Data odierna 20-09-2017

Nei giorni precedenti e immediatamente successivi al referendum, la stampa nazionale si è occupata molto del voto all’estero: in ballo c’era la questione-quorum e una diversa formulazione del quesito...

Nei giorni precedenti e immediatamente successivi al referendum, la stampa nazionale si è occupata molto del voto all’estero: in ballo c’era la questione-quorum e una diversa formulazione del quesito nucleare.

Polemiche accese, sgonfiatesi all’indomani dei dati ufficiali che hanno confermato il raggiungimento del quorum e quindi la validità del risultato delle urne, a prescindere dai voti “esteri”. anche Sergio Romano, nella sua rubrica quotidiana sul “Corriere della sera” si è occupato del voto all’estero, ospitando diverse lettere e commenti, per ribadire la contrarietà alla legge Tremaglia.

A replicare all’ambasciatore è oggi il senatore Raffaele Fantetti (Pdl) che “da affezionato lettore” della rubrica scrive a Romano inoltrandogli i suoi interventi sulla mozione-consolati, riforma della rappresentanza e referendum.

“Spero – scrive il senatore eletto in Europa – che avrà la pazienza di leggerli ed, in seguito, il tempo e modo per discuterne in termini più esatti. Credo infatti che, su questo specifico tema, le Sue deduzioni pecchino di sostanza sia giuridica che politica”.

“In breve, – continua – consideri che l’Altra Italia esiste davvero e non è frutto di una elucubrazione argomentativa “Pan-italiota”; i 4,3 milioni di connazionali attualmente iscritti all’AIRE sono solo una frazione di tutti quelli effettivamente residenti all’estero; nessun altro Paese al mondo ha sperimentato un fenomeno migratorio comparabile al nostro per quantità, estensione nel mondo e durata nel tempo (compresi – ahimè – i giorni nostri)”.

“Gli Italiani (compresi quelli all’estero) – continua Fantetti – hanno, in base alla nostra Costituzione, i diritti politici che discendono dalla loro cittadinanza; nessun altro criterio (conoscenza della politica italiana, censo, residenza, sesso, religione, durata o motivo della permanenza all’estero, ecc.) vale a discriminare quanto sopra; nella recente tornata referendaria circa 800.000 residenti all’estero hanno preso parte al voto; il voto postale è regolarmente utilizzato, da decenni, in molti Paesi civili e democratici”.

“Oltre che la “Circoscrizione Estero”, di rango costituzionale, – ricorda il senatore – esistono nell’ordinamento italiano altre importanti istituzioni elettive degli Italiani all’estero come i COMITES ed il CGIE (oggetto di una recente riforma ordinaria approvata dal Senato della Repubblica – A.S.1460); modifiche e correzioni tecniche della legge 459/2001 (relativamente alle modalità di voto) sono state da tempo identificate: alcune sono già state inserite nel nuovo ordinamento, altre seguiranno. Grazie per la Sua attenzione”.

Fantetti, infine, chiude la lettera con un Post Scriptum: “domani, martedì 21 Giugno, verrà presentato a Roma il “Rapporto Italiani nel Mondo 2011″, edito come sempre, ottimamente, dalla Fondazione Migrantes. Si tratta di 512 pagine, 46 capitoli e 52 autori, la lettura dei quali potrebbe essere certamente d’ausilio ad una comprensione migliore della serietà e complessità delle tematiche riguardanti gli Italiani all’estero. Col Suo permesso, chiederò al Direttore Generale, Mons. Giancarlo Perego, di inviargliene una copia”.

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