Data odierna 22-10-2017

Il peggio, per l’economia del Vecchio continente, non è ancora definitivamente alle spalle. Lo hanno testimoniato i recenti dati Eurostat sull’andamento del Pil della zona della moneta unica...

Draghi: “L’economia reale non migliora, servono nuovi sforzi all’Europa”

Il peggio, per l’economia del Vecchio continente, non è ancora definitivamente alle spalle. Lo hanno testimoniato i recenti dati Eurostat sull’andamento del Pil della zona della moneta unica e torna a ricordarlo il numero uno della Bce, Mario Draghi. “Servono ulteriori sforzi all’Europa per uscire dalla crisi”, ha detto il governatore ricordando che nel 2013 “il contesto finanziario si presenta più stabile rispetto agli ultimi anni, grazie ai progressi registrati dai governi e alle misure adottate dalle istituzioni europee”, ma c’è ancora molto da fare per “ripristinare la fiducia dei mercati e dei cittadini e ricostruire stabilità e crescita”.

La previsione è che l’economia dell’Eurozona “resterà debole all’inizio del 2013 e poi avrà una graduale ripresa nel corso dell’anno”. Parlando al Parlamento europeo, Draghi ha ricordato che fino ad ora “non c’è stato nessun miglioramento dell’economia reale, sebbene ci siano segnali di stabilizzazione”. All’inizio del 2013 in particolare “si è registrata un’ulteriore debolezza” dell’attività economica, con “la domanda interna che resta debole”. La guardia va tenuta ancora alta, anche perché l’outlook economico resta “al ribasso”, con i rischi che possono arrivare “da una domanda interna e dalle esportazioni più basse, dal rallentamento delle riforme, da fattori geopolitici, dagli squilibri tra i maggiori Paesi industrializzati”.

Riferendo agli eurodeputati delle condizioni di salute del Vecchio continente, Draghi ha detto di aspettarsi che “l’inflazione nell’area dell’euro, che è scesa al 2% a gennaio, scenda sotto il 2% nel prossimo futuro”. Quanto alla tematica dei cambi, cioè i movimenti di alcune valute – in particolare lo yen – che si stanno deprezzando, Draghi ha ricordato che “il tasso di cambio non è un obiettivo politico, ma è un elemento importante per la stabilità dei prezzi e la ripresa”.

Un accenno è andato al meccanismo di vigilanza bancaria unico, che “è cruciale” per “giungere a un’unione finanziaria”. Draghi ha aggiunto che la vigilanza dovrà essere dotata di “indipendenza e capacità operativa”. Quanto ai rimborsi dei prestiti alle banche – concessi tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 attraverso le operazioni di finanziamento a lungo termine Ltro – secondo il governatore “sono stati superiori alle attese”.

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