Data odierna 22-09-2017

Dopo la pausa invernale, puntuale come ogni anno, riprende la discussione sul futuro dei corsi di Lingua e Cultura Italiana, accompagna dalle comunicazioni relative ai consueti tagli al contributo. Sul...

Docenti Enti Svizzera: Corsi di Lingua e Cultura una catastrofe annunciata

Dopo la pausa invernale, puntuale come ogni anno, riprende la discussione sul futuro dei corsi di Lingua e Cultura Italiana, accompagna dalle comunicazioni relative ai consueti tagli al contributo.

Sul versante della discussione, negli scorso giorni due interventi, uno a firma Torrellini su La pagina ( 15 Febbraio 2012, Pagina 32 ) e uno a firma P. Graziano Tassello su il Corriere degli Italiani ( 15 Febbraio 2012, Pagina 1 e 6 ).

Il comunicato UGL di Torrellini dice tante cose, condivisibili o meno, secondo i punti di vista. Da esso mutuiamo alcuni punti sui quali pensiamo sia importante soffermarsi a riflettere.

1) Conoscenza della lingua locale
A nostro parere la Bildungdirektion di Zurigo agisce correttamente quando chiede che il personale docente che insegna nei corsi di lingua e cultura abbia una adeguata conoscenza della lingua locale e le autorità scolastiche locali ( peraltro richiesto al momento in cui partecipa al concorso per l’insegnamento all’estero ). A nostro parere sarebbe inoltre anche importante conoscere la realtà scolastica locale.

2) Salari regolari e adeguati
Dovrebbe essere prassi che la persona che lavora riceva un salario regolare e adeguato alle prestazioni professionali che le vengono richieste. Purtroppo questo non avviene da anni, soprattutto per i docenti assunti dagli enti gestori, a causa dei consueti tagli e ritardi.

3) Assunzione del personale docente
Qualsiasi tipo di proposta che voglia dirsi seria e rispettosa non può non tener conto di tutti i docenti assunti dagli enti gestori. Sono soprattutto essi che dal 1993 hanno garantito la continuità e la diffusione dei corsi, che altrimenti si sarebbero ridotti al lumicino, concentrati solo nelle grandi città.

4) Costituzione delle cattedre e dei corsi
Non si deve dimenticare che applicare con assoluta rigidità il criterio delle mono classi o dei numeri minimi (12 per monoclasse e otto per pluriclasse) comporterebbe quasi con certezza la chiusura dei tantissimi e maggioritari corsi dislocati in località periferiche , dove la costituzione dei corsi sarebbe inevitabilmente sottonumeraria. Inoltre ciò causerebbe, di fatto, l’Esclusione di moltissimi ragazzi dalla frequenza dei corsi, per l’Impossibilità di raggiungere le località dove avrebbero sede i corsi stessi.

5) Enti gestori
Vogliamo dimenticare che dal 1993 la maggioranza dei corsi di lingua e cultura italiana è stata garantita proprio grazie agli enti gestori? A nostro parere si dovrebbe evitare la “Svendita” Dei corsi di lingua e cultura. Gli stessi dovrebbero continuare ad essere assegnati agli enti gestori che fino ad ora hanno assicurato la continuità dei corsi.

Ma non è solo sui punti precedenti che ci si deve soffermare. Quando si lavora, in qualsiasi lavoro, bisogna aver chiaro dove si vuole arrivare e cosa si vuole ottenere.

E in questa prospettiva ci pare davvero importante citare quanto scritto da Graziano: “Per fortuna qualcuno ha investito sul problema più urgente: La promozione della lingua e cultura, sfidando anche lo strapotere di un sindacato che vuole imporre le sue norme e non ammette nessuna ingerenza del privato, distruggendo così una delle inuizioni più geniali delle comunità, gli enti gestori, e l’impostazione che essi davano, offrendo a tutti e non solo a poche èlite la change di apprende la lingua.”

Sul versante del contributo ministeriali, da registrare il taglio di circa il 50% sul capitolo di spesa 3153 per il 2012 per la Svizzera. Decisione che ha costretto i responsabili degli enti gestori in Svizzera ad incontrarsi sabato 25 e a denunciare la drammaticità della situazione con un comunicato stampa a firma Roger Nesti, nel quale si analizzano le cifre destinate ai corsi di lingua e cultura italiana nella confederazione e si descrive un futuro a tinte fosche per i corsi.

Secondo Nesti, infatti, “Questi tagli determineranno la chiusura dei 390 corsi attualmente gestiti dagli enti alla fine dell’anno scolastico 2011/2012″. “Nell’ultimo triennio ‘ricorda il coordinatore’ gli enti hanno già applicato ogni provvedimento di risparmio possibile e immaginabile.
Nelle prossime settimane gli enti saranno costretti a disdire i rapporti di lavoro con oltre 80 docenti assunti in loco che negli ultimi 20 anni hanno lavorato nei corsi con impegno, professionalità e determinazione, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo dei corsi stessi. A partire da agosto 4400 alunni perderanno così la possibilità di frequentare i corsi di lingua e cultura italiana. Dove frequenteranno i corsi queste migliaia di ragazzi? Dove si recheranno a sostenere gli esami di certificazione linguistica? I consolati e gli ufficiali scolastici non saranno in grado di assorbire tutti questi alluni nei corsi con docenti di ruolo e potranno garantire soltanto un servizio ‘a macchia di leopardo’. Con la chiusure dei corsi gestiti dagli enti l’intero impianto dei corsi lingua in Svizzera rischia lo smantellamento nel giro di pochi anni, distruggendo una positiva esperienza di gestione, espressione diretta della collettività italiana, costruirà in oltre 20 anni di grande impegno”

Il coordinamento enti gestori ha formulato due richieste: la prima richiesta al governo di reperire le risorse finanziare necessarie a garantire un futuro ai corsi di lingue a cultura italiana per soddisfare le esigente della collettività e le aspirazioni di promozione e diffusione della lingua e cultura italiana all’estero; La seconda di essere ricevuto al più presto dall’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Giuseppe Deodato, per esporgli la gravità della situazione.

Di fronte a questi nuovi e gravissimi tagli, i docenti del gruppo DES ritengono – nell’intercedere dei loro alunni e del loro lavoro – che sia doveroso concentrare e mettere in atto ogni possibile forma di azione finalizzare al mantenimento della continuità e della qualità dei corsi, per i quali e nei quali hanno investito venti anni della loro vita e la loro professionalità, insieme al grande numero di connazionali e attraverso il lavoro degli enti gestori.

E prioritario per tutti – senza alcuna distinzione – lottare per garantire questo servizio essenziale alla nostra comunità, anche nell’interesse dell’Italia e della confederazione che ci ospita.

( I docenti del gruppo DES )

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