Data odierna 25-09-2017

I parlamentari Antonio Razzi e Domenico Scilipoti sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’indagine sul cambio di casacca in Parlamento avvenuto nel dicembre del 2010....

Compravendita di voti alla Camera: indagati i parlamentari Razzi e Scilipoti

I parlamentari Antonio Razzi e Domenico Scilipoti sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’indagine sul cambio di casacca in Parlamento avvenuto nel dicembre del 2010. Nei loro confronti si ipotizza il reato di corruzione. Il procedimento è stato avviato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

I due onorevoli erano citati in alcune denunce presentate dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, dopo che questi stessi parlamentari avevano abbandonato il suo partito nel dicembre 2010 in coincidenza con un voto di fiducia al governo che era guidato da Silvio Berlusconi. Nei prossimi giorni Razzi e Scilipoti saranno interrogati dai magistrati.

RAZZI: ‘NON HO PRESO NEMMENO UN CENTESIMO’ – ‘’Ma quando mai?!! Io soldi? La verità è che la gente evidentemente è invidiosa, quando uno entra in politica. Io non ho ricevuto niente, non so di cosa possa essere accusato. Andrò a parlare. E mi consulterò con un avvocato, perché farò anche denunce per diffamazione…’’ Lo ha detto il senatore del Pdl Antonio Razzi, al microfono di Radio Radicale a commento della sua iscrizione nel registro degli indagati.

‘’Io – dice – non ho preso niente. Lo posso giurare. Il Signore sta in cielo, vede e provvede’’. ‘’Io ho deciso di passare al Pdl per l’impossibilità perfino di parlare con Di Pietro. Me ne sono andato per la disperazione. Sarei andato via anche con il diavolo, perche’ non ce la facevo più’’, ha aggiunto.

Sulle ragioni per cui Di Pietro non lo salutava più. ‘’E che ne so??? Ho scritto a Di Pietro una lettera per sapere perché non mi salutava più. Persino gli auguri di Natale non ho ricevuto da lui’’, ha detto. Su Scilipoti Razzi ha detto ‘’prima del 2008 non sapevo neppure chi fosse, l’ho conosciuto alla mia seconda legislatura’’.

Quanto a De Gregorio, ‘’non so se abbia preso dei soldi. Ho sentito di tre milioni di Euro, ma non credo… Non si guadagna una cosa del genere. Credo sia impossibile che il Presidente Berlusconi abbia pagato quella somma. Però… Questo solo il Signore lo può sapere’’.
‘’Io so, per me, che non ho preso neppure un centesimo. L’unica cosa che ho preso è un abbraccio e l’amicizia del Presidente Berlusconi, quella che mi è mancata quando stavo con Di Pietro’’, ha concluso Razzi.

NAPOLI – Silvio Berlusconi non puo’ avvalersi del legittimo impedimento. E’ questo l’orientamento della Procura di Napoli che ha ricevuto ieri una missiva dell’ex premier con la quale faceva sapere di voler essere interrogato dai pm di Napoli, ma non prima del 15 marzo. I magistrati partenopei avevano indicato tre date (5, 7, oppure 9 marzo) nell’invito a comparire notificato nell’ambito della vicenda della presunta compravendita di senatori che vede indagato l’ex premier, fissando la sede presso una caserma della Guardia di Finanza a Roma. L’invito e’ stato spedito per poi procedere, se i chiarimenti non fossero ritenuti idonei, alla richiesta di rinvio a giudizio con rito immediato. L’accusa contestata a Berlusconi e’ quella di corruzione e finanziamento illecito ai partiti nel quale e’ indagato con il senatore uscente Sergio De Gregorio e con l’ex affarista Valter Lavitola. La vicenda e’ quella del traghettamento di De Gregorio dall’Idv al Pdl. Passaggio, secondo l’accusa, remunerato con 5 milioni di euro.

Tra i vari impegni che Berlusconi avrebbe sottolineato alla Procura di Napoli come impedimento a essere interrogato nelle date proposte, ci sarebbero impegni legati alla sua attivita’ politica e a una udienza del processo in corso a Milano. Per questo la difesa di Berlusconi, i legali Niccolo’ Ghedini e Michele Cerabona, aveva manifestato la disponibilita’ per rendere un interrogatorio dopo il 15 marzo. Rchiesta rigettata dalla Procura che comunque, da quanto si e’ appreso, non ha indicato nuove date.

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