Data odierna 22-10-2017

L’Italia insiste con l’Europa per un’azione politica che risolva la crisi dell’immigrazione clandestina proveniente dalla sponda sud del Mediterraneo. Della questione si occuperà oggi il Consiglio...

L’Italia insiste con l’Europa per un’azione politica che risolva la crisi dell’immigrazione clandestina proveniente dalla sponda sud del Mediterraneo. Della questione si occuperà oggi il Consiglio dei Ministri dell’Interno UE a Lussemburgo. “Vediamo se esiste un’Europa unita”, ha detto il ministro Maroni, prima dell’inizio dei lavori.

“Il Governo italiano vuole chiedere un maggiore impegno dell’Europa. Bisogna fare molto di più ed è possibile”, gli ha fato eco il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ai microfoni della radio francese Europe 1, assicurando che non c’è “un caso italo-francese, ma in tutto e per tutto un caso europeo. Altrimenti si rimette in discussione l’integrazione europea”.

Frattini ha ricordato che, negli anni in cui fu commissario europeo, mobilitò 11 Paesi dell’Unione con la missione Frontex per far fronte alla “grande fuga di emigranti dal Senegal verso le Canarie”.

Quanto poi al rilascio di permessi di soggiorno temporanei da parte italiana, Frattini ha puntualizzato che si tratta di un’iniziativa “assolutamente in linea con Schengen”.

Dall’Europa l’Italia si aspetta l’attivazione della direttiva europea sulla protezione temporanea dei rifugiati, un’azione più efficace di Frontex (l’agenzia per il controllo delle frontiere), lo stanziamento di maggiori risorse finanziarie utilizzabili, una maggiore flessibilità nell’impiego dei fondi comunitari, come quelli regionali e del Fondo sociale al fine di poter coprire i costi emergenti.

L’Italia ritiene anche necessario un maggior impegno dell’Unione per spingere i Paesi di origine e transito dei flussi migratori a dare prova di maggiore collaborazione nel controllo delle frontiere e nel rispetto degli accordi di riammissione.

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