Data odierna 24-09-2017

“Il vero lavoro in Parlamento comincerà solo dopo che si saranno costituite le Commissioni. Io intanto sono già intervenuta come rappresentante del Parlamento italiano in un’audizione del Consiglio...

Garavini: Il nuovo Governo tra prospettive e attese

“Il vero lavoro in Parlamento comincerà solo dopo che si saranno costituite le Commissioni. Io intanto sono già intervenuta come rappresentante del Parlamento italiano in un’audizione del Consiglio Regionale della Baviera, a Monaco. Ho sottolineato i problemi che permangono nella collaborazione fra Italia e Germania nella lotta contro la criminalità organizzata”. Inizia così la nuova newsletter di Laura Garavini, deputata del Pd eletta in Europa, che riportiamo per intero di seguito.

“Questi sono problemi che un Governo del cambiamento vorrebbe affrontare subito. Un Governo che il PD vuole fortemente, ma la cui nascita viene bloccata da altri. Del problema della criminalità mafiosa in Europa parla anche “La storia siamo noi” nella puntata “Le mafie dopo la mafia”, un lungo reportage in cui viene proposta anche una mia intervista e si parla dell’esperienza di “Mafia? Nein danke!” a Berlino. Una parte della trasmissione la si può vedere sul mio canale You Tube.

Primo partito grazie agli italiani all’estero

Nella prima riunione del gruppo del PD alla Camera ho sostenuto la proposta di Bersani di lanciare un Governo sulla base degli otto punti per un Governo del cambiamento. Anche i grillini sono invitati a sostenere questa svolta. Se continuano a dire di no, almeno viene alla luce il fatto che sono disposti a criticare, ma non a fare qualcosa di concreto per migliorare l’Italia. Invece di collaborare, i grillini chiedono di ottenere loro l’incarico di Governo. E lo fanno ricorrendo ad una menzogna. Ripetono sempre, e lo hanno fatto anche quando sono stati da Napolitano per le consultazioni, che sono il primo partito. Non è vero. Al Senato il PD è il partito più votato, e anche alle Camera, grazie ai voti degli italiani all’estero, il PD ha superato il Movimento 5 Stelle. Gli italiani all’estero sono stati decisivi anche questa volta. L’ho segnalato anche in una lettera al Corriere della Sera. Per chi fosse interessato, ho pubblicato sul mio sito tutti i risultati della circoscrizione Estero.

Il tentativo di Bersani

In questo momento viviamo giornate molto tese. Pier Luigi Bersani ha ricevuto l’incarico di formare un Governo. Base di partenza sono gli otto punti del Partito Democratico. Fra le proposte ci sono: un piano straordinario per creare posti di lavoro con piccole opere nei Comuni; pagare finalmente almeno 10 miliardi di debiti alle piccole e medie imprese accumulati dalla Pubblica Amministrazione; eliminare l’Imu sui piccoli immobili; approvare una legge più severa contro la corruzione; abolire le province; investire nelle università e nelle scuole; uno stop al conflitto d’interessi. Con questi provvedimenti nascerebbe un’Italia nuova. L’opposizione totale e massimalista dei grillini è un dramma, perché dopo decenni, per la prima volta in Parlamento, con il Movimento 5 Stelle, i numeri per un cambiamento ci sarebbero. È difficile dire come andrà a finire il tentativo di Bersani di creare una maggioranza del cambiamento. Ma, nel caso in cui non dovesse riuscire, non vedo altre alternative che tornare alle elezioni per chiedere la fiducia direttamente agli italiani sulla base di questi otto punti. Con una grande fetta del Parlamento che dice no a tutte le proposte di cambiamento non si può realizzare un’Italia nuova. Ciò che invece sarebbe possibile attraverso una politica della corresponsabilità, lo si vede in Sicilia: la giunta Crocetta, con il sostegno anche dei grillini, sta realizzando delle riforme importanti: ad esempio ha abolito definitivamente le province.

Difficile governare con chi ha sempre bloccato le riforme

Sembra che nei ragionamenti di Napolitano il cosiddetto Governo del Presidente rimanga un’opzione realizzabile. Il Presidente gestisce in modo del tutto autonomo questa fase politica ed è giusto che sia così; nessuno lo deve tirare per la giacca. Ma contro l’ipotesi di una grande coalizione con Berlusconi, secondo me, parlano i fatti. Noi del Partito Democratico, con gli otto punti proposti, vogliamo realizzare proprio ciò che non è stato possibile raggiungere nell’ultima fase del Governo Monti – perché il Pdl si rifiutava, al punto da provocare la caduta preventiva del Governo e la chiusura anticipata della legislatura. Nutro forti dubbi sul fatto che sia possibile realizzare un programma di cambiamento con il Pdl. Non sono entusiasta della prospettiva di elezioni anticipate nel caso in cui Bersani dovesse fallire, ma non vedo alternative.

Grillini – riformatori o marionette?

Come sono i grillini in Parlamento? Alcuni sono certamente delle brave persone con le quali si potrebbe realizzare una buona politica. Il problema è che Grillo continua a trattare i suoi parlamentari come se fossero marionette. Chi non segue i comandi del capo deve temere di essere buttato fuori. Vengono processati quelli che per la Presidenza del Senato hanno scelto di votare un candidato, Grasso, che da sempre combatte le mafie piuttosto di un altro, Schifani, che è stato indagato per mafia. Sicuramente i grillini sono molto bravi nelle loro uscite mediatiche. Ma dietro le quinte a volte è un’altra storia. Ancor prima di essere nominati parlamentari, i parlamentari grillini facevano la fila per entrare nella mensa del Parlamento dove si mangia a prezzi scontati. Io e tanti altri parlamentari, come normali cittadini, a pranzo ci mangiamo un panino in qualche bar del centro. Poi c’è la storia del ristorante in Transatlantico. Un parlamentare normale, di solito, non ha il tempo di mettersi a pranzare; ci vanno soprattutto tanti ex-parlamentari e giornalisti accreditati. Negli ultimi cinque anni sono stata in quel famoso ristorante due volte: una volta per parlare con un collega e l’altra volta per incontrare un giornalista. Qualche grillino in queste prime settimane mi ha battuto alla grande.

Riforma elettorale per superare l’antipolitica

Vi posso assicurare che con il mio modo di fare non sono in minoranza fra i parlamentari, almeno fra i deputati PD. Ciò nonostante i parlamentari, per usare un eufemismo, non godono di buona fama. Si discute ancora su come avvicinare maggiormente i Parlamentari ai cittadini. Una riforma elettorale rimane per me il provvedimento più efficace per arrivare ad un vero cambiamento. Una riforma che garantisca finalmente agli italiani, non soltanto all’estero ma anche in Italia, di scegliere i propri rappresentanti. Se siamo convinti che la distanza fra cittadini e politici sia uno dei problemi più pressanti della democrazia italiana (e io ne sono convinta), la riforma elettorale deve essere fra le prime cose che un Governo del cambiamento deve realizzare. Ne ho parlato in una discussione post-elettorale su Radio Colonia e ho scritto a questo proposito un articolo su L’Unità.

L’educazione (mancante) di qualche collega

Dicevo che ci sono delle brave persone fra i grillini. Ma ci sono anche delle persone su cui sorgono dei seri dubbi. Una nuova collega, ad esempio, si è rifiutata di stringere la mano a Rosy Bindi. Con un atteggiamento così ci si mette sullo stesso livello di Berlusconi che per anni ha insultato la Bindi con offese e attacchi personali. Rosy non sarà simpatica a tutti, ma, per esempio, i suoi meriti nel difendere la causa delle donne e nel denunciare le politiche di Berlusconi in modo duro e chiaro sono fuori dubbio. Non darle la mano è un esempio di cosa può provocare il lavaggio del cervello messo in atto da Grillo: lui martella nella testa dei suoi seguaci l’idea che tutti i politici siano uguali. Per lui non ci sono differenze fra Berlusconi e quelli che l’hanno combattuto negli ultimi anni. Questo alla fine produce non soltanto comportamenti maleducati, ma soprattutto una politica che blocca il cambiamento. Un’ultima cosa a proposito di Rosy Bindi: quando è venuta a Berlino a sostenermi in campagna elettorale, come vice-presidente della Camera non ha viaggiato con un entourage e volo di stato, ma insieme al suo collaboratore, con un semplice volo low-cost Easyjet. Per noi è normale. Se un grillino avesse fatto la stessa cosa, sicuramente i giornali ne avrebbero riempito pagine intere. Aspetto solo l’articolo sul deputato grillino che gira in motorino invece che in auto blu. Come se fosse una straordinaria novità. Mentre io e tanti altri deputati del PD lo facciamo da sempre, senza che nessuno ne abbia mai parlato”.

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