Data odierna 20-09-2017

Oggi i membri del Cgie (Consiglio generale Italiani all’estero), il massimo organismo di rappresentanza degli italiani all’estero, di hanno promosso un corteo che muovendo dal Museo dell’Emigrazione...

Oggi i membri del Cgie (Consiglio generale Italiani all’estero), il massimo organismo di rappresentanza degli italiani all’estero, di hanno promosso un corteo che muovendo dal Museo dell’Emigrazione italiana di Piazza Venezia a Roma è arrivato davanti al Parlamento.

Con loro l’on. Franco Narducci, che ha marciato con i manifestanti da piazza Venezia fino a piazza Montecitorio condividendo le preoccupazioni dei tagli operati dal Governo Berlusconi.

Preoccupazioni soprattutto per le questioni connesse alla promozione della lingua e cultura italiana e all’assistenza sanitaria per gli italiani all’estero, oltre che per il preoccupante ridimensionamento della rete consolare. Infatti l’on. Narducci, che è primo firmatario di svariati emendamenti tesi a ripristinare i fondi per la promozione della lingua italiana all’estero e per il ripristino dei fondi alla Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del Ministero degli esteri, durante la manifestazione, alla quale hanno partecipato anche la Presidente Rosy Bindi, l’ex ministro per  gli italiani all’estero, Mirko Tremaglia e La Presidente Anna Finocchiaro, ha affermato che “le risorse destinate agli italiani all’estero hanno subito ulteriori tagli, seppur meno gravosi rispetto al recente passato, e a farne le spese saranno di nuovo la promozione della lingua e della cultura italiana, l’assistenza alle persone indigenti e la rete consolare. Il bilancio della Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie subisce un ulteriore ridimensionamento di 14 milioni di euro, toccando proprio il fondo”.

Inoltre, Franco Narducci, giudicando negativamente quelle posizioni che vorrebbero l’abolizione del Cgie ha espresso “forte preoccupazione per i ritardi riscontrati nel procedere al rinnovo delle deglo Organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, Comites e Cgie, un ritardo che rende fasulla ogni promessa che il Governo ha fatto in precedenza, come quella di votare nel 2010 poi spostata al 2011”.

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