Data odierna 22-09-2017

Sabato 3 marzo si è riunito a Berna un gruppo eterogeneo di persone impegnate in diversi ambiti della società civile, dell’associazionismo e della politica in Svizzera con il fine di promuovere...

Gruppo a sostegno dei corsi di lingua e cultura italiana

Sabato 3 marzo si è riunito a Berna un gruppo eterogeneo di persone impegnate in diversi ambiti della società civile, dell’associazionismo e della politica in Svizzera con il fine di promuovere un momento di aggregazione a sostegno dei corsi di lingua e cultura italiana. All’incontro hanno preso parte alcuni membri del CGIE, rappresentanti dei Comitati dei genitori, dei Comites e degli enti gestori in Svizzera. Gli organizzatori, preso atto della drammaticità della situazione concretizzatasi nei giorni scorsi con la comunicazione dei derisori finanziamenti messi a disposizione per la diffusione della lingua e cultura italiana per l’anno 2012, hanno deciso di promuovere sul territorio una serie di iniziative mirate a sensibilizzare l’opinione pubblica e a contrastare lo smantellamento dei corsi. Il gruppo fa appello al CGIE, all’Intercomites, alle associazioni nazionali e a tutti soggetti del mondo della scuola a organizzare a Basilea, entro il mese di aprile, un’iniziativa di rilancio dei corsi in Europa coinvolgendo le organizzazioni di Svizzera, Francia, Germania e Belgio.

Cari connazionali,
come avrete avuto modo di apprendere dagli organi di stampa estera o seguendo i notiziari radio-televisivi (anch’essi in via di liquidazione), l’ennesimo taglio ai finanziamenti per gli italiani all’estero ha messo in ginocchio il “sistema-Italia”, faticosamente creato dagli italiani nel mondo nell’ultimo mezzo secolo.

Questi provvedimenti avranno effetti devastanti sui corsi di lingua e cultura, sull’assistenza ai connazionali indigenti, sui Comites, sulle associazioni, sugli organi di stampa estera.

Concretamente: i finanziamenti per tali capitoli, nonostante i ripetuti tagli a partire dal 2009, sono stati ridotti ad un irrisorio pro-forma, lasciando agli italiani all’estero le briciole delle briciole, tanto per gradire, e ciò in barba alle sempre cospicue e costanti rimesse dei connazionali.

Il settore della formazione sarà quello più colpito. Ridotto al lumicino e allo stato di mera sopravvivenza già dalle prime sforbiciate, esso dovrà subire un’ulteriore decurtazione di oltre cinquanta percento delle miserevoli risorse disponibili residue: una vera sentenza di morte!

Così operando, l’attuale governo, di fatto:

1. impedisce di trasmettere ai nostri figli quel patrimonio di identità culturale e sociale che dovrebbe caratterizzarli e distinguerli come futuri cittadini adulti. Il veicolo di questo arricchimento culturale è la lingua italiana! Rinunciarvi costituirebbe un’irreparabile perdita di identità

2. svende al mercatino delle pulci la rete di rapporti con le nostre comunità, gradualmente costruita con impegno e fatica durante decenni e che, fino a prova contraria, permane sempre di primario interesse nazionale.

Infatti, a partire dal prossimo anno scolastico, circa la metà dei corsi di lingua e cultura saranno ineluttabilmente chiusi per mancanza di fondi abbandonando iniquamente gran parte degli scolari aventi diritto.

Sul fronte dell’amministrazione tutto tace. Le ambasciate non si esprimono a riguardo, i consolati e gli uffici scolastici sono probabilmente in attesa di disposizioni che non arriveranno mai e via di questo passo. Insomma nessuno-ne-sa-nulla. La solita Italietta che balla al ritmo dell’improvvisazione. Si tenga presente che tali organismi esistono al nostro servizio, e non il contrario!

Appare ormai chiaro a tutti che in una società in cui si trovano miliardi di euro per salvare gli speculatori finanziari e si negano perfino gli spiccioli per la formazione e il futuro dei nostri figli qualcosa s’è guastato nell’ingranaggio, e soprattutto per quanto concerne la sfera dei valori umani e della solidarietà. Ma, si sa, l’etica non fa più storia!

Il 2012 sarà ricordato come l’anno della cancellazione di tutte le conquiste duramente ottenute negli ultimi cinquant’anni dal mondo dell’associazionismo in emigrazione sul piano culturale, sociale e d’immagine.

Che fare?
In questa fase di emergenza, altro non resta che richiamarci, noi, a quello spirito di solidarietà che da sempre ha caratterizzato l’universo dell’associazionismo in diaspora.

Manifestare decisi contro l’incurante smantellamento di strutture fondamentali, diventa il doveroso impegno morale di ognuno, per vigorosamente richiamare chi decide a ben migliori propositi!

Rivolgiamo pertanto un accorato appello a tutti i comitati dei genitori, alle famiglie dei corsisti, alle associazioni, ai Comites, al CGIE, ai parlamentari eletti nella circoscrizione estera, ai cittadini italiani tutti, affinché si uniscano concordi alle forme di vibrata protesta e rivendicazione che saranno prossimamente organizzate.

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