Data odierna 22-10-2017

“Un’estensione del voto all’estero ad elettori che vi si trovino per periodi inferiori a 12 mesi e che quindi per legge non possono iscriversi all’AIRE (quali ad esempio il personale delle...

Farnesina: Per far votare gli Erasmus bisogna cambiare la normativa

“Un’estensione del voto all’estero ad elettori che vi si trovino per periodi inferiori a 12 mesi e che quindi per legge non possono iscriversi all’AIRE (quali ad esempio il personale delle ONG e gli studenti universitari) richiederebbe una modifica dei meccanismi previsti dalla normativa vigente”.

Questa la nota diramata dal Ministero degli Esteri, in risposta alle crescenti proteste sull’impossibilità, per gli studenti Erasmus (al momento circa 25mila), di votare per corrispondenza. Studenti che hanno fatto sentire su Facebook la loro voce, ripresa dalla stampa nazionale e da esponenti di tutti i partiti.

Nella nota, molto tecnica, il Ministero si limita a richiamare tutte le leggi che regolano il voto degli italiani stabilmente e temporaneamente all’estero per ricordare, in conclusione, che se vogliono votare, studenti e personale Ong devono tornare in Italia.

“Ai sensi di legge (L. 459/2001, emanata in attuazione dell’art. 48 della Costituzione) – ricorda la Farnesina – possono esercitare il diritto di voto all’estero soltanto i cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE. A questi, in base al DL 223/2012, valido solo per le prossime elezioni politiche, si aggiungono alcune categorie di elettori temporaneamente all’estero per motivi di servizio (appartenenti alle Forze armate e di polizia impegnati in missioni internazionali; dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome temporaneamente all’estero per motivi di servizio; professori e ricercatori universitari di ruolo anch’essi temporaneamente all’estero per motivi di servizio)”.

Dunque, sottolinea il Ministero, “un’estensione del voto all’estero ad elettori che vi si trovino per periodi inferiori a 12 mesi e che quindi per legge non possono iscriversi all’AIRE (quali ad esempio il personale delle ONG e gli studenti universitari) richiederebbe una modifica dei meccanismi previsti dalla normativa vigente. Analogamente a quanto accade a coloro che in Italia si trasferiscono per alcuni mesi in un luogo diverso da quello di residenza anagrafica, gli elettori temporaneamente all’estero non rientranti nelle categorie di cui al DL 223/2012, possono votare soltanto recandosi ai seggi istituiti presso il proprio comune d’iscrizione elettorale in Italia”.

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