Data odierna 23-09-2017

“Nell’era della comunicazione globale e locale è giusto, come ha fatto la FUSIE, porsi in una logica di confronto tra le istituzioni e i soggetti protagonisti dell’informazione per disegnare...

Fedi: Editoria e informazione per i migranti

“Nell’era della comunicazione globale e locale è giusto, come ha fatto la FUSIE, porsi in una logica di confronto tra le istituzioni e i soggetti protagonisti dell’informazione per disegnare una nuova strategia di presenza nel mondo.

Credo sia utile continuare questa riflessione creando anche le condizioni per un salto di qualità”. Questo il messaggio di Marco Fedi, deputato Pd eletto in Australia, impossibilitato a partecipare al seminario della Fusie oggi a Roma, a causa dei lavori d’Aula a Montecitorio.

Per Fedi, “dobbiamo innanzitutto migliorare il presente, che significa rivedere i criteri che attualmente ripartiscono esigue risorse a tante pubblicazioni edite in Italia e nel mondo, che meritano maggiore attenzione e maggiore disponibilità economica. I criteri non possono escludere tante testate che fanno informazione elettronica, radiofonica e televisiva. Ma il tema di fondo è un altro. Creare una vera rete tra le imprese che fanno comunicazione nel mondo, metterle in condizione di sviluppare piani e progetti comuni, accomunando anche risorse e investimenti, garantendo quindi un sostegno nel coordinamento e nel rapporto con l’Italia. Questa prospettiva, nel medio e lungo termine, può garantire la continuità vera dei quotidiani editi nel mondo, delle iniziative nazionali, trasformandole in iniziative internazionali, collegate o collegabili tra loro e con imprese italiane”.

“Il sostegno alle associazioni, ai gruppi d’interesse, alle comunità locali che producono informazione per i loro iscritti o per comunità territoriali – secondo il deputato – dovrebbe arrivare anche da altre fonti, da un riconoscimento delle associazioni e del loro insostituibile ruolo, anche nell’informazione. Quindi strumenti normativi diversi per scopi e obiettivi diversi. Garantire anche nuovi spazi di collegamento con le realtà dell’immigrazione in Italia, con un collegamento tematico, culturale e anche normativo per quanto concerne strumenti e risorse”.

Infine, conclude, “il pluralismo. Le voci originali vanno tutelate, rafforzate e quindi occorre ripensare il modo in cui valutiamo le differenze e la qualità,incoraggiando anche chi cerca di aprire nuove prospettive nelle lingue locali”.

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