Data odierna 24-09-2017

Certamente era inimmaginabile quanto accaduto in Italia nelle recenti elezioni amministrative, ovvero la debacle del centrodestra quantomeno nella misura in cui è avvenuta. Veramente inimmaginabile anche...

Certamente era inimmaginabile quanto accaduto in Italia nelle recenti elezioni amministrative, ovvero la debacle del centrodestra quantomeno nella misura in cui è avvenuta. Veramente inimmaginabile anche dopo i risultati avuti nel primo turno elettorale perché è vero che a Torino e Bologna aveva vinto il centrosinistra ma, in definitiva, si trattava pur sempre di due riconferme in città dove già governavano giunte di centrosinistra. Nessuno poteva scommettere, a cuor leggero, sulla vittoria del centrosinistra ai ballottaggi, per esempio, nei comuni di Milano e, soprattutto, di Napoli dopo quanto era accaduto con il problema dell’immondizia nella città partenopea governata da una giunta di centrosinistra. Invece è accaduto l’inimmaginabile: il centrodestra e, per esso, lo stesso Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che di queste elezioni amministrative aveva voluto fare un test politico su se stesso e la sua maggioranza di governo, si è preso un sonoro ed indimenticabile ceffone. Si, proprio indimenticabile poiché la sconfitta elettorale del centrodestra si è verificata in una città simbolo per questa maggioranza ed in particolare per Silvio Berlusconi e la Lega Nord come lo è, appunto, la città di Milano, ma non solo. Pensiamo, per esempio, anche alla vittoria del centrosinistra al comune di Novara, un feudo della Lega Nord (la città del presidente della Regione Piemonte Roberto Cota) ritenuto inespugnabile e dove da anni si applicava rigidamente il vademecum del leghista perfetto: multe alle donne col burca ed agli automobilisti che si fermavano per far salire una prostituta; divieto di soffermarsi nei parchi pubblici in gruppi superiori a tre persone; divieto di accattonaggio pietoso, ecc. ecc.. Evidentemente gli italiani, con queste elezioni, hanno voluto dimostrare (come direbbe l’ormai famosa insegnante d’inglese di Silvio Berlusconi) di avere “le palle piene” di questi governanti che da dieci anni, da una parte (PdL), non hanno fatto altro che annunciare e promettere riforme quasi mai concretizzate e, dall’altra (Lega Nord), hanno costruito con la xenofobia ed il razzismo (vedere il box in questa stessa pagina) la loro fortuna elettorale e col turpiloquio, unitamente al verde padano, il loro segno distintivo facendo apparire l’Italia all’estero come un Paese screpolato, volgare ed antistraniero. Se questa nostra interpretazione del recente voto amministrativo è esatta, adesso, con i referendum del 12 e 13 giugno, potremo avere la riprova che siamo di fronte ad un effettivo cambiamento del clima politico in Italia, anche se Silvio Berlusconi con i suoi ultimi interventi oratori sta cercando di depotenziarne la valenza politica. Tuttavia se al ceffone già preso dal centrodestra alle amministrative dovesse seguire un forte manrovescio (ceffone dato col dorso della mano che spesso segue immediatamente – come in una andata e ritorno del movimento violento – il primo ceffone dato con il palmo della mano) con una valanga di SI ai referendum, per il cavaliere, per questo governo e per la maggioranza che lo sostiene potrebbe significare essere proprio arrivati al capolinea. Sempre che il centrosinistra riesca a gestire seriamente queste sue vittorie nelle amministrazioni locali ed a consolidare la sua credibilità nel Paese!

 

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