Data odierna 19-11-2017

“L’Istituto nazionale di statistica certifica che ad oggi l’unica componente che contribuisce in maniera positiva alla crescita italiana è data dal commercio internazionale. Logico, dato il...

Fantetti: Piu attenzione al commercio estero

“L’Istituto nazionale di statistica certifica che ad oggi l’unica componente che contribuisce in maniera positiva alla crescita italiana è data dal commercio internazionale. Logico, dato il livello depresso dei consumi e più in generale della domanda interna”. Così Raffaele Fantetti, eletto senatore nella fila del Pdl in Europa, interviene in una nota diffusa oggi.

“La questione – per Fantetti – è se sia possibile puntare tutto sulla crescita dei mercati internazionali. Nel futuro prossimo SI, ci dice l’Istat, visto che il Pil italiano si ridurrà a fine anno dell’1,5%, solo le esportazioni cresceranno (+1,2%), mentre ci sarà una riduzione delle importazioni (- 4,8%)”.

“Ma – aggiunge – come per ogni medaglia c’è un rovescio, purtroppo. E allora le statistiche ci dicono che le esportazioni sono cresciute negli ultimi anni, ma in particolare da parte delle imprese di maggiori dimensioni, che sono anche quelle capaci di andare a vendere sui mercati più lontani (fuori dall’Europa). I più piccoli – osserva il sentore del Pdl – sono tenacemente presenti all’estero, ma con difficoltà crescenti”.

“Stando così le cose, – prosegue – occorre accelerare sulle politiche di promozione del commercio con ’estero e rimettere subito in moto una macchina che negli ultimi mesi si è un poco inceppata. Bene si sta facendo nel riformare l’ICE, bene trovare migliori integrazioni e raccordi con le Camere di commercio e la loro rete all’estero, da sempre al servizio delle imprese più piccole. Insieme alla struttura diplomatico-consolare, si tratta di altre due reti nazionali all’estero a disposizione delle nostre imprese: un patrimonio che altri Pesi non hanno. Per non parlare (in questo contesto) della rete potenziale costituita dai nostri connazionali nel mondo!”.

Tuttavia, secondo Fantetti ciò “non basta”. “Occorre razionalizzare”, afferma. “Ancora troppi enti centrali (Simest, Sace, associazioni di categoria, ministeri) e locali (Comuni, Province, Regioni, Finanziarie) diversamente impegnati nel settore senza il dovuto raccordo istituzionale. Duplicazioni di costi, relativa inefficienza e sprechi non più accettabili”.

“In questo spirito, – conclude infine – ci si permetta una forte sollecitazione al Governo perché faccia presto, “correndo” sulla strada che pare avere imboccato”.

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