Data odierna 24-09-2017

E’ iniziato il sequestro dei beni di Franco Fiorito riconducibili all’illecita attività di sottrazione dei fondi del gruppo Pdl alla Regione Lazio. Tra i beni sottratti all’ex capogruppo...

Fondi Pdl, sequestrati a Fiorito 1,3 mln sigilli alla Villa al Circeo e alla jeep

E’ iniziato il sequestro dei beni di Franco Fiorito riconducibili all’illecita attività di sottrazione dei fondi del gruppo Pdl alla Regione Lazio. Tra i beni sottratti all’ex capogruppo Pdl alla Pisana, ora rinchiuso nel carcere di Regina Coeli per peculato, ci sono anche la Villa al Circeo, la jeep comprata per l’emergenza neve a Roma, il Bmw, la Smart, sette conti correnti italiani e quattro esteri. Poco dopo le 13, come era in programma, è cominciato a Regina Coeli l’interrogatorio di garanzia di Fiorito, assistito dall’avvocato Carlo Taormina ed Enrico Pavia: dovrà rispondere alle domande del gip Stefano Aprile che ha firmato il provvedimento cautelare, alla presenza anche del pm Alberto Pioletti.

Il sequestro è stato disposto con un decreto del gip del Tribunale di Roma in quanto “risulta contestata e provata una distrazione” di fondi del Pdl di un milione e 357mila euro. I conti correnti italiani sono stati aperti da Fiorito in istituti di credito di Roma e Anagni mentre i quattro all’estero si trovano a Tenerife, Madrid, Santa Cruz e La Coruna.

Nel decreto di sequestro della procura di Roma sui beni di Franco Fiorito, è stato stabilito che le tre auto siano affidate alla Guardia di finanza per attività di polizia giudiziaria. Mentre il denaro dei conti correnti italiani sarà trasferito al Fondo Unico per la Giustizia.

Nell’interrogatorio da libero del 19 settembre scorso, Fiorito aveva già abbozzato una prima e in qualche modo specifica chiamata di correo “politica” sulla “consapevolezza” e dunque responsabilità del partito nel ‘Sistema Lazio’. E lo aveva fatto tirando dentro quattro consiglieri regionali, uno dei quali, Pier Ernesto Irmici, è occhio, braccio e orecchio di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. Insinuazioni, che lo stesso Cicchitto, ha respinto anzi “rinvio al mittente – ha detto il capogruppo Pdl alla Camera – Nessuno (consigliere regionale o dirigente del Partito) mi ha mai neanche lontanamente informato di ciò che avveniva nella Regione Lazio per ciò che riguardava i fondi al gruppo regionale, né della loro ripartizione, né tantomeno del loro uso fatto da gruppi e da singoli consiglieri regionali. E’ evidente che non esiterò a ricorrere alle vie legali se emergono gli estremi di una diffamazione”.

E’ stata fissata, intanto, per il 9 ottobre prossimo l’udienza del tribunale del Riesame di Roma sul ricorso presentato dai difensori dell’ex tesoriere Pdl contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Stefano Aprile. Nel corso dell’udienza, gli avvocati Carlo Taormina ed Enrico Pavia eccepiranno, tra l’altro l’insussistenza del reato di peculato ritenendo che, eventualmente, dovrebbe essere contestata l’appropriazione indebita.

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