Data odierna 22-09-2017

Chiesto il pagamento dell’importo aggiuntivo anche ai pensionati italiani all’estero. Il deputato del Pd Gino Bucchino ha scritto al nuovo Direttore Generale dell’Inps Mauro Nori per esprimergli...

Chiesto il pagamento dell’importo aggiuntivo anche ai pensionati italiani all’estero. Il deputato del Pd Gino Bucchino ha scritto al nuovo Direttore Generale dell’Inps Mauro Nori per esprimergli gli auguri per la recente nomina. Bucchino inizia la sua missiva osservando come un direttore generale, che in passato è stato responsabile delle Convenzioni Internazionali dell’Inps, avrá sicuramente una particolare sensibilitá verso i nostri pensionati residenti all’estero.

Il parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero ricorda nella missiva come, da parte dell’Istituto previdenziale italiano, sia stato negato ai nostri connazionali pensionati residenti all’estero uno specifico diritto. Bucchino si riferisce alla mancata erogazione dell’importo aggiuntivo previsto dall’art.70, comma 7 e seguenti, della legge 23 dicembre 2000, n.388 ai titolari di pensione italiana in convenzione internazionale i quali hanno richiesto la detassazione del pro-rata italiano in base ad una convenzione contro le doppie imposizioni fiscali.

Bucchino ricorda inoltre a Nori come la legge 388 abbia previsto, a partire dal 2001,  un importo aggiuntivo di 300.000 lire (ora 154 euro) da corrispondere in presenza di particolari condizioni  reddituali, unitamente alla rata di dicembre, ai pensionati titolari di pensioni il cui importo complessivo annuo, al netto dei trattamenti di famiglia, non superi il trattamento minimo. Bucchino spiega anche come questa norma sia  universale ed abbia come unico vincolo  ai fini della corresponsione dell’importo aggiuntivo,  l’accertamento di due requisiti: l’importo complessivo delle pensioni (nel caso delle pensioni in convenzione deve essere presa in considerazione anche la pensione estera) non deve superare il trattamento minimo e i redditi assoggettabili ad Irpef del titolare e del coniuge (il pensionato non deve possedere un reddito complessivo individuale assoggettabile all’Irpef relativo all’anno stesso superiore ad una volta e mezza il predetto trattamento minimo e, se coniugato, un reddito complessivo coniugale superiore a tre volte il medesimo trattamento minimo).

Il parlamentare del Pd, sottolinea come la decisione, di escludere da questo beneficio i titolari di pensione italiana residenti all’estero che in virtù delle convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali hanno fatto domanda di detassazione della pensione italiana, sia giuridicamente infondata, non prevista dell’Inps e da nessuna norma legislativa e non giustificata da alcuna inferenza logico-deduttiva. “Basta leggersi la legge che ha introdotto il beneficio – scrive il deputato del Pd  - per capire che l’aumento spetta a tutti coloro i quali soddisfino i requisiti previsti, compresi i residenti all’estero, e a prescindere da considerazioni di natura fiscale. Appare incontrovertibile – prosegue Bucchino – dalla testuale e precisa lettura della norma che non esiste alcuna causa ostativa affinché la prestazione in oggetto sia erogata anche ai titolari di pensione italiana in convenzione internazionale che abbiano richiesto ed ottenuto la detassazione alla fonte del pro-rata italiano (come d’altronde giá avviene con la corresponsione della cosiddetta “quattordicesima” erogata a tutti i pensionati italiani residenti all’estero a prescindere da considerazioni di natura fiscale). Allora – avverte Bucchino – abbiamo a che fare semplicemente con una colossale svista dell’Inps che ha escluso per tanti anni migliaia di pensionati italiani residenti all’estero”. La missiva si chiude con l’invito al nuovo direttore generale dell’Inps a provvedere al pagamento dell’importo aggiuntivo anche ai pensionati italiani residenti all’estero includendo se del caso anche gli eventuali arretrati.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento