Data odierna 23-09-2017

Aveva 98 anni. Aveva vinto il Nobel per la medicina nel 1975 Il premio Nobel della medicina (1975) Renato Dulbecco è morto. Lo ha confermato all’Ansa il presidente del Cnr Luigi Nicolais. Nato a Catanzaro...

È morto Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina nel 1975

Aveva 98 anni. Aveva vinto il Nobel per la medicina nel 1975

Il premio Nobel della medicina (1975) Renato Dulbecco è morto. Lo ha confermato all’Ansa il presidente del Cnr Luigi Nicolais. Nato a Catanzaro nel 1914, si era iscritto a soli sedici anni alla facoltà di medicina all’università di Torino, dove conosce Rita Levi Montalcini.

LA VITA – Diventa medico nei partigiani, prima di avviare nel dopoguerra l’attività di ricerca e iscrivendosi alla facoltà di Fisica, che frequenta dal 1945 al 1947, anno in cui lascia l’Italia per gli Stati Uniti. Scrive Biografieonline:

Viene chiamato a svolgere attività di ricerca alla University of Indiana a Bloomington, e successivamente si trasferisce al California Institute of Technology. Nel 1955 riesce ad isolare il primo mutante del virus della poliomielite, che servirà a Sabin per la preparazione del vaccino. Nel 1958 comincia ad interessarsi alla ricerca oncologica, studiando virus animali che provocano forme di alterazione nelle cellule. La scoperta più importante è la dimostrazione che il DNA del virus viene incorporato nel materiale genetico cellulare, per cui la cellula subisce un’alterazione permanente. Dal 1972 si trasferisce a Londra, all’Imperial Cancer Research Fund, dove ha la possibilità di lavorare nel campo dell’oncologia umana, e successivamente al Salk Institute di La Jolla (California). Nel 1964 vince il premio Lasker per la ricerca medica e nel 1975 il Nobel per la Medicina, insieme a David Baltimore e Howard Temin, per ricerche sull’interazione tra i virus tumorali e il materiale genetico della cellula.

FORTE LEGAME CON L’ITALIA – Nonostante avesse la cittadinanza americana dal 1953, Dulbecco ha sempre mantenuto un forte legame con l’Italia, tanto da essere considerato il padre delle ricerche italiane sulla mappa del Dna, condotte presso l’Istituto di Tecnologie Biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Milano. Solo l’eta’ avanzata e le condizioni di salute precarie hanno interrotto la spola tra Milano e La Jolla, in California, dove viveva e lavorava presso l’istituto Salk. Tuttavia la sua presenza in Italia ha lasciato tracce significative, sia nei risultati scientifici sia nella difesa del valore della ricerca. Al punto che nel 1999 non ha esitato ad accettare l’invito a condurre il Festival di Sanremo insieme a Fabio Fazio, devolvendo il compenso a favore del rientro in Italia di cervelli fuggiti all’estero. Un’iniziativa simbolica che ancora oggi prosegue nel Progetto Carriere Dulbecco promosso da Telethon.

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