Data odierna 22-09-2017

“Viva l’Italia” è il titolo scelto per la presentazione degli eventi internazionali organizzati per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia all’estero. Oggi pomeriggio alla Farnesina,...

“Viva l’Italia” è il titolo scelto per la presentazione degli eventi internazionali organizzati per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia all’estero.

Oggi pomeriggio alla Farnesina, il Ministro degli Esteri Franco Frattini insieme ai colleghi dei Beni Culturali Galan e della Gioventù Meloni, ha spiegato come, e soprattutto perché questo importante anniversario verrà degnamente omaggiato fuori dai nostri confini, grazie alla rete diplomatica e agli italiani residenti all’estero. Mostre, conferenze, installazioni, concerti e tanto altro ancora sono state o saranno organizzate in 126 ambasciate, 96 consolari e 89 IIC. Un progetto sviluppato grazie alla collaborazione dei Ministeri citati, ma anche del Comitato Interdirezionale per il 150° del Mae presieduto da Sebastiano Cardi.

Ad introdurre i lavori, moderati dal capo servizio stampa del Mae Massari, è stata Vincenza Lomonaco, Direttore centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana, che ha subito lasciato la parola alle immagini de “L’Italia del futuro”, documentario realizzato da Alberto Angela dedicato al potenziale della nostra produzione scientifica e tecnologica, nell’ambito dell’omonimo progetto dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, presente oggi alla Farnesina con il piccolo C-Cub, robot umanoide delle dimensioni di un bambino di 4 anni sviluppato da ricercatori italiani ed esteri all’IIT.

Le numerosissime iniziative culturali promosse all’estero durante tutto questo 2011 rivelano, ha spiegato Frattini, l’intenzione di “celebrare un anno un po’ speciale”, non solo per l’anniversario dell’Unità, ma anche alla luce “della recente riforma della Farnesina con la nascita della Direzione Generale Sistema Paese”, che intende “coniugare la diplomazia all’impegno forte di rappresentare la nostra cultura attraverso Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura”. Una “rete di servizio, al servizio del Paese” impegnata anche nella promozione di “imprese, arte e cultura, strumenti forti di politica estera”.

“C’è una fortissima domanda di Italia in tutti i paesi del mondo”, ha aggiunto il Ministro che ha quindi accennato al “grande contributo dell’Italia alla crescita di molti Paesi grazie ai nostri connazionali emigrati”.

Tre, ha sintetizzato Frattini, gli obiettivi di una imponente serie di iniziative organizzate ovunque nel mondo: “valorizzare la nostra identità, la sua evoluzione e il suo rafforzamento nel corso di questi 150 anni; evidenziare la costruzione del nostro Paese su una base territoriale variegata e ricca, che caratterizza oggi il Sistema Italia; porre attenzione alla dimensione umana, cioè alle eccellenze italiane all’estero in tutti i settori”.

Tra i progetti cari al Ministero “quello che lega la Patria ai nostri connazionali, cui abbiamo voluto far conoscere il Museo dell’Emigrazione istituito al Vittoriano: i nostri emigrati – ha ribadito – hanno reso grandi molti paesi nel mondo”; senza dimenticare l’internazionalizzazione del Padiglione della Biennale di Venezia, progetto coordinato da Vittorio Sgarbi – presente anch’egli alla Farnesina – che intende estendere i confini del Padiglione a tutte le sedi della cultura italiana all’estero. ogni IIc, infatti, ha individuato e proposto i più significati artisti italiani attivi nei diversi paesi che, selezionati da un apposito comitato, esporranno le loro opere in coincidenza con la Biennale.

Obiettivo centrale di tutte le iniziative, per Frattini, quello di “tenere vicini gli italiani all’estero all’Italia, facendo sistema ancora meglio che in passato, anche grazie al contributo del Ministero della Gioventù per la valorizzazione dei giovani talenti italiani all’estero, da riportare ove possibile in Italia, e con il Mibac per creare sinergie tra diplomazia e patrimonio”.

Sintetico e concreto l’intervento del Ministro Galan, da pochi mesi al Mibac, che ha voluto ricordare uno dei suoi primi viaggi quando era Governatore del Veneto: giunto a Pechino rimase molto colpito dalle attività dell’allora addetta culturale dell’ambasciata Anna Maria Palermo. “Le Ambasciate – ha commentato – svolgono un’opera straordinaria con una penuria di risorse non degna del nostro Paese. Anche per questo – ha aggiunto – ho interrotto il programma che prevedeva l’assegnazione di 6 milioni di euro a Buonitalia per i pasti intercontinentali sui voli Alitalia. Soldi che sarebbero meglio impegnati per le iniziative delle nostre ambasciate all’estero”.

Per il Ministro dei beni culturali, gli ambasciatori, oggi, “sono molto più bravi” dei loro colleghi del passato, anche se – da ex Ministro delle politiche agricole, li ha invitati “a far conoscere di più e meglio i nostri prodotti del made in Italy”.

“Tutte queste iniziative – ha aggiunto – sono un buon modo per festeggiare nel mondo non solo la nostra storia, ma anche gli italiani che hanno fatto onore al loro paese all’estero; è anche un modo di ricordare che eravamo noi quelli che un tempo cercavano un futuro migliore altrove”. Il Ministro ha infine concluso annunciando che – al contrario di quanto fece Bondi l’anno scorso – lui accompagnerà la delegazione italiana al prossimo Festival di Cannes, nella speranza “che uno dei nostri film vinca, dopo tanto tempo”.

La parola è quindi passata a Giorgia Meloni che ha ricordato l’impegno del suo Ministero nella celebrazione dei 150 anni: eventi lontani dal piglio “museale”, cioè promossi “non per chiederci chi eravamo 150 anni fa, ma per capire chi siamo oggi”, ricordando che “il territorio è anche la somma delle scelte che ogni generazione fa per la successiva”.

“Gioventù ribelle” il titolo della mostra e del progetto del Ministero organizzato per “raccontare l’epopea straordinaria del Risorgimento, ma anche per offrire un insegnamento ai giovani italiani, in Patria e all’estero. ho avuto il piacere di incontrare questi ultimi – ha ricordato Meloni – durante la I Conferenza dei giovani italiani all’estero nel dicembre 2008 a Roma. Mi ha sorpreso il loro grande entusiasmo nel rivendicare i loro legami con un paese che alcuni di loro vedevano per la prima volta. Ci siamo interrogati, e lo facciamo tuttora, si come mantenere questi legami. Ed è anche per questo che abbiamo lanciato un bando di concorso per scambi giovanili”.

Tornando a “Gioventù ribelle”, la mostra allestita al Vittoriano “ha avuto un grandissimo successo: 120mila visitatori in 6 settimane: abbiamo raccontato una parte del Risorgimento, un’epopea scritta da giovanissimi. Ora tutto questo materiale è a disposizione degli IIC che se vorranno, e in base allo spazio a loro disposizione, potranno allestirla nelle loro sedi scaricando materiale elettronico come biografie, foto, reliquie, citazioni e un video interpretato dai giovani attori italiani del momento che impersonano gli eroi del Risorgimento”.

“Quello che vogliamo trasmettere – ha sottolineato il Ministro – è che non si è mai troppo giovani per fare cose importanti. Oggi l’Italia ha più che mai bisogno dei suoi giovani, il che – ha concluso – ci riporta al tema della fuga dei cervelli, ma anche a “Young Blood”, l’almanacco che pubblichiamo ogni anno grazie alla collaborazione con gli IIC”.

A chiudere la presentazione è stato Sebastiano Cardi, che ha ringraziato i Ministri intervenuti per il “lavoro corale e di sistema” che ha permesso l’organizzazione degli eventi, ma anche “Ambasciate, consolari e IIC” in prima linea nel “mostrare all’estero un’immagine aggiornata del nostro paese, facendo ricchezza della presenza degli italiani all’estero”, primi ambasciatori di un “paese giovane che vuole giocare un ruolo sempre più importante nel mondo”.

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