Data odierna 22-09-2017

Dopo il terremoto del 6 aprile 2009 che ha distrutto L’Aquila e molti comuni del circondario furono in tanti a mobilitarsi per trovare fondi da destinare alla ricostruzione. In prima linea, da subito,...

Dopo il terremoto del 6 aprile 2009 che ha distrutto L’Aquila e molti comuni del circondario furono in tanti a mobilitarsi per trovare fondi da destinare alla ricostruzione.

In prima linea, da subito, anche agli abruzzesi all’estero. Tra loro Enzo Alloggia, Vice presidente della Federazione Associazioni Abruzzesi in Svizzera e Consigliere CRAM, che dopo aver lanciato iniziative e solidali che hanno contributo alla ricostruzione della chiesa nella “sua” Camarda, ad oggi non sa ancora quale sarà il destino della sua casa “terremotata”.

Un’incertezza resa ancora più avvilente dalla mancanza di interlocutori che gli diano notizie certe sullo stato di avanzamento della pratica e le procedure da seguire.

Il connazionale, che ha presentato tutta la documentazione richiesta per ricostruire la casa danneggiata non si capacita: “ci sono case classificate “E” (fra cui anche la mia a Camarda) dislocate al di fuori dei centri storici dei paesi o dei grandi agglomerati urbani, “case isolate” per proprio conto, per le quali, a parer mio, si potrebbero iniziare subito i lavori. Non riesco a capire la posizione dei “Tecnici responsabili”. A riguardo se non ricordo male c’è stata una presa di posizione da parte dell’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti Abruzzesi ma non è successo nulla. La mia domanda è: se la documentazione da me presentata per la ricostruzione è in ordine (ed è tutto in ordine) se la mia casa è isolata (da sola) e lo è, se ci sono i soldi (e ci sono) perche non dare l’OK per iniziare i lavori? Al mio paese Camarda, come molti altri paesi ci sono molte case classificate “E” al di fuori del paese ed isolate, quindi!”.

“Pur avendo avuto il diritto all’80% per la ricostruzione e questa per me è discriminazione nei confronti degli abruzzesi che vivono fuori Regione, – prosegue – io sono disposto ad accollarmi un eventuale surplus per la ricostruzione purché si inizino i lavori”.

Per questo, Alloggia si appella ai rappresentanti nelle istituzioni – Comunali, Provinciali, Regionali e Nazionali eletti, ed anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché “ci spieghino cosa fare”.

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