Data odierna 21-11-2017

“L’Italia non può continuare ad ostacolare in Europa le confische dei beni mafiosi. Con questa legge chiediamo al Governo di attuare, entro tre mesi, la decisione-quadro europea che permette il...

Garavini (PD): le confische antimafia non devono fermarsi alle frontiere – governo ancora inadempiente verso l’UE

“L’Italia non può continuare ad ostacolare in Europa le confische dei beni mafiosi. Con questa legge chiediamo al Governo di attuare, entro tre mesi, la decisione-quadro europea che permette il reciproco riconoscimento delle confische tra gli Stati Ue”. Lo dice Laura Garavini, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Antimafia, dopo avere depositato, insieme agli altri componenti PD della Commissione, una nuova proposta di legge contro la criminalità organizzata.

“Le operazioni di confisca non devono fermarsi ai confini dei singoli Stati”, spiega Garavini, “perché altrimenti è troppo facile per i mafiosi mettere al sicuro i propri beni sporchi in un altro Paese. Per questo l’Unione europea ha adottato una legge che chiede agli Stati di riconoscere reciprocamente le decisioni di confisca. L’Italia è uno dei pochi Paesi che non ha ancora aggiornato la propria normativa. E con questo ritardo il Governo ostacola l’utilizzo di un mezzo molto efficace contro le mafie”.

“In seguito alle nostre sollecitazioni, il Governo Berlusconi aveva promesso di adeguare il diritto interno, ma poi non si è mai conformato al principio del reciproco riconoscimento delle confische. Gli effetti di questa inadempienza sono molto concreti”, continua la deputata eletta nella circoscrizione Europa. “Solo in Germania avremmo già potuto recuperare 490 mila Euro, che invece restano in mano mafiosa proprio per l’inerzia di questo Governo”.

“Nella nostra proposta di legge sono indicati i principi e i criteri direttivi per conformarsi, senza ulteriori ritardi, alla decisione-quadro UE sulle confische. Se il Governo non si attiva sarà sempre più difficile aggredire i patrimoni dei mafiosi”, conclude Laura Garavini. “In un momento di grave crisi per le finanze dello Stato, sarebbe imperdonabile fare un ulteriore regalo ai mafiosi e perdere un’occasione per recuperare risorse”.

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