Data odierna 22-09-2017

La doppia cittadinanza non è questione di ottenere un altro passaporto, ma significa allargare rapporti familiari, ampliare orizzonti culturali, facilitare la partecipazione agli eventi più significativi...

La doppia cittadinanza non è questione di ottenere un altro passaporto, ma significa allargare rapporti familiari, ampliare orizzonti culturali, facilitare la partecipazione agli eventi più significativi del Paese dei padri, portando nuovo ossigeno ai propri interessi e prospettive professionali. Di recente ho incontrato una giovane coppia venuta dal Brasile per seguire la mostra cinematografica di Venezia. La moglie, Janete, dopo che il marito  aveva espresso la soddisfazione di aver partecipato, appassionato com’è del mondo del cinema, a uno dei maggiori eventi culturali italiani, l’ha quasi interrotto con un’esclamazione che mi ha colpito profondamente: «Lo sa padre, che da pochi giorni sono cittadina italiana!». Oltre alla felicità per aver raggiunto una meta tanto attesa, Janete mi ha anche spiegato come per lei  questo obiettivo coincida con un impegno ben preciso, che dice anche tutta la responsabilità che esso comporta: «Adesso approfondirò la mia conoscenza della lingua italiana». E Lissandro, suo marito, ha subito fatto eco, quasi a sottolineare l’importanza che per loro assume questo legame con la terra delle origini : «Ogni visita in Italia è per me un arricchimento di storia e di cultura. Questa volta rientro in Brasile addirittura con un progetto: realizzare un film su un grande personaggio storico con il regista Gian Vittorio Baldi».

Più volte abbiamo dibattuto, su questo mensile, sul significato e sulle attese di tanti giovani oriundi italiani, per i quali l’acquisto della cittadinanza italiana non è questione di convenienza economica, ma equivale a una vera e propria crescita culturale: acquisire i benefici dell’appartenenza alla nazione italiana, infatti, sovente consente loro di  intrecciare duraturi legami con la terra dei padri, con prospettive anche di instaurare rapporti con il mondo delle sue università, e delle realtà imprenditoriali e industriali. Viviamo in un contesto in cui i rapporti e le conoscenze, attraverso gli strumenti d’informazione, trovano a livello internazionale sempre nuovi incentivi ed esperienze in atto che stimolano contatti, coinvolgimenti, progetti aperti al futuro.

La doppia cittadinanza non è, allora, questione di ottenere un altro passaporto, ma significa allargare rapporti familiari; facilitare la partecipazione agli eventi più significativi del Paese dei padri, portando nuovo ossigeno – come’è avvenuto per la coppia italo brasiliana  – ai propri interessi e prospettive professionali. Oggi dunque riaffiorano per questa richiesta nuovi significati: finalità che si differenziano dalle attese socio-assistenziali degli italiani che hanno lasciato la penisola per trovare un lavoro all’estero e che vivono grazie al beneficio della pensione. Il contesto umano e sociale è mutato, così come sono cambiate le relazioni e le convenzioni di sicurezza sociale, che in tanti Paesi sono in crisi per una loro mancata ratifica o rinnovo, e per le maggiori difficoltà, da parte dei nostri connazionali, di ricevere le pensioni Inps in regime internazionale.  Ma anche se questo problema, per la crisi di risorse in atto, può essere un’emergenza, da parte del governo e delle istituzioni italiane non può mancare una maggiore disponibilità per la concessione della cittadinanza italiana, che in alcuni Paesi richiede ancora lunghe attese. Solo in Brasile ci sono ancora 500 mila domande inevase. Nell’intervista al nostro mensile, il console  generale italiano a San Paolo, Mauro Marsilli, esclude decisamente che questa «rincorsa alla cittadinanza italiana sia dovuta a motivi di mero opportunismo». Egli pensa piuttosto che «riscattare le proprie origini italiane attraverso l’ottenimento del passaporto, sia considerato una sorta di completamento della propria storia personale e familiare».

La domanda, da parte delle giovani generazioni, è dunque segno della crescita d’italianità nel mondo; un segno positivo, unito ai dati sull’ aumento dello studio della lingua e della cultura italiana (nonostante i tagli dell’ultima manovra economica proprio sui corsi d’italiano all’estero e sulle iniziative delle Regioni per rinsaldare i legami con tanti loro oriundi) lascia ben sperare. Divenire cittadini italiani significa vivere un senso d’appartenenza che incrementa i legami alle memorie familiari, ma soprattutto offre prospettive e opportunità il cui beneficio si riversano anche nella stessa Italia, che incomprensibilmente si dimostra poco sensibile a questa richiesta. (Padre Luciano Segafreddo, “Messaggero di sant’Antonio” edizione italiana per l’estero)

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