Data odierna 21-11-2017

Narducci invita al rafforzamento dell’UE, mentre Micheloni conclude i lavori della mattinata: “Difficile far comprendere l’importanza dei parlamentari eletti dai connazionali all’estero...

Narducci invita al rafforzamento dell’UE, mentre Micheloni conclude i lavori della mattinata: “Difficile far comprendere l’importanza dei parlamentari eletti dai connazionali all’estero al Paese di origine, ma tutti insieme ci possiamo riuscire, anche in Europa”

Tra gli interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata di oggi nell’incontro dei Consigli dei cittadini europei residenti all’estero anche quello di Franco Narducci e Claudio Micheloni, rispettivamente deputato e senatore eletti nella ripartizione Europa al Parlamento italiano.

Il vice presidente della Commissione Esteri Franco Narducci ha sottolineato come nell’odierno villaggio globale sia “necessario e urgente il rafforzamento della coesione e dello spirito unitario dell’Unione Europea”. Dopo aver ricordato la difficile crisi economica della Grecia, Narducci ha paragonato la costruzione europea ad “una casa messa su mattone dopo mattone che ora però, una volta che il tetto è stato costruito, deve confrontarsi con la stanchezza dei suoi cittadini”. Secondo il deputato del Pd vi è inoltre l’esigenza di rilanciare la costruzione europea attraverso una politica comunitaria che si sviluppi nell’ambito sociale, della cittadinanza e della relazione fra Paesi.

“La libera circolazione delle persone nell’Unione europea – ha spiegato Narducci - è stata una grande conquista, soprattutto dal punto di vista del lavoro e delle condizioni salariali. Valori importanti che dobbiamo difendere”. Il deputato ha infine auspicato la costruzione di un Europa che guardi alla “società cognitiva e che quindi sappia investire, rivolgendosi al futuro, sui giovani e sulla ricerca”.

Affidate a Claudio Micheloni, vice presidente in Senato del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, le conclusioni della mattinata a Palazzo Madama.

“Ciò che mi ha colpito dei vostri interventi, specie per la situazione che riscontriamo noi eletti all’estero qui in Italia oggi, – ha detto Micheloni – è l’emergere di un problema di fondo comune a noi tutti e molto sentito: la necessità di far capire a coloro che condividono con noi le aule parlamentari che la nostra presenza in esse è importante più per l’Italia che per i connazionali che noi rappresentiamo”. “Per far comprendere questa realtà in modo efficace credo sia importante lavorare tutti insieme – ha detto l’esponente del Pd, segnalando quanto la questione sia essenziale anche per l’Europa nel suo insieme.

Ricordando un suggerimento avanzato da Mirko Tremaglia, principale sostenitore delle legge per il diritto di voto all’estero, oggi presente al Senato, Micheloni ha segnalato l’importanza di stabilire un dialogo con i circa 400 parlamentari di origine italiana eletti nei rispettivi Paesi di residenza, per “poter utilizzare queste forze come strumenti di una diversa politica estera del nostro Paese”.

Micheloni auspica che la prossima riunione possa essere organizzata dal Parlamento europeo presso la sede di Bruxelles  e poi “girare negli Stati membri per far capire alle forze politiche nazionali dell’Unione l’importanza della costruzione e del mantenimento di questi raccordi, così che si possano valorizzare correttamente le collettività che abbiamo sparse in tutto il mondo”.

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