Data odierna 24-09-2017

“Il congresso è andato molto bene, c’è stata una grande partecipazione non solo dei delegati ma anche dei militanti. Dopo un periodo di difficoltà, la Lega riparte alla grande perché può vantare...

D’Amico (Lega): Eletti all’estero non devono avere stesse caratteristiche dei colleghi italiani

“Il congresso è andato molto bene, c’è stata una grande partecipazione non solo dei delegati ma anche dei militanti. Dopo un periodo di difficoltà, la Lega riparte alla grande perché può vantare un progetto che va al di là delle singole persone, che vuole riformare lo stato e farlo funzionare in maniera migliore per fare in modo che siano i cittadini a essere padroni in casa propria e non qualcun altro. Vogliamo realizzare, da sempre, uno stato federale dove ogni decisione venga presa da chi è vicino alla comunità, non a Roma o a Bruxelles”. Così Claudio D’Amico, deputato della Lega Nord, a colloquio con Italiachiamaitalia, che aggiunge: “La verità è che la burocrazia di Bruxelles si sta sostituendo alla burocrazia di Roma e questo rappresenta un problema. Noi vogliamo creare un’Europa dei popoli, con l’aggregazione delle regioni simili dal punto di vista socioeconomico in modo da poter formare una forza omogenea. È questo, per noi, un grande progetto di sviluppo per il futuro, non altri più aleatori”.

A proposito degli scandali che hanno riguardato il Carroccio, D’Amico spiega: “È vero che i soldi sono stati gestiti male, non è vero che sono stati rubati. Bossi si è assunto ogni responsabilità e ha lasciato l’incarico di segretario federale, la Lega è l’unico movimento che ha operato un reale cambiamento dopo i recenti scandali, teniamo molto alla chiarezza nei confronti dei cittadini e abbiamo rinnovato tutti i vertici”.

Che cosa cambierà, nella gestione del partito, con l’avvento di Maroni? “La linea politica è sempre la stessa, anche con Maroni. Rappresentiamo i popoli del Nord che non si contrappongono a quelli del Sud, la soluzione del problema settentrionale serve per risolvere quello meridionale. Da quando esiste l’Italia le differenze tra Nord e Sud servono a far ingrassare le tasche di alcuni, cambiare il sistema farebbe bene a tutti. La regione Sicilia ha 20mila dipendenti, più 7mila lavoratori occasionali: finché i soldi saranno mandati da Roma non cambierà nulla e si continuerà nello sperpero, è un meccanismo di assistenzialismo che va rotto”.

Interrogato sulla questione che riguarda la rappresentanza parlamentare degli italiani nel mondo, il leghista risponde così: “Bisogna ridisegnare la rappresentanza. I cittadini non vogliono essere abbandonati o trattati in modo superficiale come accade con le chiusure consolari. Sono contro la chiusura dei consolati perché servono a dare servizi ai cittadini, piuttosto chiudiamo le ambasciate all’interno dell’Ue. I ministri si incontrano costantemente, non servono più gli ambasciatori, risparmiamo lì e investiamo nei consolati che, invece, forniscono utilità e servizi. Inoltre, in Italia spendiamo troppi soldi per gestire l’assistenza agli immigrati stranieri, diamo questa cifra agli emigrati italiani. In Venezuela, in Canada e negli States ho visto situazioni difficili per molti concittadini, lo stato al quale appartengono deve prendersi cura prima di loro e poi degli stranieri, soprattutto in questo momento di crisi, con il lavoro che scarseggia anche per gli italiani. Gli italiani all’estero possono eleggere i loro rappresentanti, ma non devono avere le stesse caratteristiche dei colleghi parlamentari. Potrebbero partecipare solamente alle votazioni sul budget e sulle problematiche riguardanti il loro settore, così potrebbero seguire la loro comunità. Il rapporto con gli elettori è fondamentale”. (Italiachiamaitalia)

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