Data odierna 23-10-2017

“Se è tempo di elezioni politiche siate ben certi che il Pd presto uscirà dal letargo dell’indifferenza e con un occhio fuori e l’altro ancora sotto l’effetto del sonno cercherà di testare...

Delli Carpini: Sono chi conosce la comunità può rappresentarla

“Se è tempo di elezioni politiche siate ben certi che il Pd presto uscirà dal letargo dell’indifferenza e con un occhio fuori e l’altro ancora sotto l’effetto del sonno cercherà di testare quali possano essere gli umori degli elettori per l’imminente campagna elettorale”.

A scrivere è Domenico Delli Carpini, candidato alla Camera del Pdl in Centro e Nord America, che oggi presenta il suo programma elettorale e critica le scelte dei candidati fatte dal Pd, perché poco rappresentative delle esigenze dei connazionali.

“È ormai tradizione consolidata di anni – continua Delli Carpini – che vuole gli elitari di Wall Street riapparire nella comunità italiana in Nord America e in particolare a New York soltanto per candidarsi e mettere in mostra tutta la loro saccenteria politica con frasi peraltro ben ovattate come: è tempo di cambiare il volto della politica (in Italia)… Berlusconi e il Centrodestra devono andare a casa… vogliamo giovani (come Bersani!) che riescano a dare credibilità agli italiani (ma non Renzi, perchè troppo giovane)…Insomma quando la Sinistra è in “odor di voto” non bada a slogan pur di includersi in un contesto a cui, onestamente non appartiene. E non è mai appartenuta per il semplice motivo che la Sinistra in America non è mai esistita nei valori intrinseci della nostra comunità se non sotto le elitarie spoglie dei banchieri di Manhattan. Infatti chi ha il Pd candidato in prima fila per uno scranno al Parlamento italiano? Un banchiere. Chi ha il Pd in prima fila candidato al Senato? Un altro banchiere. Anzi no, un industriale le cui risorse fanno impallidire anche i banchieri”.

“Ma – si chiede il candidato – cosa c’entrano i banchieri di Wall Street e lo scandalo Mps con gli italiani che vivono all’estero? La spiegazione è in un articolo pubblicato alcuni giorni orsono. “Forse chi vive all’estero – si legge nell’articolo – avrà trovato alcune difficoltà nel seguire le diverse puntate di questa infelice saga. In realtà tutto ebbe inizio con l’acquisizione di Banca Antonveneta da parte di Mps, un gesto che fu immediatamente definito “megalomane” da molti analisti finanziari non appena fu annunciato dall’allora presidente Mussari, nel novembre del 2007. Mussari concluse un accordo con la banca spagnola Santander per acquistare il 55 per cento di Antonveneta, già precedentemente smembrata e al centro dello scandalo “bancopoli”, a un prezzo finale di dieci miliardi di euro. Ovviamente, per sostenere una cifra di questo livello Mps varò un aumento di capitale e si indebitò fino al collo, facendo cadere anche l’omonima fondazione. Ed è qui – continua l’articolo – che entra in gioco il principale attore della vicenda, quello che chiama in campo direttamente la politica e il Partito Democratico: la Fondazione Monte dei Paschi. Come tutte le fondazioni bancarie, anche quella di Mps è nata negli anni Novanta per sostenere la graduale privatizzazione del settore, a essa spetta il possesso delle azioni e l’investimento dei dividendi. E, come sempre accade in Italia, chi dovrebbe comandare nel privato viene invece scelto dal pubblico, chi decide viene ‘deciso’ dalla politica. Politica che, in questo caso, è riuscita a distruggere uno storico istituto bancario conducendo giochi finanziari finalizzati a un uso distorto dei derivati. Signore e signori, ecco il Partito Democratico”. Quello stesso – commenta Delli Carpini – che oggi, nelle vesti di alcuni banchieri di Wall Street, tra cui alcuni candidati per la Camera e per il Senato vuole farci credere che il loro interesse è la comunità e non le azioni e i dividendi che ogni anno rimpinguano i loro conti bancari ma penalizzano il contribuente comune”.

“Povero italiano all’estero! Chiaramente, – ironizza il candidato – siccome la comunità italiana in Nord America è costituita da banchieri e da “raiders” di Wall Street è difficile trovare qualcuno che si occupi dei veri problemi come quello dei giovani, dei pensionati, dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole, del recupero delle nostre tradizioni, della sanità, della terza età e perchè no, della discriminazione ancora oggi spina nel fianco della nostra identità di italoamericani. Basti guardare i film di Hollywood o leggere le cronache dei giornali per rendersi conto di quanto la discriminazione non sia mai scomparsa, anzi è sempre attuale se non in alcuni casi, peggiore”.

Secondo Delli Carpini, “per rispondere alle esigenze della comunità ci vuole una persona che di questa comunità conosca vita, morte e miracoli, di questa comunità sia stata parte integrante ed interattiva non soltanto nei giorni di campagna elettorale ma da oltre quarant’anni, una persona che si identifichi con i veri protagonisti del successo italiano all’estero, dottori, professionisti, insegnanti, giardinieri, giornalisti, imprenditori, pensionati, operai e gente comune, di ogni ceto, di ogni origine e non necessariamente con il barone du jour di Wall Street. In questo contesto – sottolinea – si colloca la mia candidatura alla Camera dei deputati nella Circoscrizione America Centrale e Settentrionale”.

Se eletto, spiega, “il mio primo obiettivo sarà quello di ripristinare il Ministero per gli Italiani nel Mondo, espressione univoca della nostra emigrazione e strumento indispensabile per il coordinamento di tutte le attività collegate al mondo dell’emigrazione: dagli scambi culturali e commerciali per facilitare l’ingresso di merci nel territorio alla promozione del Made in Italy. Non solo, in Parlamento chiederò che si promuova un accordo bilaterale Italia-Stati Uniti che permetta agli italiani residenti in questo Paese in condizioni di illegalità da oltre 5 anni, di poter regolarizzare la loro posizione e diventare parte attiva del mondo in cui vivono senza timori di essere rispediti in Italia. Inoltre mi adopererò per il passaggio di un protocollo d’intesa di sviluppo professionale che faciliti l’inserimento dei neo laureati italiani nel mercato del lavoro statunitense”.

“Queste premesse sono alla base del mio programma elettorale. Se eletto – conclude – il mio impegno a rappresentarvi e difendere i vostri diritti sarà totale e qualificato”.

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