Data odierna 22-10-2017

“In questi lunghi mesi di celebrazioni e di euforici festeggiamenti per ricordare a noi stessi ed alle comunità d’insediamento dei nostri connazionali all’estero i valori profondi dell’unità...

“In questi lunghi mesi di celebrazioni e di euforici festeggiamenti per ricordare a noi stessi ed alle comunità d’insediamento dei nostri connazionali all’estero i valori profondi dell’unità d’Italia, il carattere civile e democratico delle sue istituzioni e lo splendore della sua storia assieme all’amor patrio che vengono richiamati incessantemente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è manifesto il declino di un Paese bloccato nei suoi punti nevralgici: lavoro, economia, sanità, formazione. Un Paese che sta andando alla deriva privo di stimoli e di prospettive per uscire dalla desolante crisi etica e morale, oltre che economica e sociale, in cui lo ha costretto il berlusconismo e la sua visione di società fondata sull’individualismo e sul liberismo senza regole”. Sono le riflessioni con cui si apre l’intervento odierno di Michele Schiavone, segretario del Partito democratico in Svizzera, che, all’indomani delle elezioni amminastrative e alla vigilia di quelle referendarie, sottolinea il contributo delle comuintà all’estero e del Pd nella costruzione di un futuro migliore.

Ne riportiamo di seguito il testo integrale.

“Mentre altri Paesi hanno già progettato con lungimiranza nuove vie d’uscita dalla crisi per riposizionarsi da protagonisti alla ripresa economica, l’Italia è invece affranta dall’edonistica voluttuosità del suo presidente del consiglio. Siamo in molti però a concepire questa fase come il declino sistemico di un’epoca, di un ciclo che è giunto al capolinea e rispetto al quale le forze politiche riformiste e del centro sinistra sono sollecitate ad assumere maggior coraggio per aprire i cantieri di un nuovo inizio dentro un orizzonte nel quale proiettare il futuro dell’Italia. Perciò “la forza urgente dell’adesso”, come ci insegnava Martin Luther King, ci fa credere che di fronte alle difficoltà dell’oggi e di domani il sogno dell’alternativa del buon governo è maturo e che la ricostruzione di un’Italia diversa e migliore sono più vicini. Ed in questo sogno sono racchiuse anche le speranze degli italiani all’estero, le aspettative di un’intera comunità che esprime esperienze avanzate di interculturalità tali da essere proposte nella pratica delle amministrazioni italiane.

Sono le esperienze delle migliori pratiche maturate e affermate in giro nel mondo che le nostre comunità all’estero propongono all’Italia alla vigilia delle elezioni amministrative e referendarie di giugno. Quelle migliori pratiche che in Svizzera sono sostenute anche dai tanti amministratori locali, cantonali e nazionali di origine e di passaporto italiano, che emergono nei dibattiti delle assemblee pubbliche che stiamo promuovendo e che ci portano ad affermare quanto un Paese è tanto più equo e ricco se i beni pubblici come l’acqua e le fonti energetiche rinnovabili sono gestite e usate per il bene comune. Queste fonti costituiscono gli assett di un’intera comunità e non devono essere alienati e privatizzati, ma al contrario sono fonte di ricchezza da incentivare per far progredire l’Italia e proteggerla da catastrofi naturali e da tragedie tecnologiche. Così come la giustizia, nello spirito e nella pratica, non deve asservire i più forti ma deve essere strumento di norme e regolamenti che garantiscono tutti, perché i cittadini davanti alla legge sono tutti uguali.

Sono queste le ragioni che ci hanno spinto a costituire in Svizzera, assieme ad altri partiti politici, alle maggiori associazioni nazionali ed ai movimenti, il comitato nazionale a sostegno del “sì” per i quattro referendum di giugno. E sono queste le motivazioni della campagna a favore del “sì”, che spingono i nostri tre parlamentari, Claudio Micheloni, Franco Narducci e Gianni Farina, tanti nostri presidenti dei Comites, i dirigenti e nostri simpatizzanti, tante elettrici ed elettori ad impegnarsi in questa grande battaglia di civiltà, che ci vede lavorare nella semina, curvi sul campo della politica, nell’attesa di un grande raccolto che servirà a preparare la nuova stagione dell’alternativa. A questo raccolto ne seguiranno altri che porteranno frutti anche agli italiani all’estero”.

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