Data odierna 24-09-2017

A Copenhagen per partecipare ai lavori della XVII riunione COSAC – l’incontro delle Commissione Affari Europei dei Parlamenti dell’Unione Europea, ieri il senatore del Pdl Raffaele Fantetti è intervenuto...

Fantetti a Copenhaghen: Il mercato unico va difeso meglio dalle pressioni esterne

A Copenhagen per partecipare ai lavori della XVII riunione COSAC – l’incontro delle Commissione Affari Europei dei Parlamenti dell’Unione Europea, ieri il senatore del Pdl Raffaele Fantetti è intervenuto in Plenaria quale membro della delegazione italiana.

Il senatore eletto in Europa è stato protagonista di un interessante e vivace confronto con il presidente della Commissione europea Barroso al quale ha eccepito che “una garanzia di sviluppo delle potenzialità del Mercato Unico, che è il portato di maggior successo della costruzione europea, non può prescindere da una sua migliore difesa dagli attacchi esterni”.

Secondo Fantetti, “la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali in un mercato già vasto di 450 milioni di europei non può essere messa a rischio da parte di equivalenti flussi in entrata che crescono esponenzialmente in maniera sia regolare che irregolare”.

Barroso ha risposto concordando, ma mettendo anche in guardia da generalizzazioni e protezionismo. Fantetti ha quindi replicato che “per essere specifici non si dovrebbe ulteriormente tollerare una gestione non uniforme della politica doganale europea. La maggior parte dei sequestri di merce illegale che ogni anno cerca di entrare nella Ue vengono effettuati dall’Agenzia italiana delle Dogane. O siamo molto bravi noi – ha detto il senatore – o altrove, e penso ai grandi porti del Nord Europa ed ai loro fatturati, è più facile passare. La supervisione è lasciata alle autorità nazionali, anche se si tratta della frontiera esterna comune dell’Ue, ed i Paesi del Nord si oppongono all’istituzione di squadre miste di controllo. Poi, però, le centinaia di tonnellate di merce illegale le troviamo anche sui nostri mercati. Ed allora non c’è produzione indigena che possa competere, specialmente quella delle nostre PMI: le stesse che, a parole, vogliamo sempre e tutti sostenere!”.

Barroso ha concluso accettando l’argomentazione e deplorando gli “implementation gaps”, i deficit di implementazione che tuttora sussistono nella gestione del Mercato Unico.

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