Data odierna 23-09-2017

Come annunciato ieri, l’onorevole Laura Garavini (Pd), insieme ai colleghi Vaccaro, Mosca, Bobba, Farina, Fedi e Porta, ha presentato un’interrogazione al Ministro degli esteri Frattini per sapere...

Come annunciato ieri, l’onorevole Laura Garavini (Pd), insieme ai colleghi Vaccaro, Mosca, Bobba, Farina, Fedi e Porta, ha presentato un’interrogazione al Ministro degli esteri Frattini per sapere se e come la Farnesina intenda diffondere all’estero la Legge Controesodo, quella cioè che prevede incentivi per il rientro dei lavoratori in Italia.

I deputati, in particolare, segnalano anche l’opportunità di coinvolgere nel merito anche gli Istituti Italiani di Cultura che potrebbero “organizzare incontri informativi”, ma anche “provvedere alla divulgazione della legge per mezzo degli organi di stampa, e informando gli atenei, i sindacati e le rappresentanze delle varie categorie”.

Questo il testo dell’interrogazione.

“Il 23 dicembre 2010 è stata approvata definitivamente con voto bipartisan la legge n. 238 del 2010 recante “incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia”, la legge, sottoscritta da esponenti di tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, rappresenta il primo tassello del più ampio progetto composto da altri quattro provvedimenti e denominato “Controesodo – Talenti in movimento”, ideato dai deputati Guglielmo Vaccaro e Alessia Mosca, il cui intento è quello di favorire il rientro in Italia di risorse umane qualificate e la loro omogenea distribuzione sul territorio nazionale;

con la legge n. 238 del 2010 il Parlamento ha voluto infondere un positivo segnale non solo ai giovani, ma all’intero Paese, dimostrando che il tema della cosiddetta “fuga dei cervelli” è divenuto parte dell’agenda politica del nostro Paese, con l’ambizione di definire un quadro normativo capace, da un lato, di trasformare il vincolo della nuova emigrazione italiana in una grande opportunità di sviluppo e coesione sociale e dall’altro, di fare finalmente dell’immigrazione nel nostro Paese una scelta responsabile e fondata sull’integrazione;

la legge n. 238 del 2010 prevede incentivi fiscali per tutti i cittadini dell’Unione europea che, alla data del 20 gennaio 2009 (data della presentazione della proposta di legge alla Camera), possedevano i requisiti soggettivi e oggettivi indicati dalla legge, ossia essere nati dopo il 1o gennaio 1969, avere maturato, da laureati, esperienze lavorative fuori dall’Italia per la durata di almeno 24 mesi continuativi, o, in alternativa, avere frequentato, ottenendo una laurea o una specializzazione post lauream, un corso di studi fuori dall’Italia, per la durata di almeno 24 mesi continuativi; inoltre, il beneficio spetta solo a condizione che i suddetti soggetti facciano ritorno in Italia per essere assunti o per esercitare un’attività d’impresa o di lavoro autonomo e trasferiscano il proprio domicilio, nonché la residenza, in Italia entro tre mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attività;

i beneficiari possono usufruire degli incentivi fiscali previsti dalla legge n. 238 del 2010 dalla data della sua entrata in vigore e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 (salvo proroghe da adottare con provvedimenti legislativi); pertanto, i periodi interessati saranno il 2011, 2012 e 2013 e ne consegue che prima avviene il ritorno del soggetto interessato, maggiore risulterà il beneficio fiscale complessivo;

l’agevolazione fiscale prevista dalla legge consiste in un abbattimento forfettario e temporaneo del reddito imponibile ai fini IRPEF – sia esso di lavoro dipendente, d’impresa o di lavoro autonomo – dei soggetti che si configurano quali beneficiari; ai fini di valorizzare in particolare il merito delle donne, per le lavoratrici, il reddito rileverà (per tre anni) solo per il 20 per cento mentre per i lavoratori la tassazione sarà sul 30 per cento del medesimo;

conformemente al dettato dell’articolo 4, comma 2, della legge 238 del 2010, il 30 marzo 2011, il Ministro interrogato, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro dell’economia e delle finanze, ha adottato un decreto attuativo nel quale ha ritenuto di dover disciplinare unicamente gli adempimenti e le pratiche necessarie per il rientro in Italia ad opera degli Uffici consolari all’estero;

l’obiettivo della legge n. 238 del 2010 è di valorizzare e promuovere il merito degli italiani all’estero, e degli altri cittadini dell’Unione europea che abbiano stabilito un legame con il nostro Paese, affinché contribuiscano allo sviluppo economico e culturale dell’Italia;

per raggiungere tale obiettivo è essenziale che i soggetti potenzialmente interessati dai benefici fiscali previsti dalla legge, vengano effettivamente a conoscenza della sua approvazione, del suo contenuto e possano altresì essere informati circa gli aspetti tecnici più delicati per la sua applicazione; è altresì fondamentale che i soggetti potenzialmente interessati vengano a conoscenza delle agevolazioni entro breve termine, giacché le agevolazioni previste dalla legge scadono con il periodo d’imposta del 2013, e con il passare del tempo l’incentivo al rientro non può dunque che scemare, vanificando così gli sforzi del legislatore;

proprio in tale ottica, i deputati Alessia Mosca, Guglielmo Vaccaro e Maurizio Lupi, come pure il primo firmatario della legge, Enrico Letta, si sono immediatamente attivati nella presentazione all’estero degli “Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia”, riscontrando un notevole interesse da parte delle nostre comunità nel mondo, così come degli altri giovani potenzialmente beneficiari delle agevolazioni;

una campagna d’informazione relativa agli “incentivi fiscali per il rientro in Italia dei lavoratori” contribuirebbe altresì positivamente al rilancio dell’immagine del nostro Paese e della sua classe politica.

Si chiede di sapere

se il Ministro degli affari esteri non intenda stimolare una pronta ed efficace diffusione del contenuto della legge n. 238 del 2010, sfruttando a tal fine le potenzialità delle strutture diplomatico-consolari;

se non intenda, in particolare, coinvolgere la rete degli istituti italiani di cultura che, da un lato potrebbero sensibilizzare le nostre comunità nel mondo organizzando incontri informativi, dall’altro potrebbero provvedere alla divulgazione della legge per mezzo degli organi di stampa, e informando gli atenei, i sindacati e le rappresentanze delle varie categorie”.

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