Data odierna 20-09-2017

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a rincandidarsi alle prossime elezioni politiche? Una forte motivazione è dettata dalla mia precisa volontà di continuare le battaglie parlamentari...

Gianni Farina per un’Italia giusta con i giusti

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a rincandidarsi alle prossime elezioni politiche?
Una forte motivazione è dettata dalla mia precisa volontà di continuare le battaglie parlamentari anche nella prossima legislatura. Ho molti progetti, proposte e idee da portare avanti ed una maturata esperienza che mi permetterà di agire proponendo soluzioni concrete, conscio di poter mettere nel mio impegno la stessa energia, concretezza e passione con la quale ho operato fino ad oggi. È un grande onore per me poter rappresentare gli italiani all’estero e seguire le tematiche a loro legate. Sono candidato nella lista del PD Europa nella posizione di Co-capolista. È una grande soddisfazione concorrere per continuare ad occuparmi dei problemi del Paese ma, fuori di ogni dubbio ed in primo luogo, soprattutto delle tematiche degli italiani all’estero. La mia è stata un’esperienza parlamentare a due facce. Due anni di ottimo lavoro tra il 2006 e il 2008. Con il governo Prodi abbiamo difeso alla grande gli interessi degli italiani all’estero: Corsi di lingua e cultura italiana, sedi consolari, Ici equiparata agli italiani in patria con l’aliquota di prima abitazione ed esenzione per il 50 per cento delle prime case, maggiori risorse per la promozione del made in Italy. Insomma, in quei due anni è stata fatta una politica per gli italiani all’estero. Poi, con la caduta di Prodi, le nuove elezioni e il governo Berlusconi III. Ed ecco che è sopraggiunto il buio. Abbiamo assistito a una devastazione morale e territoriale. Pur di conservare il potere, il centrodestra è ricorso alla compravendita di parlamentari per resistere qualche mese in più, prima di cedere la guida del Paese ai tecnici del governo Monti. Per non parlare delle politiche negative attuate, prima dal governo Berlusconi e poi da Monti, nei confronti degli Italiani nel mondo.

Finalmente, le prossime elezioni politiche possono chiudere definitivamente il lungo inverno berlusconiano ed aprire per l’Italia una fase nuova.

Alla luce delle esperienze maturate, in quale modo potrebbero i rappresentanti degli italiani all’estero essere più incisivi nel panorama politico italiano?
È ovvio che occorre maggior compattezza tra gli eletti all’estero. Da soli non si fa nulla! Inoltre, non si possono eleggere 18 parlamentari e abbandonarli al loro destino, come è successo nei cinque anni trascorsi. Da qui, da una profonda riflessione, ho tratto la convinzione di proporre l’istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sull’emigrazione italiana nel mondo, con apposita proposta di legge, al fine di operare una svolta politica. Si tratta di uno strumento che permetterà a deputati e senatori eletti all’estero di battersi in Parlamento, ad esempio, per l’annullamento della vergognosa tassa dell’ICI, istituita dai precedenti governi per i nostri emigrati e confermata con l’IMU, unitamente alla tassa sui rifiuti. Leggi da cambiare profondamente, come ha annunciato lo stesso Bersani. In una lettera pubblica, ho criticato aspramente i sindaci italiani per aver applicato l’aliquota di seconda abitazione: quella legge va cambiata perché permette ai sindaci dei comuni italiani di fare cassa ingiustamente.

Dopo tante battaglie parlamentari condotte in questi cinque anni, ho maturato la convinzione del diritto all’insegnamento pubblico e gratuito della lingua italiana – come stabilito dalla costituzione repubblicana – e della difesa del corpo docenti e insegnanti all’estero. Nella fase transitoria ho contribuito a chiamare in causa i privati nella difesa del prezioso servizio dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero, ma ora, è giunto il momento di assestare l’ordinamento con un intervento pubblico forte, capace di ridare stabilità al settore, attraverso interventi diretti e indiretti, anche da parte della Confederazione elvetica.

Ritiene necessario rivedere le politiche per gli italiani nel mondo in considerazione del profondo cambiamento dell’emigrazione negli ultimi anni?
Oggi non bisogna avere gli occhi rivolti unicamente alla storia dell’emigrazione italiana nel mondo, ma guardare alla realtà e al futuro. Con il fenomeno delle nuove migrazioni, caratterizzato da giovani italiani in cerca di occupazione all’estero, soprattutto in Europa, cresce il bisogno di una nuova politica per gli italiani nel mondo.

Occorre intervenire nella macchina consolare, nella legislazione che regola Comites e Cgie, il cui rinnovo ha subito continui rinvii elettorali. Occorre intervenire sulla Rai per una adeguata informazione bidirezionale: dall’Italia e dall’Estero. È necessario rimodulare i finanziamenti per la stampa italiana all’estero.

Come vedete c’è molto da fare per recuperare il ritardo accumulato in questi ultimi cinque anni. Per realizzare tutto ciò, nel contesto di una nuova immagine e di una nuova proiezione dell’Italia nel mondo, questo è il momento di chiamare a raccolta tutti coloro che vogliono dare una mano al Partito democratico per assicurare un futuro al nostro Paese.

Da parte mia, in qualità di candidato alla Camera nella lista del PD Europa, assicuro tutto il mio impegno nel processo di rinnovamento che dovrà investire la politica italiana con il Pd alla guida del Paese.

Tutti insieme possiamo far ripartire un’Italia giusta con gli italiani in patria e con gli italiani all’estero.

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