Data odierna 16-01-2018

Dopo oltre cinque mesi tra carcerazione preventiva e domiciliare, Franco Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, il cui scandalo segnò l’inizio della fine della Giunta Polverini,...

Fondi Pdl: torna in liberta’ Franco Fiorito

Dopo oltre cinque mesi tra carcerazione preventiva e domiciliare, Franco Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, il cui scandalo segnò l’inizio della fine della Giunta Polverini, torna in libertà. Il gip Rosalba Liso, accogliendo le richieste degli avvocati Carlo Taormina ed Enrico Pavia, ha revocato lo stato di detenzione, ritenendo che non sussistano più le esigenze cautelari che giustificavano la custodia presso il domicilio di Anagni (Frosinone) dell’esponente politico.

Fiorito, noto come “Er Batman di Anagni” è accusato di peculato per essersi appropriato di circa 1 milione 400 mila euro dei fondi destinati al gruppo consiliare. Denaro che, come accertato dagli inquirenti, è stato speso anche per viaggi, cene in ristoranti di lusso, acquisto di un Suv durante l’emergenza neve nel febbraio 2012, ma anche lampadari. Accuse sempre respinte dall’ex capogruppo Pdl alla Pisana. Quel milione e 400 mila euro confluiti sui suoi conti correnti, anche all’estero, tramite 193 bonifici, erano soldi – ha dichiarato agli inquirenti – dovutigli in base al cumulo di cariche che ricopriva (oltre che capogruppo e tesoriere del Pdl era membro della Commissione Bilancio) alla Regione Lazio. Una tesi che per i pm non regge: quel fiume di danaro, è la loro accusa, è stato intascato fraudolentemente. Quelle spese, per gli inquirenti, hanno poco a che vedere con le finalità politiche per cui sono destinati ai gruppi consiliari.

Da qui la richiesta di processo da parte del pm Alberto Pioletti. Ma Fiorito è andato oltre, parlando di un accordo di ripartizione dei fondi tra tutti i gruppi del consiglio regionale in funzione della loro consistenza politica che prevedeva l’assegnazione di 100 mila euro l’anno a ciascun consigliere per finalità politiche, e un accordo all’interno del Pdl che raddoppiava o triplicava tale assegnazione a seconda degli incarichi ricoperti. Accuse, quelle relative alla gestione dei fondi da parte di altri gruppi consiliari, rilanciate in più occasioni, anche ultimamente con una denuncia all’autorità giudiziaria. La conseguenza dello scandalo che ha travolto Fiorito si è successivamente riversata sulla Giunta guidata da Renata Polverini, piegata anche dall’altra “buccia di banana” in cui é caduto Vincenzo Maruccio, ex capogruppo dell’Idv, a sua volta accusato di essersi appropriato di circa 700 mila euro. Ora rimane da stabilire con quali modalità Fiorito debba essere giudicato: lui ha optato per il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo di pena in caso di condanna. L ’8 aprile prossimo il gup Liso decidera’ se accogliere o meno tale richiesta.

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