Data odierna 23-09-2017

“Il Paese è in condizioni gravi. E’ necessario che il paese abbia al più presto un governo politico, che nasca dal risultato elettorale, perché solo un governo che nasca dal processo democratico...

Governo, Zanda: “Svolta è ancora possibile”

“Il Paese è in condizioni gravi. E’ necessario che il paese abbia al più presto un governo politico, che nasca dal risultato elettorale, perché solo un governo che nasca dal processo democratico può avere la forza per affrontare la crisi”. Lo ha detto il capogruppo del Pd al Senato luigi zanda, dopo la consultazione alla Camera con il presidente incaricato Pier Luigi Bersani che nel pomeriggio salirà al Colle. “E’ stato un giro di ricognizione che mi ha dato un quadro preciso e pertinente della situazione”, ha spiegato il segretario del Pd, “dopo qualche ora di riflessione entro questa sera mi recherò al Quirinale per riferire le mie valutazioni”.

“Pensiamo che ci sia ancora spazio per risolvere in modo positivo – ha proseguito Zanda – Capita spesso che le partite, specie le più delicate, si risolvano nell’ultima fase, ma naturalmente è necessario che tutte le forze politiche e gruppi parlamentari sappiano assumersi le loro responsabilità di dare un contributo positivo. Non possiamo considerare contributo positivo l’apporre condizioni inaccettabili e irricevibili”. “Crediamo – ha insistito – che nel tempo che abbiamo davanti sia possibile dare una svolta positiva ed è questo l’appello che facciamo a tutte le forze politiche”.

Il presidente del Consiglio incaricato ha compiuto gli ultimi incontri dopo il netto no ricevuto ieri dal
Movimento 5 Stelle e l’alternanza di aperture e diktat del Popolo della libertà. Berlusconi ha ripetuto infatti anche nelle ultime ore che qualsiasi ipotesi di collaborazione con il centrosinistra passa attraverso il via libera per l’elezione di un esponente moderato alla presidenza della Repubblica, e ha anche fatto il proprio nome insieme a quello del fedele Gianni Letta. Grillo dal canto suo, come se non fosse bastata la chiusura espressa al segretario del Pd dai sue capigruppo Vito Crimi e Robera Lombardi, non ha esitato ieri a definire Bersani e altri leader politici dei “puttanieri”.

Poi oggi il leader del Movimento ha rilanciato il mito del modello Belgio, con un Parlamento che lavora senza governo. “Se l’Italia è senza governo (in realtà
è in carica il governo Monti) – scrive Grillo – ha però un Parlamento che può già operare per cambiare il Paese. Non è necessario un governo per una nuova legge elettorale o per avviare misure urgenti per le Pmi o per i tagli delle province. Il Parlamento le può discutere e approvare se solo volesse sin da domani”. “Si sottolinea in questi giorni – afferma ancora il fondatore del M5S – che un mancato accordo con il pdmenoelle, il miglior amico di Berlusconi, impedirebbe la rimozione di quest’ultimo dalla scena politica. Se così è invito la cosiddetta opposizione a votare in aula l’ineleggibilità di Berlusconi, l’approvazione di una legge sul conflitto di interessi della cui assenza si gloriò Violante alla Camera, l’abolizione della legge Gasparri, la rinegoziazione delle frequenze nazionali generosamente concesse a Berlusconi da D’Alema nel 1999. Si può fare! (ma voi non lo farete mai). Il Parlamento deve riprendere la sua centralità nella vita della Repubblica”.

Inoltre oggi anche Scelta civica ha marcato le distanze dal tentativo del leader democratico, spiegando che “a 48 ore dall’incontro con Bersani poco si è visto delle proposte che avevamo sollecitato nel confronto con il presidente del consiglio incaricato”.

Malgrado queste evidenti difficoltà, a rivendicare il diritto di Bersani a provarci, a presentarsi in aula per mettere ai voti una maggioranza sul suo governo, arrivano gli alleati di Sel: “Non siamo disponibili a nessun governissimo con il Pdl – ha detto Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera di Sel – la proposta di Bersani va messa ai voti. C’è la possibilità di un consenso in aula”.

“La disponibilità offerta – continua Migliore – è stata impedita da un atteggiamento quasi provocatorio da parte del Pdl e di Berlusconi. Il presidente della Repubblica non è in nessun caso materia di discussione contrattuale. Dovrà essere una figura di garanzia e qualsiasi profferta di scambio su questo terreno è stata giustamente rifiutata. Il rifiuto strumentale del M5S che nella diretta streaming abbiamo visto disponibile su ogni singolo punto avanzato da bersani. Ma se si è disponibili su ogni punto ma non a far partire questa ipotesi di governo, allora vuol dire che si vuole fermare il cambiamento”.

Per Centro Democratico, l’altro alleato di Bersani, “c’è l’assoluta necessità di garantire un governo che faccia riferimento ad una dimensione programmatica molto netta e molto precisa, e abbiamo posto come priorità assoluta la riforma delle istituzioni attraverso la creazione di una convenzione costituzionale che a noi è parsa una proposta di grande rilievo istituzionale”.

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