Data odierna 24-09-2017

È “importante” per il Cgie essere a Torino: ne è convinto l’onorevole Gianni Farina che questa mattina è intervenuto ai lavori dell’assemblea plenaria del Consiglio Generale, sottolineando...

È “importante” per il Cgie essere a Torino: ne è convinto l’onorevole Gianni Farina che questa mattina è intervenuto ai lavori dell’assemblea plenaria del Consiglio Generale, sottolineando l’importanza della scelta della città che più di ogni altra sta celebrando i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Anniversario che anche gli italiani ovunque nel mondo stanno commemorando:  “celebrazioni che mi hanno commosso. Ovunque in Europa sono state organizzate giornate straordinarie, di commozione e sentimento che hanno dimostrato quanto è grande l’attaccamento al Paese da parte dei 4 milioni degli italiani nel mondo. Ma Non solo: a queste manifestazioni c’era anche una presenza importante di cittadini di origine italiana e autorità locali di provenienza italiana”.

Per questi festeggiamenti, ha aggiunto il deputato, “dobbiamo ringraziare i Presidenti Ciampi e Napolitano per il loro sforzo teso a far ritrovare alla Nazione il suo spirito di appartenenza. Passare una settimana a Torino con il Cgie è molto importante. Propongo a tutti di voi di farvi promotori presso le associazioni affinchè portino i connazionali a Torino, perché questa città lo merita per quanto ha rappresentato e rappresenta oggi, più che mai simbolo dell’unità”.

Farina ha quindi citato la questione-referendum, sottolineando in particolare la mancata informazione agli italiani all’estero: “proprio stasera sarò nel sangallese per un’assemblea organizzata da comiets e associazioni locali”. È “importante che gli italiani vadano a votare perché 100 o 200 mila voti potrebbero essere decisivi per il raggiungimento del quorum”.  Nel merito del referendum, Farina ha voluto evidenziare un’altra questione aperta, dovuta alla decisione della cassazione sul referendum sul nucleare. Decisione che potrebbe arrivare fuori tempo massimo per l’estero, perché i connazionali votano prima che gli italiani in Italia.

“La cassazione – ha spiegato – potrebbe decidere quando all’estero hanno già votato. In quel caso le schede di quel quesito verrebbero incenerite. Ma potrebbe accadere che il quesito rimane valido, ma cambiato nel testo. A quel punto all’estero avrebbero votato su un testo non più valido. Che succede in quel caso? Il Mae – ha aggiunto – sia consapevole che c’è questo rischio”.

Sulla riforma di Comites e Cgie, Farina ha sostenuto che “avviare una riforma di cui non c’era necessità è stata una follia. Gli italiani all’estero hanno altri problemi”.  Contrario al ddl all’esame del senato, il deputato Pd assicura che quando il testo arriverà alla Camera lui “farà battaglia per non farlo passare”.

I punti critici, per Farina, sono tanti: tra questi “la riduzione del numero dei Comites quando contemporaneamente si sta smantellando la rete consolare; la mancata incompatibilità tra vari organismi; il cumulo delle cariche che di fatto riduce la partecipazione alla rappresentanza”.

Sui finanziamenti alle politiche degli italiani all’estero, Farina ha parlato di “due bombardamenti: i missili più distruttivi sono arrivati da Tremonti con i suoi talgi lineari; e poi dal Mae che non doveva applicare la “teoria  Tremonti” ma attuare una politica seria con risorse adeguate”.

Oppure condividila!

Notizie simili

Lascia un commento

Invia il commento