Data odierna 22-10-2017

L’anno scorso il Ministero degli Esteri ha erogato finanziamenti a 40 sedi consolari all’estero da destinare al “funzionario itinerante”. È quanto comunica il sottosegretario agli esteri...

L’anno scorso il Ministero degli Esteri ha erogato finanziamenti a 40 sedi consolari all’estero da destinare al “funzionario itinerante”.

È quanto comunica il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica nella risposta all’interrogazione con cui l’onorevole Bucchino (Pd), insieme ai colleghi Porta, Garavini, Fedi e Farina, chiedeva di conoscere il piano del Mae per rendere più agevole il rilascio del nuovo passaporto digitale ai connazionali all’estero.

Posto che il nuovo documento viene rilasciato con le impronte digitali, nella risposta, Mantica ha ribadito che “un’attenzione particolare è stata posta da questa Amministrazione per ridurre al minimo il peso del nuovo adempimento per i cittadini italiani all’estero. Allo scopo sono state individuate e indicate alle sedi diplomatiche e consolari modalità procedurali e organizzative che limitino la presenza del connazionale presso l’ufficio consolare ad una sola volta. È stata prevista la possibilità per il richiedente di trasmettere i documenti necessari per posta o tramite la rete consolare onoraria per consentire all’ufficio emittente di anticipare l’istruttoria e di fissare l’appuntamento con l’interessato per la rilevazione delle impronte digitali e il rilascio a vista del documento solo allorché tutte le verifiche siano state effettuate”.

In quei Paesi dove “le distanze o le difficoltà di collegamento possono rendere problematico il raggiungimento dell’ufficio consolare, è stato attivato un servizio decentrato, il cosiddetto “funzionano itinerante”, il cui scopo – ha ricordato il sottosegretario – è quello di acquisire i dati biometrici dei richiedenti il passaporto grazie all’utilizzo di una postazione mobile affidata ad un dipendente dell’ufficio. A tale scopo, per il 2011, circa 40 sedi all’estero hanno ricevuto finanziamenti per effettuare viaggi di servizio ed e intenzione di questa Amministrazione incrementare questa attività utilizzando viaggi di servizio programmati per altre finalità”.

Per quanto riguarda il possibile ruolo della rete consolare onoraria, ipotizzato da Bucchino, Mantica ha precisato che “la normativa italiana sui passaporti, come pure quella degli altri Paesi dell’Unione europea, non riconosce alcuna competenza in materia ai Consoli onorari i quali, per quanto riguarda l’Italia, si limitano a svolgere talune operazioni strumentali a beneficio degli uffici emittenti quali la raccolta delle domande e la consegna dei passaporti ai titolari. D’altra parte ragioni tecniche e di sicurezza legate alla conservazione e alla trasmissione dei dati biometrici e alla custodia delle apparecchiature informatiche escludono, come confermato anche dall’Autorità garante per la tutela della riservatezza dei dati personali, interpellata da questo Ministero degli affari esteri, la possibilità che i funzionari onorari possano gestire i dati biometrici”.

Infine, il sottosegretario ha reso noti alcuni dati statistici sull’emissione dei documenti e il tempo necessario per farlo: “ogni anno il Ministero degli affari esteri pubblica sul proprio sito web l’annuario statistico nel quale sono riportati anche i dati relativi all’emissione dei documenti da parte di ciascuna sede all’estero. Si fa notare inoltre che dalla rilevazione effettuata sulle 210 sedi all’estero è emerso che il tempo medio di rilascio dei passaporti all’estero e pari a 26 giorni, inferiore quindi ai 30 giorni previsti dalla legge. Va fatto rilevare a questo riguardo che sulla durata dell’istruttoria incidono significativamente i tempi di risposta delle Questure in merito alle imprescindibili verifiche delle cause ostative al rilascio, dal momento che agli uffici consolari è precluso l’accesso diretto alle banche dati della polizia. Per rendere più rapido l’esame delle richieste, questo Ministero degli affari esteri ha da tempo avviato iniziative con il Ministero dell’interno per attivare un accesso mediato e in modalità telematica alle banche dati suddette, così da consentire ai Consolati di acquisire in tempo reale le risposte sull’inesistenza delle cause ostative”.

“Si auspica – ha concluso Mantica – che tale sistema possa entrare in funzione entro la fine dell’anno in corso. Da qualche mese, comunque, il servizio e stato velocizzato grazie al passaggio dalla comunicazione via telefax alla più efficace modalità in posta elettronica certificata di cui tutte le Questure sono state dotate”.

Oppure condividila!

Notizie simili

Lascia un commento

Invia il commento