Data odierna 22-10-2017

Importante iniziativa del Circolo Valenzi del Partito Democratico che sabato 15 dicembre ha promosso un incontro pubblico su “Politiche e prospettive culturali dell’Italia all’estero” presso la...

Fedi a Tunisi: Dal pacchetto emigrazione alla ‘Essenziale presenza Italiana nel mondo’

Importante iniziativa del Circolo Valenzi del Partito Democratico che sabato 15 dicembre ha promosso un incontro pubblico su “Politiche e prospettive culturali dell’Italia all’estero” presso la sede del Corriere di Tunisi, cui ha partecipato l’on. Marco Fedi.

Nel suo intervento di saluto anche a nome del Senatore Randazzo, impossibilitato a partecipare, Fedi ha prima di tutto rivolto un pensiero rivolto ad Elia Finzi, fondatore e direttore del Corriere, morto quest’anno.

“La storia dell’emigrazione – ha esordito Fedi – è ricca di tante storie personali e delle esperienze collettive che hanno costruito Paesi e democrazie. Gli emigrati hanno spesso più di una storia da raccontare. In questo caso Italia e Tunisia sono state parte della vita e della storia di Elia Finzi. La sua vita e la sua storia sono diventate simbolo di impegno morale e civile. Ed è giusto quindi ricordarlo qui, oggi, nella sede del Corriere di Tunisi cui Elia ha legato la sua vicenda umana, la sua passione, il suo impegno comunitario. La famiglia Finzi ha legato il suo nome a questa iniziativa imprenditoriale ma anche comunitaria. È un segno di italianità che apprezziamo e rispettiamo, è un emblema, un simbolo per l’intera collettività italiana di Tunisi. Il Corriere continuerà a battersi per i diritti degli italiani in Tunisia e a promuovere la loro partecipazione democratica alla costruzione di una forte presenza in Tunisia, costruendo anche un paese sempre più libero e sempre più democratico”.

Il parlamentare eletto in Australia è quindi entrato nel merito del dibattito, ricordando il momento di “forte difficoltà, con le riforme che hanno segnato il passo, fermate dalle resistenze, politiche, sindacali, ministeriali, a cui hanno fatto seguito i tagli drastici del Governo Berlusconi”.

“Abbiamo bisogno di un’azione forte, sinergica, tesa a far ripartire l’elaborazione programmatica, abbiamo bisogno di una visione nuova, che potrebbe tornare ad essere “il pacchetto emigrazione”, che oggi definirei essenziale presenza nel mondo””, ha aggiunto.

“In questa fase – ha sottolineato Fedi – dobbiamo impegnarci per far tornare la politica ad occuparsi degli italiani nel mondo. Credo sia utile ripartire dai fondamentali: abbiamo bisogno di un Vice Ministro o sottosegretario che si occupi esclusivamente di questi temi. Abbiamo bisogno di una serie di tavoli di concertazione tra Ministeri per disegnare un percorso di coordinamento teso a ridisegnare la nostra presenza nel mondo. Una presenza italiana nel mondo che va studiata e compresa, anche con i nuovi flussi, noti a tutti, visibili, ma i cui dati sfuggono e andrebbero invece meglio raccolti e studiati. Una rete di rappresentanza locale che abbia risorse per studiare localmente i fenomeni di emigrazione e integrazione e che possa funzionare come rete di raccordo con amministrazione e politica. Un coordinamento serio tra Ministeri (MAE, Pubblica Istruzione e Cultura) e tra Direzioni Generali per quanto attiene alla presenza nel mondo di lettori, istituti di cultura, enti gestori e personale di ruolo”. “Questo passo di coordinamento e presenza ragionata nel mondo – avverte Fedi – richiede uno sforzo di coordinamento e può avvenire subito, a costo zero. Avremmo già risultati positivi se il coordinamento politico fosse seguito a tempo pieno da un esponente di Governo. Credo che i tempi siano maturi per una vera riforma che guardi agli interessi più generali del Paese. Non possono vincere gli interessi corporativi e abbiamo il dovere di assumere in pieno questa responsabilità anche dopo la spending review, che deve fornici gli strumenti di analisi della spesa dai quali programmare gli interventi e gettare le basi di una proposta di riforma”.

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