Data odierna 22-10-2017

Ai vari Cicchitto diciamo chiaro che siamo qui per recuperare la vita culturale del Paese che dovrà riportare l’Italia tra le nazioni civili e democratiche dell’Europa che ha contribuito a fondare. “La...

Ai vari Cicchitto diciamo chiaro che siamo qui per recuperare la vita culturale del Paese che dovrà riportare l’Italia tra le nazioni civili e democratiche dell’Europa che ha contribuito a fondare.

“La vittoria di Torino è clamorosa. Politicamente parlando, uno “stupro”. La caduta della città dell’intellighenzia azionista e comunista segna definitivamente il cambio dell’egemonia culturale nel Paese”.

Con queste parole l’Onorevole Cicchitto, uno dei più fedeli uomini del Presidente del Consiglio ha salutato la vittoria del centro-destra in Piemonte. La violenza del linguaggio qualifica l’uomo che tradisce il suo passato piduista ed eversivo ed effettivamente non si capisce con quale altro mezzo se non con lo stupro ci si può immaginare che qualcuno o qualcosa possa mai sottomettersi ad un personaggio come Cicchitto.

In ogni caso la frase del sollecito scudiero del Sultano contiene in se una verità e cioè che l’egemonia culturale del paese sia radicalmente cambiata, non certo da queste elezioni ma attraverso 16 anni di incessante bombardamento mediatico dei media berlusconiani: é stato rovesciato il sistema di valori su cui si reggeva la società italiana, il centro-destra ha modificato la costituzione materiale del Paese, ha lasciato spazio ai comportamenti più individualisti, aprendo le porte all’illegalità dei potenti ed indebolendo tutti gli organi di controllo della democrazia. Ha convinto milioni di cittadini che la magistratura sia in mano ai comunisti, ha introdotto la regola del contraddittorio per cui i suoi fedeli deputati abbaiano in ogni trasmissione televisiva sommergendo le voci di chi argomenta contro il Governo e soprattutto ha fatto della cosa pubblica, cosa sua depredando le risorse dello Stato come le inchieste contro il premier e contro i suoi uomini dimostrano.

La risposta passa attraverso una grande battaglia di legalità per ristabilire i valori di una società che dovrà essere fondata sul lavoro e sulla Costituzione sull’innovazione e sulle regole.
Dovremo tornare a dire a chiare lettere cosa è giusto e cosa è sbagliato a costo di andare contro il senso comune del paese, a costo di andare scuola per scuola, casa per casa, radio per radio, su internet e sui giornali a dire chiaro al paese che il nostro messaggio è radicalmente opposto a quello di sopraffazione e impunità, clientelismo e disinformazione imposto dalla maggioranza.

Ai vari Cicchitto diciamo chiaro che siamo qui per recuperare la vita  culturale del Paese che dovrà riportare l’Italia tra le nazioni civili e democratiche dell’Europa che ha contribuito a fondare.

Lo dobbiamo ai nostri giovani, all’Italia del futuro ma anche alla memoria dei nostri Padri, che non indugiarono di fronte alle sfide cui furono chiamati, usando le parole di Calamandrei, Padre della Patria ed eroe della Resistenza:

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i Partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

Ci vada anche Lei onorevole Cicchitto, incominci da Torino ma ci vada in silenzio, rispettoso di quei morti e della tradizione democratica di quella città, si inginocchi, ringrazi e chieda scusa

I giovani del Partito democratico di Zurigo

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