Data odierna 23-09-2017

Nel febbraio scorso, i deputati eletti all’estero Laura Garavini e Fabio Porta, entrambi del Pd, hanno presentato una interrogazione al Ministro degli Esteri Terzi per sottoporre ancora una volta all’attenzione...

Convenzione MAE-Patronati: Il ministro Terzi risponde a Garavini e Porta

Nel febbraio scorso, i deputati eletti all’estero Laura Garavini e Fabio Porta, entrambi del Pd, hanno presentato una interrogazione al Ministro degli Esteri Terzi per sottoporre ancora una volta all’attenzione della Farnesina la opportunità di stipulare una convenzione con i patronati italiani, “per consentire alle strutture consolari di essere formalmente supportate nei loro crescenti e complessi compiti e ai cittadini di godere di una più efficace erogazione dei servizi”.

Rispondendo all’interrogazione, il Ministro Terzi ha ricordato tutti i riferimenti normativi di cui il Ministero deve tener conto, senza però entrare nel merito del “quando” e “se” la convenzione sarà mai firmata.

“Il progetto di Convenzione, ricordato dall’interrogante ed attualmente in fase di definizione, per “disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune” – esordisce il Ministro nella risposta – prevede, tra l’altro, l’accesso da parte dell’Inps alle informazioni aggiornate riguardo ai connazionali, nel pieno rispetto dei principi di riservatezza prescritti dal codice in materia di protezione dei dati personali. Tali informazioni, contenute nelle anagrafi consolari, relative ai decessi e alle variazioni di residenza all’estero dei propri assistiti, sono rese al fine di garantire la legittimità dei pagamenti pensionistici e dell’erogazione delle prestazioni assistenziali, collegate alla residenza sul territorio nazionale. Tale tipo di accordo discende da cogenti previsioni normative. Infatti l’articolo 58, comma 2 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 “codice dell’amministrazione digitale”, come modificato dall’articolo 41, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 235, stabilisce che “le amministrazioni titolari di banche dati accessibili per via telematica predispongono…apposite convenzioni aperte all’adesione di tutte le amministrazioni interessate volte a disciplinare le modalità di accesso ai dati… “. Ancora, – aggiunge il Ministro – l’articolo 50, comma 2, dello stesso decreto legislativo, dispone che “qualunque atto trattato da una pubblica amministrazione… è reso accessibile e fruibile alle altre amministrazioni quando l’utilizzazione sia necessaria per lo svolgimento dei compiti istituzionali dell’amministrazione richiedente…”. Infine l’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 2011 n. 70, convertito con modificazioni nella legge 12 luglio 2011, n. 106, prevede l’attivazione di “convenzioni tra pubbliche amministrazioni per acquisire in via telematica, i dati e le informazioni personali, anche in forma disaggregata, che le stesse detengono per obblighi istituzionali per …accertare il diritto e la misura delle prestazioni previdenziali, assistenziali e di sostegno al reddito”. La stessa norma di legge aggiunge che “la mancata fornitura dei dati costituisce evento valutabile ai fini della responsabilità disciplinare e, ove ricorra, della responsabilità contabile”".

“Del tutto distinto – prosegue Terzi – è il contesto normativo in cui si colloca e si origina la richiesta da tempo avanzata all’amministrazione degli esteri dalle organizzazioni di patronato, volta alla stipula di una convenzione per disciplinare ambiti di possibile collaborazione con gli uffici della rete diplomatico consolare. La legge 30 marzo 2001, n. 152, recante la nuova disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale, dopo averne definito la natura legale di “persone giuridiche di diritto privato che svolgono un servizio di pubblica utilità”, si limita infatti a prevedere, all’articolo 11, che detti istituti possano svolgere, sulla base di apposite convenzioni con il Ministero degli affari esteri, attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari italiane, nello svolgimento di servizi non demandati per legge all’esclusiva competenza delle predette autorità”.

“Per quanto attiene al personale in servizio presso gli uffici italiani consolari, – conclude il Ministro – preme sottolineare che – pur nell’attuale, difficile congiuntura economica – la copertura dei posti consolari rimanga oggetto della massima attenzione da parte dell’amministrazione degli esteri, consapevole del ruolo fondamentale svolto dalla rete consolare a supporto del sistema paese e delle nostre collettività all’estero”.

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