Data odierna 24-09-2017

Ne parla tutta la stampa internazionale: il quotidiano tabloid “The Sun” anglofono, con sarcastica laconicità, in tre parole “GOODBYE BUNGA-BUNGA” configura un messaggio dell’inusitato evento...

Dalla Sontuosà dei palazzi Romani ad un misero asilo penale in galera

Ne parla tutta la stampa internazionale: il quotidiano tabloid “The Sun” anglofono, con sarcastica laconicità, in tre parole “GOODBYE BUNGA-BUNGA” configura un messaggio dell’inusitato evento storico alla cui notizia “BERLUSCONI CONDANNATO PER QUATTRO ANNI IN GALERA” l’intera comunità mondiale e nazionale, con fulmineo effetto, è rimasta incredula e attonita.

Il tribunale di Milano in data 26.10.2012 ha inflitto al cavaliere una condanna carceraria di quattro anni, l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per frode fiscale, ed inoltre dieci milioni di Euro da pagare all’Agenzia delle Entrate per l’enorme nocumento causato al pubblico erario per la sua tipica strafottenza e spavalderia da “mafiuseddu di seconda mano”.

Il collegio della prima sezione penale del medesimo tribunale nella parte della sentenza concernente la motivazione del trattamento punitivo per lo “onorevole” condannato, sottolinea testualmente di Berlusconi: “il ruolo di direzione e di ideatore fin dai primordi del gruppo di un’attività delittuosa tesa ad una scientifica e sistematica evasione di portata eccezionale”. “Va poi considerata -si legge in un altro passaggio- la particolare capacità a delinquere dimostrata nell’esecuzione del disegno, consistito nell’architettare un complesso meccanismo fraudolento ramificato in infiniti paradisi fiscali, con miriadi di società satelliti e conti correnti costituiti esclusivamente in funzione del disegno delittuoso”.

Volendo ostentare la sua pseudocultura umanistica e nel contempo assumere un atteggiamento da ”mezzo ducetto” dal doppio petto, era consuetudine del cavaliere proferire la frase idiomatica latina “nec aspera terrent (le difficoltà non mi spaventano) essendo stata tale espressione un motto militare dei grandi ufficiali dell’esercito romano come Giulio Cesare ma anche del becero avventuriero fascista Benito Mussolini, il quale nella sua solita arrogante postura pappagallescamente imitava i grandi condottieri dell’antica Roma.

Nel contesto dei latinismi di enorme diletto per Silvio e Benito, la recente condanna carceraria all’indirizzo dell’ex premier ci consente un riferimento storico alla nota citazione “per aspera sic itur ad astra” (attraverso le asperità si raggiungono le stelle) del filosofo romano Lucio Seneca che applicata al caso “dell’onorevole” biscione ci induce ad operare un opportuno adattamento “ad hoc” dell’espressione di Seneca con l’inversione delle componenti, che recitando come di seguito “per astra sic itur ad aspera”, l’elaborata espressione assumerebbe un’accezione molto pertinente al caso dell’esimio statista da tradurre esattamente: “passeggiando tra le stelle”- il biscione- “perviene alle asperità” della galera.

In una tale nefasto evento per il nostro amato biscione, per senso di solidarietà pidiellina, le sue elettrici ed ammiratrici, ivi comprese le sue ex” ministrine”, assurte a elevate responsabilità ministeriale in funzione della loro esuberante parvenza, incultura e mediocrità cognitiva, unitamente al nutrito coro delle “escort” con in testa la supersexy RUBY, dovrebbero indossare mutandine nere e gli elettori camicia e cravatta nera in segno di lutto per il futuro tramonto del loro tanto adorato condottiero.

Il processo contro Berlusconi, con l’accusa di frode fiscale per l’acquisizione dei diritti televisivi e cinematografici di Mediaset, partendo da un altro filone di inchiesta ed esattamente sul comparto estero di Fininvest, ebbe inizio nel giugno 2003. Il rinvio a giudizio arrivò dopo tre anni, nel 2006, da allora sono trascorsi sei anni per pervenire ad una sentenza. Faticoso e travagliato periodo di tempo in cui il procedimento giudiziario ha visto una spinosa alternanza tra “stop and go”: sospensioni, rinvii, richieste di trasferimenti, ricusazioni, invocazioni del legittimo impedimento, slittamenti per il lodo Alfano e le lunghe attese per i ricorsi in cassazione.

I due legali Niccolò Ghedini e Pietro fungendo da “advocatus diaboli”, nella loro pur nobile funzione di difensori del famigerato accusato e condannato ex premier, da abili sofisti forensi, nel corso dell’intero decennio processuale nei ruoli di sapienti retori, hanno offerto maestose interpretazioni teatrali nella buffa tragicommedia ordita “ad hoc” dal regista condannato, il cavaliere Berlusconi.

Ovviamente la “performance” teatrale della tragicommedia biscioniana non si esaurisce con la pubblicazione della sentenza di condanna ma viene reiterata in una nuova edizione caratterizzata da una trama più ricca di fandonie e buffonerie nel cui svolgimento l’ex “entertainer” da abile giullare, con la sua consueta arroganza di superiorità “metafisica” in quanto presumibilmente unto dal Signore e come tale intoccabile, salendo repentinamente “on the stage” (sul palcoscenico), in riferimento alla sentenza punitiva contro di lui, debutta con una dichiarazione alla stampa, la quale come di seguito recita: “Quella emessa oggi a Milano è dunque senza dubbio una sentenza politica come politici sono tutti i processi inventati al mio riguardo; sono sceso in campo per servire il paese. È in atto un’evidente persecuzione politica da parte dei magistrati di sinistra, una persecuzione articolata in 105 indagini e in 28 processi il record assoluto di tutta la storia dell’uomo in qualunque paese del mondo. Questi processi hanno impegnato i miei legali in 2560 udienze con più di mille magistrati intervenuti con un costo per me di oltre 300 milioni di Euro in avvocati e consulenze e ritengo un costo di pari importo per lo stato e quindi per i contribuenti”.

Poveri cittadini italiani per il loro amaro destino condannati a pagare il fio per le birbonerie delinquenziali di un presidente del governo “birichino” che per oltre tre legislature parlamentari intenzionalmente ha preso per i fondelli i suoi connazionali.

Il biscione, ciarlatano politicante, animato da una concezione di giustizia di tipo “suinocrazia”, auspicherebbe con la sua tanto agognata riforma un’impostazione del sistema giudiziario italiano di matrice maialesca come metaforicamente presentata dal novelliere inglese George Orwell in una sequenza umoristica nella sua opera letteraria “animal farm” (la fattoria degli animali) dove, in sede di una assemblea della comunità degli animali, nel corso di un’interpellanza parlamentare, il somaro rivolgendosi con reverenza al presidente dell’esecutivo della repubblica degli animali “ pig Tom”, pone il seguente quesito: “Perché voi insigni onorevoli politici vi arrogate diritti e privilegi incostituzionali?”. La repentina e pertinente risposta del presidente “pig Tom” recita:” Si, tutti gli animali nella nostra democrazia parlamentare sono uguali, ma alcuni, come noi governanti, per diritto genetico-metafisico sono più uguali degli uguali.

Con la medesima enfasi, apologetica ma “auto-celebrativa” nel contempo, di ”pig Tom”, presidente dell’esecutivo della fattoria degli animali, il Berlusconi proseguendo nel suo intervento “on the stage” afferma: “La giustizia non può andare avanti cosi. Questa non è più democrazia, è una dittatura di magistrati, è una magistratocrazia. Mi sento in dovere di mettere davanti a tutto un’azione di riforma della giustizia affinché si possa evitare ad altri quello che è capitato a me”. Poi torna a declamare una legge sulle intercettazioni sostenendo che: “È barbaro ed incivile non poter usare il telefono”.

Nelle sue soventi perorazioni con la consueta ghigna scostante il cavaliere, degenerando in una repellente giaculatoria, per il tramite delle sue emittenze televisive e della stampa gestita da viscidi ruffiani del “ducetto”, sostenendo insistentemente di essere innocente, scientemente si rivela ignaro di tutti le scelleratezze ed illegalità che hanno caratterizzato la sua rapida ascesa al potere immobiliare, mediatico, finanziario e politico.

Nei diversi articoli pubblicati nell’organo stampa “la padania” del partito “lega nord” durante il bimestre nero per la relazione tra lega e forzaitalia luglio-agosto 1998, dei quali i più originali dal titolo: “Craxi spinse Berlusconi in politica” del 10.6.1998; “soldi sporchi nei forzieri di Berlusconi” del 2.7.1998; “Silvio riciclava i soldi della mafia” del 7.7.1998; “le gesta di Lucky Berlusca”del 31.8.1998; “la Fininvest è nata da cosa nostra” e nel più rilevante del 19.08.1998 dal titolo “le dieci domande dell’uomo saggio”contenente i dieci quesiti concernenti l’enigmatica provenienza della ingente quantità di denaro che Berlusconi investì per la Milano2, la Lega Nord”, con metafore di umoristica retorica giornalistica intendeva alludere all’intima collaborazione intercorrente tra cosa nostra corleonese e il cavaliere per importanti affaroni finanziari.

Tale verosimile supposizione ottenne conferma nel giugno del 2010 in una deposizione del dichiarante di mafia Massimo Ciancimino, figlio di Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo il quale, su affermazione dello junior, nel 1972 avrebbe incontrato personalmente il Berlusconi per inoltrare un messaggio di interessamento al progetto Milano2 da parte del clan malavitoso di Totò Riina e Provenzano promettendo di mettere a disposizione ingenti somme di denaro, di incognita derivazione, da investire e riciclare.

Con la realizzazione della Milano2, un centro residenziale nel comune di Segrate a Est di Milano costruito nel lasso di tempo il 1970-79, ha avuto inizio l’iter delittuoso dell’ex premier. Numerosi sono le illegalità commesse nel corso dei recenti decenni, soprattutto nell’arco di tempo di “premierato” avendo enormemente abusato del suo potere esecutivo nella funzione di presidente del governo.

Il biscione recentemente ha presentato con rigorosa obiettività una sua dettagliata statistica processuale che annovera centocinque indagini e ventotto processi con le seguenti imputazioni: frode fiscale, falso in bilancio, concorso esterno in associazione mafiosa, traffico di droga falsa testimonianza, lodo Mondadori, processo SME, stragi 1992-93, corruzione dell’avvocato Mills, Unipol, laurea di Antonio Di Pietro, il caso Ruby e così via; imputazioni e accuse che si sono concluse con assoluzione per insufficienza di prove, archiviazione, declaratoria di prescrizione, depenalizzazione, condono ed amnistia.

Dalla costatazione effettuata nel precedente periodo, è possibile evincere che il Berlusconi per le molteplici imputazioni su elencate non andrà comunque in galera; questo strano fenomeno costituisce conferma di validità scientifica all’ipotesi concernente la concezione di giustizia di natura suina contemplata nella novella “animal farm”.

Morale della favola, esistono due tipologie di creature umane per la giustizia berlusconiana: la prima categoria degli uguali comuni mortali che rischiano il carcere anche per delitti di scarsa rilevanza penale; la seconda categoria dei più uguali degli uguali, ossia dei privilegiati che appartenendo antropologicamente alla casta superiore, sarebbero intoccabili e quindi per diritto forse “metafisico” esenti da pena anche per delitti di enorme consistenza penale come nel caso del biscione e di numerosi personaggi politici, dell’alta finanza e membri della “elité” borghese, abili operatori di corruzione e ruberie di denaro pubblico nelle varie istanze politico-amministrative periferiche e centrali.

Durante il ventennio del regime oscurantista biscioniano enorme nocumento è stato apportato alla nostra cultura, all’economia della nazione e alle finanze di milioni di famiglie italiane immiserite in virtù di un ciarlatano impostore senza scrupoli.

L’ex premier incentrando una politica di potere egoistico su interessi personali, del suo portafoglio, del suo capitale genitale e della sua famiglia, ha causato più danni alla nazione che Mussolini con il suo regime.

L’esimio “onorevole” Berlusconi ha reso l’Italia “disonorevole” al cospetto della comunità internazionale per volgare comportamento, barzellette stupide e sconce, fandonie, bufale, turpiloquio, sessualità patogena, per le corna nelle foto di gruppo a tergo dei capi di stati europei, per sfrontata offesa al deputato europarlamentare tedesco, per la continua impudente denigrazione pubblica della magistratura italiana sia in patria come all’estero parlando di dittatura “magistratocratica” nella nostra nazione in un incontro con il presidente Obama e per ulteriori innumerevoli misfatti.

Egregio cavaliere Berlusconi, premesso che la S.V. abbia ancora un restante minimo senso di onore e briciola di pudore, per il bene dell’Italia si dimetta da tutte le sue cariche politiche, dismetta tutto il suo impero mediatico e con il ricavato restituisca all’erario pubblico e alle famiglie italiane, che per causa sua si sono impoveriti, i beni ed i soldi che la S.V. con arbitrio ed inganno ha incamerato e si presenti con dignità morale e civile, virtù etiche che la S.V. non ha mai posseduto, ai magistrati per essere giustamente processato. (Fantauzzo)

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