Data odierna 18-11-2017

La terza giornata della Conferenza programmatica nazionale del Partito democratico, in attesa dell’intervento del segretario Matteo Renzi, inizia parlando di scuola e cultura. Lo fa con un panel dove...

Conclusa conferenza programmatica Pd

La terza giornata della Conferenza programmatica nazionale del Partito democratico, in attesa dell’intervento del segretario Matteo Renzi, inizia parlando di scuola e cultura. Lo fa con un panel dove la ministra Fedeli si è confrontata con Enrico Galliano, insegnante, il coordinatore del portale skuola.net Daniele Grassucci e con il Direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori.

Nel corso del panel la ministra Fedeli ha voluto ricordare come quest’anno l’anno scolastico si “è aperto a settembre senza cattedre scoperte”. Poi ha avvisato chi abusa della legge 104 per avvicinarsi a casa: “Chi ha diritto effettivamente alla legge 104 è giusto che ce l’abbia. Ma noi siamo in questo anno scolastico per combattere tutti gli abusi di chi abusa della legge 104, perché altrimenti chi ne ha diritto viene penalizzato“.

Nel corso del panel molti sono stati gli spunti, un dibattito molto serio che ha parlato di tutti gli aspetti della scuola, con una richiesta alla ministra da parte degli altri ospiti: migliorare l’alternanza scuola-lavoro. Nel corso del dibattito il direttore della Reggia di Caserta ha raccontato cosa ha fatto in questi anni per migliorare la proposta di questa meraviglia, trovata in stato di semi abbandono quando è stato nominato.

Gennaro Migliore si è concentrato sul programma che “dev’essere fatto per proporre qualcosa di buono per l’Italia, mentre in molti da Salvini a D’Alema, passando per il M5S, hanno solo una proposta contro. Il Pd – continua Migliore – non dev’essere l’argine contro il populismo, perché l’argine è qualcosa di statico. Noi in questi anni siamo stati il fiume del riformismo che ha portato tante riforme che hanno cambiato la vita di tanti italiani. Abbiamo – ricorda – approvato la legge sulle unioni civili con la fiducia, e io non mi vergogno di dire che abbiamo chiesto i voti anche ad Ala, e voglio dire a Lupi che dobbiamo approvare lo Ius Soli, perché un’alleanza e una somma di voti non di veti. Il Pd non accetta i veti di nessuno“.

Giorgio Gori a Napoli fa il suo esordio da candidato del centrosinistra alle regionali in Lombardia: “Un’avventura che sarà entusiasmante e molto difficile”. Il sindaco di Bergamo parla di regionalismo, un tema che “non è esclusivo della Lega Nord. La questione del Nord esiste, come esiste la questione del Sud. Sono questioni diversi che vanno affrontati diversamente”. Secondo Gori la questione regionalista sta crescendo “perché il processo di unificazione europea sta finalmente prendendo il via. Un’Europa delle regioni, con meno stato”.

Per Michele Emiliano è essenziale essere credibili, “perché quando siamo stati credibili abbiamo fatto grandi riforme che il Paese ha recepito. I cittadini preferiscono affidarsi a chi ha una credibilità, chi non ce l’ha difficilmente riesce a governare. Questa Conferenza programmatica – ha aggiunto – è un buon punto di partenza per creare un programma partecipato. Come hanno ricordato in molti il Pd deve ricucire, anche con il Paese”. Poi una proposta al segretario: “Finita questa Conferenza programmatica, dobbiamo parlare con il Paese, con tutte le forze del centrosinistra, anche con quelli che sono andati via sbagliando. Sono maturi i tempi per parlare con tutte quelle persone, facendogli capire che il Pd non è un taxi per conquistare un seggio, per costruire insieme a tutti quelli che vogliono partecipare un programma dal basso. Non possiamo ricucire sui rapporti personali, ma possiamo ricucire sui contenuti”.

Secondo Matteo Orfini “il lavoro di delegittimazione delle istituzioni l’hanno fatto i grandi giornali e la borghesia, non i populisti. Noi dobbiamo riconnettere la sinistra con il suo popolo”. Il presidente del Pd ricorda che “parti dello stato hanno fabbricato prove contro il Presidente del consiglio e ci sono stati giornali che ci raccontavano che tutto questo va approfondito, gli stessi giornali che hanno parlato di attacco alla democrazia l’approvazione della legge elettorale con la fiducia”. Orfini ammette che “non basta una leadership”, ma  ammonisce chi critica solo le proposte del leader chiedendo di “darsi da fare per portare il Pd al centro della vita politica”. Sulle alleanze dice: ” Io sono convinto che dobbiamo ricucire, ma non mi riesce bene parlare con chi mi chiede di chiedere scusa per aver creato più di novecentomila posti di lavoro“.

Debora Serracchiani ha voluto ricordare alcune delle dichiarazioni di Salvini e M5S su l’immigrazione e altri temi e domanda: “Ma invece di fare l’esame del sangue al Pd sul livello di sinistra, chi ci critica lo capisce che il Paese senza il Pd finirà in mano loro? Io so chi sono i nostri avversari: sono le destre e i populisti non chi sta alla mia sinistra”.

La giornata e la Conferenza programmatica si è conclusa con il discorso di Matteo Renzi.

 

fonte: /www.democratica.com

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