Data odierna 22-10-2017

“Vi è una drammatica perdita della memoria storica di cosa rappresenta la comunità italiana nel mondo e di cosa può dare al nostro paese”. In un dibattito politico e mediatico dominato...

“Vi è una drammatica perdita della memoria storica di cosa rappresenta la comunità italiana nel mondo e di cosa può dare al nostro paese”.

In un dibattito politico e mediatico dominato dall’incertezza sul futuro dell’attuale maggioranza, alcune riforme e questioni di diretto interesse per le nostre comunità nel mondo attendono che le commissioni parlamentari competenti pongano in calendario le discussioni sulle proposte di legge, è il caso della riforma tecnica del voto all’estero, o riprendano l’esame dei provvedimenti, vedi riforma dei Comites e del Cgie, lasciati in sospeso in attesa dei pareri delle altre commissioni e a causa della pausa estiva dei lavori parlamentari.  Vi sono poi delle riforme, come quelle degli istituti di cultura e delle scuole italiane all’estero, che appaiono ancora più lontane nel tempo. In questo complesso quadro si muovono gli eletti all’estero che cercano, con interpellanze, interrogazioni e proposte di legge, di tenere alta l’attenzione sulle nostre comunità nel mondo e di proporre soluzioni concrete. Per fare il punto sulla situazione abbiamo dunque rivolto alcune domande al deputato del Pd, eletto nella ripartizione Europa, Gianni Farina.

In un clima politico molto incerto sono ripresi i lavori parlamentari. Sul tappeto vi sono ancora numerose tematiche d’interesse per gli italiani all’estero che attendono la risposta del legislatore. Cosa ci può dire in proposito?

Intanto dobbiamo augurarci che la legislatura, se continua così, finisca al più presto. Questo governo non sta facendo niente in Italia, ma ha anche destrutturato tutti i problemi che riguardano i cittadini italiani all’estero. Tutto questo è frutto di una drammatica perdita della memoria storica di cosa rappresenta la comunità italiana nel mondo e di cosa può dare al nostro paese. Il problema non è infatti cosa l’Italia può fare per i connazionali nel mondo, ma cosa gli italiani all’estero possono fare per il nostro paese. Ci auguriamo quindi che questo governo termini il suo mandato il più presto possibile e che l’Italia e i nostri connazionali nel mondo vengano governati un po’ meglio.

E se la legislatura dovesse proseguire il suo corso fino alla scadenza naturale?

In quel caso continueremo l’impegno al fine di limitare i danni in ogni senso. Attenzione io sono tra quelli che pensano che si possa tagliare,  salvaguardando un impegno forte. Vi sono infatti anche troppe rendite di posizione da togliere, ma il problema vero è il rapporto con la comunità all’estero e cosa questa collettività può dare al nostro paese.

La riforma del voto all’estero è senza dubbio uno dei punti su cui spesso si è posata l’attenzione, anche non benevola, della politica italiana. Qual è la sua posizione su questo punto?

Il problema del voto all’estero non esiste. Il voto all’estero è fissato nella costituzione repubblicana. Quando si tratterà di cambiare la costituzione e di verificare se ci sono aggiornamenti da fare ne parleremo, ma oggi è un falso problema. La questione che invece va discussa , per quanto riguarda il suffragio all’estero, è l’introduzione di cambiamenti tecnici per assicurare segretezza alla partecipazione al voto e serietà alle candidature. Sono problemi tecnici importanti. Ad esempio nella proposta di legge del Pd proponiamo di stampare le schede della circoscrizione Estero in Italia. Queste vengono fatte per 50 milioni di elettrici ed elettori in Italia  e non si riesce a capire perché non possano essere realizzate nel medesimo modo anche per i 2 milioni e ottocentomila cittadini italiani all’estero con diritto di voto. Si potrebbe inoltre introdurre l’opzione dell’iscrizione preventiva e volontaria per i connazionali all’estero che intendano votare.

Tra le questioni ancora aperte che toccavano da vicino i nostri connazionali vi è anche quella della cittadinanza. Cosa ne pensa?

Queste sono cose molto importanti. I processi integrativi vanno incoraggiati. Chi è nato all’estero deve immediatamente chiedere la nazionalità del paese in cui risiede. Chi poi intende conservare un rapporto vero con l’Italia, d’interesse sociale, politico e culturale, può farlo grazie alla nostra legge sulla doppia cittadinanza. Una cosa sono le cittadinanze, altra cosa sono le culture. Noi siamo orgogliosi anche di quei tanti ex italiani che vivono nel mondo ed hanno ancora un rapporto con l’Italia. Persone che in qualità di  eletti nel Parlamento italiano dobbiamo incoraggiare. La nostra funzione nel Parlamento è infatti importante se riesce ad ottenere risultati forti sul piano dell’integrazione delle cittadinanze nei vari paesi europei e del mondo. Voglio inoltre segnalare come ad oggi nessuno abbia concretamente pensato di utilizzare, da tempo noi del Pd cerchiamo di attirare l’attenzione su questo aspetto, la  straordinaria esperienza storica dell’emigrazione italiana per governare i problemi dell’immigrazione nel nostro paese.

Lei ha partecipato al dibattito sulle nuove trasversali alpine fra Italia e Svizzera svoltosi alla Sala Mappamondo della Camera. Quali sono le sue impressioni?

Questo convegno è stato molto importante. Durante il dibattito ho sottolineato come in realtà le nuove trasversali alpine tra Italia e Svizzera, che porranno in collegamento i due mari che delimitano il nord ed il sud dell’Europa. siano un’opera europea realizzata dalla Svizzera. Quando nel 2017 diverrà operativo il nuovo traforo del Gottardo l’Italia dovrà essere pronta con le sue infrastrutture. Dovremo essere in grado di dire a Rotterdam si caricano le merci, a Genova si scaricano o viceversa.  Voglio poi ricordare che vi sono due gradi città, una svizzera e l’altra italiana, che sono le vere capitali economiche e commerciali dei due rispettivi paesi:  Zurigo e Milano. Queste città sono collegate attraverso treni che partono ogni due ore. Una cadenza oraria decisamente inadeguata soprattutto in previsione delle due ore e quaranta minuti che i convogli, una volta completata la nuova galleria del Gottardo, impiegheranno per coprire la distanza fra Milano e Zurigo. Da segnalare inoltre anche le carenze della linea ferroviaria Tirano -Sondrio – Chiavenna. Una lacuna che non aiuta, né le esperienze di collegamento fra i cantoni Svizzeri e le provincie italiane limitrofe, né il turismo e i rapporti culturali.

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