Data odierna 20-09-2017

Nella seduta di questa mattina il Senato ha approvato definitivamente la proposta di legge sui diritti e le prerogative sindacali del personale assunto a contratto locale dal Ministero degli esteri. Un...

Diritti sindacali MAE: In Senato l’approvazione definitiva

Nella seduta di questa mattina il Senato ha approvato definitivamente la proposta di legge sui diritti e le prerogative sindacali del personale assunto a contratto locale dal Ministero degli esteri. Un voto, quello di oggi, atteso da anni dai contrattisti, seguito ad un lungo dibattito che non ha mancato di evidenziare le diverse posizioni dei partiti sulla materia.

Dopo gli interventi dei senatori e il voto degli emendamenti – tutti respinti o ritirati come volevano i sostenitori del ddl – il testo presentato dall’onorevole Fedi (Pd) è diventato legge. Ad oggi, è l’unica proposta di legge presentata da un eletto all’estero che abbia concluso l’iter parlamentare.

Hanno dichiarato voto favorevole al provvedimento il senatore Pedica per Italia dei Valori che ha espresso “la soddisfazione mia personale e del Gruppo in relazione al testo che stiamo per votare e che è già stato votato alla Camera, il quale va considerato come un risultato importante per la democrazia e la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori”; la senatrice Contini (Terzo Polo) secondo cui il testo “va a colmare una lacuna presente nel nostro ordinamento giudiziario in materia di lavoro e di diritti sindacali. Mi rendo conto che l’approvazione di questo disegno di legge non collima propriamente con l’interesse di alcune rappresentanze sindacali. Ed è incredibile che lo dica io. Ma per me la giustizia, l’uguaglianza e la parità di diritti di tutti i lavoratori sono valori che vengono prima dei calcoli di potere”.

Prevedibile anche il sì della senatrice Giai (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI): “non posso non sottolineare l’ormai urgente necessità di un intervento legislativo a riguardo, anche in considerazione del dissenso manifestato in più occasioni dalle organizzazioni sindacali del Ministero degli affari esteri – in sede amministrativa, politica e giudiziaria – in relazione alla palese violazione dell’articolo 39 della Costituzione, dell’articolo 42, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001, nonché dell’articolo 39 del Trattato istitutivo della Comunità europea, generata dall’esclusione del personale a “contratto a legge locale” dai diritti sindacali. Gli impiegati “a legge locale” non hanno alcun diritto sindacale in Italia e all’estero, in palese contrasto con norme costituzionali e comunitarie. Per tali motivi, e in particolare per sanare la grave situazione in cui versano quei lavoratori in tema di diritti sindacali – pur nella consapevolezza che si poteva fare di più, ad esempio in tema di assistenza, previdenza, nonché retribuzione – il nostro Gruppo voterà con convinzione a favore di questo provvedimento, teso a garantire a tutti i lavoratori a contratto del Ministero degli affari esteri i diritti sindacali previsti dalle norme italiane e dalla contrattazione collettiva”.

Sì, come annunciato anche nel dibattito, anche dalla Lega Nord. Per il senatore Davico “il lavoro che stiamo compiendo oggi rappresenta un passaggio importante, perché finalmente fa il punto sulla situazione. In futuro, poi, con l’evolversi della società e delle relazioni internazionali chissà cosa potrà accadere e come potranno migliorare le norme che oggi poniamo in essere. A noi non interessano le tessere sindacali o il maggiore o minore potere di una sigla sindacale rispetto ad un’altra, a noi interessano i principi, quelli di uno Stato come il nostro che sono all’onor del mondo, progrediti, a volte anche criticabili ed oggetto di discussioni interne, ma che rispetto ad altri Paesi del mondo appaiono davvero avanzati”.

Per il Pd è intervenuto Tonini: “oggi votiamo, e noi voteremo convintamente a favore, il disegno di legge che ha come primo firmatario il collega Fedi, un deputato del Partito Democratico eletto in Australia, quindi diretta emanazione delle nostre comunità all’estero, che sono una grande ricchezza del nostro Paese. Noi sappiamo che ci sono anche delle riflessioni critiche sul tema del diritto di voto degli italiani all’estero. Io credo che gli italiani all’estero possano e debbano essere sempre più il nostro Commonwealth, la nostra rete di amicizia, di forza e di presenza in tanti Paesi del mondo. Una presenza che credo debba essere utilizzata sempre più, anche e innanzitutto dalla nostra strutture di rappresentanze diplomatiche e consolari e dagli istituti italiani di cultura. Abbiamo la fortuna di avere tanti italiani in giro per il mondo, tante comunità italiane molto forti, spesso molto influenti nei Paesi più vicini e più lontani da noi, dalla Svizzera, che cito perché ho qui vicino il collega Micheloni, fino all’Australia, cioè dai Pesi più vicini di emigrazione italiana in Europa a quelli più lontani d’oltremare. Credo che questa risorsa debba essere utilizzata sempre di più dal nostro Paese e – anche – dalla nostra struttura diplomatica e consolare ovviamente all’interno di una strategia ben più ampia. Le riforme comportano un’apertura al cambiamento ed è questo che noi stiamo chiedendo. Sappiamo di chiedere uno sforzo a tutto il personale: a quello diplomatico, alle aree funzionali, al personale tecnico e anche al personale culturale delle nostre ambasciate. Stiamo chiedendo a tutti uno sforzo di cambiamento, perché l’attuale struttura della spesa del Ministero degli affari esteri è diventata insostenibile. Dal 2011 c’è stato il sorpasso delle spese di funzionamento sulle spese di investimento e per le politiche e con la legge finanziaria per il 2012 questo sorpasso è diventato un distacco ormai non più sostenibile. Non si può pensare che noi continuiamo a tagliare le risorse per la cooperazione allo sviluppo, per gli italiani all’estero, per l’insegnamento della lingua italiana all’estero, per lo sportello per le imprese (quindi per l’aiuto alle nostre imprese all’estero), perché non siamo in grado di riorganizzare la macchina amministrativa e diplomatica del Ministero degli affari esteri. Il Ministro è consapevole di questo: abbiamo avuto più volte l’occasione di confrontarci con lui in Parlamento e in altri sedi e abbiamo constatato una grande consapevolezza. La struttura del Ministero ne è consapevole”.

Mantica ha annunciato l’astensione del Pdl: “il nostro Gruppo si asterrà sul provvedimento perché non è certamente il caso, dato l’argomento, di arrivare a scontri ed a crociate. Vorrei svolgere solo due precisazioni: non è vero che la maggioranza dei contrattisti sono italiani e non è vero che hanno problemi di previdenza, di assistenza e di pensione. Hanno contratti regolari che funzionano secondo le leggi dei loro Paesi. Questo provvedimento – sono convinto che chi vota a favore lo fa per una questione di diritti sindacali – non porterà a contratti unici nazionali anche per gli impiegati che lavorano con contratti locali, come mi pare auspicato”.

La votazione nominale con scrutinio simultaneo chiesta da Micheloni (Pd) è quindi avvenuta portando all’approvazione definitiva del testo.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Una risposta to "Diritti sindacali MAE: In Senato l’approvazione definitiva"

  1. Eugen says:

    La questione asdseo sta diventando il livello di dettaglio delle informazioni e delle offerte presenti nel portale: l’unico modo per avere davvero una informazione dettagliata e aggiornata su quel che succede a livello locale e8 farla inserire a livello locale! perche8 la mappa non e8 mai uguale al territorio! e anche le mappe dei navigatori non sono mai aggiornate all’ultimo lavoro in corso o all’ultima nuova rotonda ma come si puf2 fare a garantire questo aggiornamento locale? lo curano le reti? ma il mandato a livello locale riesce a comprendere anche la copertura di questi compiti?

Lascia un commento

Invia il commento