Data odierna 23-09-2017

Le scelte del Governo per ciò che attiene alle politiche per gli italiani all’estero portano, purtroppo, verso un vicolo cieco. La recente decisione di ulteriormente rinviare al 2014 le elezioni...

Comites di Zurigo / IMU: anche per gli italiani all’estero è la prima casa

Le scelte del Governo per ciò che attiene alle politiche per gli italiani all’estero portano,
purtroppo, verso un vicolo cieco. La recente decisione di ulteriormente rinviare al 2014 le
elezioni dei Comites, che lede gravemente un basilare diritto democratico, e la drastica
riduzione delle sovvenzioni subita quest’anno dagli stessi, fa pensare ad una precisa volontà
di svilimento del ruolo e delle funzioni che essi sono chiamati a svolgere.
Il rinvio di quello che avrebbe dovuto essere il naturale, per altro regolamentato, ricambio
dei membri dei Comites, e l’aver ridotto le loro disponibilità finanziarie, potrebbe seriamente
compromettere il loro legame con i cittadini italiani che vivono all’estero. Ed è proprio per
evitare che questo avvenga che ho deciso di continuare ad operare con rinnovato impegno
per assolvere quei compiti per cui sono stato chiamato come presidente del Comites di
Zurigo e, al contempo, per contrastare i principi lesi con il Dl del 25 maggio 2012. In attesa
che si ripensi ai dispositivi ed alla Istituzioni che dovrebbero legare gli italiani all’estero alla
Madrepatria stabilendone i reciproci (nuovi?) Diritti/Doveri (tra lo Stato italiano ed i cittadini
che vivono fuori dall’Italia) ho deciso di scendere in campo in maniera ancora più concreta
e operativa considerando che gli italiani all’estero sono stanchi di essere osservatori
passivi! Se essere italiani nel mondo, secondo alcuni, non potrebbe più avere un senso
alla luce delle decisioni prese, da parte mia ritengo che la situazione attuale può costituire,
invece, per tutti, un nuovo modo di esserlo. Accantoniamo , ma non dimentichiamo!, le
elezioni dei Comites, le plenarie del CGIE, il futuro dei rappresentanti dei partiti all’estero
e rimbocchiamoci le maniche iniziando a portare avanti battaglie concrete per far valere i
nostri diritti smettendola di aspettare che siano gli altri a discuterne e trovare soluzioni senza
interpellarci o lasciandoci fuori dai giochi! Proviamo a pensare ad un nuovo modo di essere
italiani nel mondo.

Con questi presupposti lancio la prima sfida attraverso una RACCOLTA FIRME:

PETIZIONE
IMU: PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO LO STESSO TRATTAMENTO PREVISTO PER
L’ABITAZIONE PRINCIPALE

http://www.petizionionline.it/petizione/imu-anche-per-gli-italiani-all-estero-e-la-prima-casa/7225

La nostra comunità, che ha forti legami con l’Italia, oltre che di natura affettiva anche di
natura economica, è stata colpita, finanziaria dopo finanziaria, da tagli profondissimi che

hanno visto una riduzione del 78% al capitolo di spesa per gli italiani all’estero (servizi,
corsi di lingua e cultura, assistenza) che hanno, di fatto, compromesso il futuro delle
istituzioni ed i servizi a supporto della nostra collettività. Nel contempo, per quanto attiene
specificamente all’IMU che gli italiani residenti all’estero devono pagare, essendo stata
qualificata, dal Governo Monti, la loro proprietà di famiglia come “seconda abitazione”,
non vi sono stati né sconti né tagli. Per essere ancora più chiari: se con la vecchia ICI gli
italiani residenti all’estero, possessori di abitazioni non locate, avevano diritto alla detrazione
e alle aliquote previste per le abitazioni principali, dal 2012, questi immobili rischiano di
pagare l’IMU prevista per gli immobili diversi dall’abitazione principale, perdendo il diritto
alla detrazione (che per l’IMU è pari a 200 euro, più 50 euro per ogni minore di 26 anni
residente nell’abitazione) e all’aliquota ridotta (per le abitazioni principali è pari al 4 per mille,
mentre per gli altri immobili è pari al 7,6 per mille). Con la circolare n. 3/DF diffusa venerdì
18 maggio dal Dipartimento delle finanze sono stati chiariti alcuni punti della normativa
IMU compreso quello relativo alle unità immobiliari possedute in Italia dagli italiani residenti
all’estero.
La nuova norma stabilisce tuttavia che i comuni possono considerare direttamente adibita
ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel
territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti
locata.
Praticamente la norma prevede che i comuni, nell’ambito della propria potestà
regolamentare, possono estendere alle unità immobiliari degli italiani all’estero lo stesso
trattamento previsto per l’abitazione principale, vale a dire aliquota ridotta (0,4% invece di
0,76%) e detrazione di base di 200 euro. La circolare precisa inoltre che anche per i cittadini
italiani non residenti nel territorio dello Stato, nel caso in cui il comune dovesse deliberare
l’equiparazione all’abitazione principale, le detrazioni di 50 euro previste per i figli di età
non superiore a 26 anni si applicano solo nel caso in cui gli stessi dimorino e risiedano
anagraficamente in Italia.

Le nostre abitazioni in Italia costituiscono il nostro unico punto di riferimento, le nostre radici.
Quelle case, costruite a seguito di anni di lavoro, accolgono, di tanto in tanto, i nostri figli ed
ospitano tanti amici che hanno così l’occasione di conoscere ed amare il nostro Paese.
È giusto che in un momento di grande crisi si richiedano i sacrifici di tutti, ma non è giusto
che difficoltà di carattere economico debbano penalizzare, ancora una volta, gli italiani
all’estero. Non vogliamo assolutamente sottrarci al nostro dovere di pagare l’IMU ma
vogliamo farlo con la stessa dignità dei nostri connazionali che vivono in Italia.

Firma anche tu perché vogliamo contare!

http://www.petizionionline.it/petizione/imu-anche-per-gli-italiani-all-estero-e-la-prima-casa/7225

Paolo Da Costa – Presidente Comites di Zurigo

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