Data odierna 22-10-2017

Dialogo con il Pd? “Un dialogo in trasparenza sì, perché in Parlamento si dialoga” ma l’accordo sulla fiducia “non ci sarà “. “Lo escludo categoricamente. Se c’é...

Grillo: Pd rinunci a finanziamento

Dialogo con il Pd? “Un dialogo in trasparenza sì, perché in Parlamento si dialoga” ma l’accordo sulla fiducia “non ci sarà “. “Lo escludo categoricamente. Se c’é chi deciderà di farlo sarà fuori dal movimento”. Così Roberta Lombardi, capogruppo in pectore alla Camera per il M5S, parlando con i cronisti a Montecitorio.

La decisione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio di lasciare il M5S se i neoletti ‘a cinque stelle’ votassero la fiducia ad un governo Bersani “é un gesto di una ricchezza incredibile”. Così Roberta Lombardi, capogruppo in pectore del M5S alla Camera. “E’ assolutamente interessante – aggiunge – hanno diritto di esprimere la propria opinione ma noi andiamo per la nostra strada. Non sono il ‘deus ex machina’, come scrive qualcuno, ma due persone nella rete come noi. Hanno dato tanto ma il M5S ha una sua vita”.

Beppe Grillo ha pubblicato sul blog e su Twitter un appello al Pd perchè rinunci al finanziamento pubblico (#BersaniFirmaQui), così come ha fatto il Movimento 5 Stelle.

“Il MoVimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica – scrive Grillo -. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum. Il M5S li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative”. “Le spese per la campagna elettorale sono state integralmente sostenute grazie ai contributi volontari raccolti e verranno comunque rendicontate – ha proseguito Grillo -. Il MoVimento 5 Stelle, anche tramite i propri eletti, svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti non vengano erogati ad altre forze politiche, ma trattenuti all’Erario”. “Il mio auspicio è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 45 milioni di euro (al pdl “solo” 38) – ha concluso Grillo -. Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti”.

Intanto a Roma riunione dei nuovi parlamentari del Pd. Presente anche il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.

“Non siamo in condizione da soli di garantire un governo in questo Paese” ma “tanto meno gli altri, nemmeno gli altri. Abbiamo la difficile responsabilità di essere i primi senza poter essere i soli”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani all’assemblea degli eletti del Pd. Gli eletti sono complessivamente 408 tra Camera dei Deputati e Senato, 260 dei quali sono alla loro prima esperienza in Parlamento mentre le donne elette nelle liste democratiche sono il 40%.

Dobbiamo tenere “gli occhi sul Paese, avremo passaggi dentro a una crisi galoppante”, ha sottolineato Bersani, spiegando che “quando dicevo la polvere sotto tappeti dicevo questo: che il 2013 sarà l’anno peggiore dal 2007 e questo abbiamo davanti”.

L’elettorato chiede “un grande cambiamento”, richiesta che arriva non solo dal M5S bensì anche dall’elettorato del Pd. Bersani ha però ammonito che “il cambiamento non è un belletto” ma “una cosa profonda”.

”Non sono in corso delle diplomazie noi vogliamo coltivare all’aperto una idea: avviare una legislatura all’insegna del cambiamento”. Bersani ha ammonito: ”non si diffonda l’idea nemmeno da casa nostra che noi stiamo andando a cercare deputati senatori, non l’accetto, ci interessano le posizioni davanti al Paese”.

“Il nostro tentativo è una porta stretta. Verissimo, ma vorrei capire quale è più larga. Non abbiamo in giro autostrade”. “Sappiamo che arriveranno sbarramenti tutti i giorni – ha aggiunto Bersani – non solo di chi pensa di tenersi libere le mani”.

“Sentiamo che è possibile una nuova centralità del Parlamento, che in questi anni è stato il luogo della sfiducia, il bersaglio dell’anti politica, dello svilimento fino al ridicolo della politica”.

Quando si discute degli incarichi istituzionali “non si fa scambio di poltrone” visto che si tratta di un compito costituzionale. Cosi’ Bersani aggiungendo che “questo non c’entra con il governo”. Noi, ha aggiunto “diciamo che attorno a questi incarichi lavoriamo per una corresponsabilità”.

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