Data odierna 23-10-2017

Finita. Finita la vacanza. Per chi l’ha potuta fare ovviamente, perché comunque ci sono milioni di italiani che la vacanza non l’hanno potuta fare, né mare, né montagna, né...

Finita. Finita la vacanza. Per chi l’ha potuta fare ovviamente, perché comunque ci sono milioni di italiani che la vacanza non l’hanno potuta fare, né mare, né montagna, né laghi, né Italia né estero. Milioni che rientrano in ufficio o in azienda, o in fabbrica, con l’incertezza dell’autunno che viene, con l’incertezza della cassa integrazione, o del licenziamento, oppure con l’incertezza delle vendite nel loro settore di mercato etc. etc. e milioni che non rientrano da nessuna parte.

Ecco io penso che il Partito Democratico tornato dalle vacanze dovrebbe occuparsi principalmente dei problemi di questo tipo che pesano sugli italiani. Lo dico arciconvinto che le discussioni sul modello maggioritario, oppure sul nuovo Ulivo, o ancora le critiche alla vecchia Unione, sono argomenti che seducono molto solo gli addetti ai lavori, perché invece il resto del paese, vuole sapere se c’è qualcuno in grado di riprendere in mano questi temi che Berlusconi ha messo spesso al centro delle proprie campagne elettorali, ma che poi ha abbandonato, dedicandosi unicamente alle questioni che lo riguardavamo direttamente.

Se guardo al paese che amo, all’Italia oggi, alla fine di quest’agosto caratterizzato da una battaglia interna alla destra italiana fatta di dossier, di probiviri, di espulsioni possibili, di scandali giornalistici, di presunte denunce di conti offshore, forse di pedinamenti operati da agenti dell’intelligence, etc, insomma di nulla che riguardasse il paese, vedo segni fortissimi di un declino possibile: ed in particolare vedo come questo si traduca nei tratti di una precarietá che attraversa tutto; politica, economia, lavoro, sociale.

Vedo la più grande azienda per antonomasia del paese, la Fiat, che produce sempre più segnali di desiderio di abbandono dell’Italia, verso paesi a minor costo del lavoro. E poi vedo l’invecchiamento della popolazione con la conseguente incertezza che questo determina sul sistema pensionistico, vedo le difficoltá del mondo dell’istruzione diventata soprattutto il regno dei tagli di bilancio e non degli investimenti per il nostro rilancio, vedo la debolezza della ricerca, l’inefficienza di gran parte dei servizi collettivi, un sistema fiscale iniquo in cui convivono sacche di evasione, favori straordinari agli esportatori illegali di capitali all’estero ed una pressione troppo alta. Vedo la tendenza all’illegalitá diffusa, vedo la penetrazione della criminalitá organizzata in ogni rivolo del  paese, da Sud a Nord, dal pubblico al privato,  e vedo troppe difese corporative e settori di rendita passiva che non producono crescita, e vedo difendere con le unghie e con i denti grandi e piccoli privilegi, ed evitare il più possibile ogni apertura alla concorrenza. Anche nella politica.

E tutto questo mentre cresce, a fianco di una grande ricchezza di risorse, di intelligenze, di capacitá, di inventiva, tipicamente italiane, uno stato d’animo fatto di smarrimento, di stanchezza, di pessimismo, di delusione totale verso la politica, quando non di odio verso questa e la sua “casta”, e poi vedo crescere forme di intolleranza, di incattivimento, di omofobia, di razzismo, di diffidenza e chiusura verso tutto ció che appare estraneo, diverso.

Tutte queste, dette allora meglio, erano le ragioni che sostenevamo essere all’origine della scommessa del PD, quando Veltroni parló al Lingotto. E tutte queste ragioni e queste analisi, sono oggi ancora in campo, perché il paese nei due anni di gestione Berlusconi, sotto ognuno di questi profili, vuoi anche in parte a causa della crisi economica globale, non ha fatto  passi avanti. Posso citare mille classifiche; prediligo questa su cui il Cav. fa campagna elettorale dal 1994, promettendo mari e monti e non partorendo nulla: in una classifica mondiale di quest’anno sul funzionamento della giustizia civile, il nostro paese occupa il 156° posto dopo il Gabon e la Guinea Bissau, ovviamente dopo che per anni si è promessa una riforma della giustizia civile, la quale non si è mai attuata se non per alcune singole leggi, piccole piccole. Ad Personam.

Insomma il paese si presenta con problemi antichi, con un governo che sta deludendo, con una maggioranza nella quale volano gli stracci, e con un’opposizione che non appassiona certo. Noi, solo noi, democratici intendo, possiamo suonare la nostra carica. Non basterá il presunto declino berlusconiano per spostare voti su di noi, i nostri elettori delusi di centrosinistra che dal 2006 in poi ci hanno lasciato, non torneranno solo perché Fini dice cose che sembrano di sinistra. Vogliono sapere da noi chi siamo, cosa vogliamo, verso dove andiamo. Semplifico, perché il programma di governo di un’opposizione è ovviamente molto ampio.

Propongo tre temi come cura ricostituente dopo la pausa estiva:
1) facciamoci paladini dell’Ambiente, proponiamo noi con forza, continuitá, inventiva, i dispositivi e le leggi che servano per il raggiungimento dei tre “20 %” fissati come obiettivo al 2020 dall’Unione Europea: +20% di fonti rinnovabili, -20% di consumi energetici, -20% di emissioni di gas serra. Milioni di persone in Italia oggi guardano all’ambiente e alla sua salvaguardia non solo come valore nel quale si riconoscono complessivamente, forse dopo la sconfitta di altre ideologie più materiali degli anni scorsi, ma anche perché in questo vedono concrete possibilitá di lavoro per se, la propria famiglia, la propria comunitá.

Lavoriamo sulle azioni di risparmio energetico. Proponiamo continui incentivi all’uso delle fonti rinnovabili. Proponiamo investimenti, rinforzati da tutte le forme di risparmio fiscale possibile per mettere l’apparato industriale e di ricerca italiano in linea con quelli dei paesi che hanno investito sulle nuove tecnologie per l’ambiente.
Diffondiamo l’uso dell’energia solare ed eolica, promuoviamo il risparmio energetico, difendiamo l’ambiente, essendo paladini della modernitá e non del conservatorismo, senza opporci ideologicamente ai termovalorizzatori o a nuove linee ferroviarie.

2) La sicurezza. La sicurezza è un diritto fondamentale che non ha colore politico, che non è né di destra né di sinistra. La destra se n’è fatta paladina in questi anni, mentre spessissimo gli amministratori locali del centrosinistra, garantivano questo diritto fondamentale, senza scadere nel populismo pericoloso delle ronde e senza mettere ai muri grandi manifesti propagandistici. Ho avuto modo di frequentare di più in questi mesi, il variegato mondo delle forze dell’ordine. Vi ho trovato uno straordinario patrimonio di competenza, umanitá e saggezza di cui dovremmo andare orgogliosi. Troppi di loro, sono dedicati a ruoli amministrativi che ne impediscono l’utilizzo diretto nel controllo del territorio e noi dovremmo farci paladini di un loro ritorno sul territorio, delegando alle amministrazioni quei ruoli dove oggi sono impiegati. Moltissimi di quegli amministratori del Pd che citavo, hanno saputo tenere insieme in questi anni integrazione e legalitá, multiculturalitá e sicurezza; cosí si deve fare, no a qualsiasi deriva razzista o comunque al chiudere la porta di fronte a chi fugge dalla guerra e dalla morte, ma severitá e fermezza per pretendere da chiunque il rispetto della legge, quale che sia la sua nazionalitá. Chi viene qui per fare male agli altri o per sfruttare donne o bambini deve essere giudicato dalla nostra legge.

3) Fisco, lotta dura all’evasione fiscale, tassazione rendite, abbassamento carico fiscale. A me piacerebbe che noi convincessimo chi ci ascolta, che non siamo mossi da convinzioni di classe, per cui consideriamo più evasori i commercianti o gli artigiani e perció nostri nemici, noi sappiamo bene che l’artigiano, il commerciante, il piccolo imprenditore quando è leale col fisco – e lo sono i più – paga troppo. Sappiamo quanto siano insopportabili i costi che deve affrontare per rispondere ai mille adempimenti burocratici che sono la premessa del pagamento delle tasse.

Conosciamo la distanza tra ció che paga e ció che riceve in cambio, in termini di infrastrutture, di efficienza della Pubblica Amministrazione, di buon funzionamento del servizio giustizia e sicurezza. A loro, cosí come ai milioni di italiani che vivono di reddito da lavoro dipendente e non posso evadere neanche volendo, noi dobbiamo chiedere di essere con noi, prima di tutto nella durezza contro gli evasori, anche incentivando il vantaggio a richiedere pagamenti regolari, e nella battaglia contro tutto ció che viene nascosto allo stato, il nero, per poi permettere un progressivo abbassamento delle aliquote, e contemporaneamente dobbiamo essere noi a portare avanti la battaglia per la semplificazione dell’amministrazione che spesso opprime chi paga.

Ho citato solo tre punti, ce ne sarebbero molti altri, l’importante è cominciare, suonare la sveglia, dire chi siamo, cosa vogliamo, verso dove andiamo. Abbiamo molti ex elettori da convincere.

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