga” e quindi se ne parlerà più avanti.

Casa, lavoro e impresa: per la casa, ha detto Letta, il decreto sull’Imu è “in fase di finalizzazione”; per lavoro e imprese si pensa ad un pacchetto di “agevolazioni fiscali” che incentivino l’iniziativa di chi vuole assumere forza lavoro, senza dimenticare il rifinanziamento della cassa integrazione. Sul “dove” il Governo troverà i soldi per farlo, Letta ha spiegato che il Ministero dell’Economia sta svolgendo gli incontri programmatici con i Dicasteri interessati e porterà le sue conclusioni nel Consiglio dei Ministri di venerdì prossimo.

Il Governo, ha sottolineato il Presidente del Consiglio, vuole inviare “messaggi concreti e forti con diversi ddl e atti normativi, che siano messaggi positivi per gli italiani che hanno voglia di fare qualcosa per il loro Paese, che hanno voglia di investire, che non vogliono rimanere fermi”. Tutti loro “troveranno dentro il pacchetto agevolazioni, semplificazioni e incentivi”.

Ampio lo spazio dedicato alle riforme costituzionali, per cui 100 giorni non basteranno. Soprattutto in questo caso, Letta vuole superare il “punto di non ritorno” e cioè: ridurre il numero dei parlamentari, abolire le province, riformare le istituzioni e cambiare, di conseguenza, la legge elettorale.

“Seguiremo diversi binari”, ha spiegato Letta. “Da un lato il dibattito in Parlamento da cui nasca rapidamente, penso ad una settimana da ora, una legge costituzionale che istituisca la Convenzione, organo che sarà composto dai membri delle Commissione Affari Costituzionali di Camera e Senato. La Convenzione lavorerà per fare la riforma costituzionale, mentre il Governo, contemporaneamente, nominerà una Commissione di esperti esterni, presieduta dal Presidente del Consiglio con delega al Ministro Quagliarello”. Questa Commissione avrà “100 giorni per elaborare opzioni da consegnare ai Presidenti di Camera e Senato, cioè una sorta di base di lavoro per la Convenzione. Il Ministro Quagliarello farà due verifiche immediate su due temi: l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, tema legato all’articolo 49 della Costituzione; mettere in sicurezza da subito la legge elettorale, che dovrà “uscire” dal percorso di riforma istituzionale, sapendo che, nel caso avvenga l’imponderabile, con quella di adesso non possiamo più andare a votare”.

“Il Governo deve pensare al governo”, ha concluso Letta; deve cioè “lavorare sulle politiche per dare risposte ai cittadini, non soffermarsi agli scontri della politica”.

Vicepremier e Ministro dell’Interno, Angelino Alfano ha detto che in questi due giorni si è “preso atto di un punto di forza: il Governo non si fa sopraffare dai problemi”. Entrando nel merito dei lavori, l’Esecutivo “vuole aiutare i giovani senza lavoro, aiutare gli imprenditori che vogliono assumerli e chi rischia di perdere il posto”. Si tratta di una “missione strategica”, così come lo è il “superamento del crollo dei consumi” attraverso “una politica della casa con scelte fiscali che consentano ai consumi di ripartire”, dando contemporaneamente “una mano a chi vuole fare impresa”, giovani in primis.

Il Ministro per le riforme costituzionali Quagliarello ha spiegato che la Convenzione così come presentata dal Governo nel discorso programmatico poneva 4 difficoltà che ora, nella nuova “versione”, si è cercato di superare: la prima “era composta da eletti e da esterni, dando la stessa legittimazione a persone elette e nominate; in secondo luogo per operare in sede legislativa avrebbe dovuto attendere che si completasse la revisione della Costituzione con una grossa perdita di tempo; la terza questione riguardava la materia da delegare: è difficile separare la legge costituzionale da quelle ordinarie che le sono connesse, dando questa delega avremmo espropriato il Parlamento; infine, si sarebbe privato il Parlamento della possibilità di emendare il testo”.

Tutti problemi che ora svaniscono con la soluzione del doppio binario: “presenteremo questa proposta al Parlamento, auspicando che la accolga con una mozione così che la riforma inizi il suo iter”.

Di questo percorso – che porterà alla Commissione degli esperti del Governo e alla legge che istituirà la Convenzione -  ha spiegato, infine, Letta, “abbiamo già informato i Presidenti Boldrini e Grasso, i partiti e i movimenti di opposizione” per cui “rappresenterà l’occasione per partecipare alla riforma della Costituzione” (AISE)

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