Data odierna 24-09-2017

Critiche al governo per i tagli di risorse sui capitoli di bilancio destinati agli italiani all’estero. Il deputato parla anche della “produttività” degli eletti all’estero e delle modifiche...

Critiche al governo per i tagli di risorse sui capitoli di bilancio destinati agli italiani all’estero. Il deputato parla anche della “produttività” degli eletti all’estero e delle modifiche all’esercizio di voto

Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America latina e vice presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera, traccia un bilancio dei suoi due anni di attività al Parlamento italiano in un’intervista rilasciata al “Giornale del Carabiniere”.

“Credo in primo luogo di essere riuscito a conciliare bene il lavoro parlamentare con il rapporto con la collettività italiana che mi ha eletto – afferma Porta rispondendo alle domande di Mirella Scardina; – non era facile né scontato riuscire a conciliare una presenza puntuale e attuante a Montecitorio con le pressanti esigenze degli italiani che vivono in Sudamerica. Il lavoro presso la Commissione Esteri e il Comitato per gli Italiani all’Estero, la presenza in aula attraverso interventi, proposte di legge, interrogazioni e ordini del giorno: tutti impegni che ho portato avanti con estrema serietà e continuità. Al tempo stesso una serie di visite e di contatti frequenti con le nostre principali collettività che vivono in Sudamerica, attraverso viaggi e missioni che hanno avuto anche lo scopo di mantenermi in sintonia permanente con l’elettorato oltre che di acquisire informazioni e materiale utile per il mio lavoro parlamentare”.

Sul piano legislativo l’esponente Pd evidenzia l’impegno per la riforma del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero “con la presentazione della proposta di legge del Partito democratico alla Camera della quale sono il primo firmatario, – specifica, – ma anche la mia proposta di legge sull’introduzione dell’insegnamento della storia delle migrazioni nelle scuole italiane, della quale vado particolarmente orgoglioso e che vorrei fosse approvata entro questa legislatura anche per celebrare degnamente e in maniera non solo retorica i 150 anni di storia italiana”.

Porta stigmatizza inoltre i tagli dell’attuale governo ai capitoli di spesa destinati alle politiche per gli italiani all’estero, “capitoli che già soffrivano per l’esiguità del loro finanziamento”, segnala, ricordando che “in alcuni casi, come ad esempio, assistenza e scuola, abbiamo anche superato il 50% di riduzione dei fondi in relazione alle somme stanziate dal governo Prodi per gli stessi interventi”. Tuttavia, oltre al dato economico e ad altri provvedimenti segnalati, “governo e maggioranza si sono mostrati fin dall’inizio della legislatura ostili al sistema di rappresentanza (Comites e Cgie) – ha evidenziato il vice presidente del Comitato per gli italiani all’estero, – proponendo e appoggiando una legge presentata al Senato che ne mortifica i principi ispiratori e li ridimensiona quantitativamente e qualitativamente”.

Porta spiega inoltre che ai parlamentari eletti all’estero spettano incombenze più complesse rispetto ai colleghi residenti in Italia, “in ragione della specificità di un collegio elettorale di dimensioni continentali e distante a volte oltre diecimila chilometri da Roma”. L’esponente Pd, insomma, non ci sta alla critiche che mettono in dubbio la “produttività” del mandato degli eletti all’estero. Invita anzi a verificare il resoconto della sua attività, attraverso la stampa e sito internet personale.

“La rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero è stata voluta e approvata con riforma costituzionale e non sarà certo il capriccio di Berlusconi a eliminarla – avverte Porta, che dichiara di essere comunque favorevole ad una riforma del sistema bicamerale che comporti una riduzione di deputati e senatori, “ma non certo di quelli eletti all’estero, che nonostante rappresentano quasi il 10% dell’elettorato non hanno attualmente nemmeno il 2% di seggi tra Camera e Senato”.

In merito alla legge elettorale relativa alla circoscrizione Estero l’esponente Pd segnala infine la proposta presentata da Franceschini e Finocchiaro a Camera e Senato (vedi inform n°154 del 10 agosto: http://www.mclink.it/com/inform/art/10n15404.htm). Tra le modifiche introdotte per rendere “più sicuro e inattaccabile” il voto all’estero: l’introduzione dell’obbligo di iscrizione alla lista elettorale per ricevere il plico per partecipare alle elezioni; la stampa delle schede fatta in Italia e non più all’estero; poteri di controllo ai comitati elettorali locali e l’introduzione di elementi di maggiore certificazione relativi all’individualità ed alla segretezza del voto.

“Speriamo che il Pdl ci segua e ci aiuti nell’approvare rapidamente queste nuove norme che renderebbero più serio ed autorevole il voto all’estero e la nostra elezioni. Il Presidente Berlusconi si è detto favorevole ad un cambiamento del meccanismo del voto e speriamo – conclude Porta -che sia coerente con quanto affermato e sostenga anche in Parlamento questa tesi”.

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