Data odierna 23-10-2017

Ogni anno l’Unione europea offre ai giovani l’opportunità di studiare e lavorare all’estero. Solo nel 2010 più di mezzo milione di loro ha beneficiato di una borsa di studio UE per...

Come lavorare nei Paesi dell’UE

Ogni anno l’Unione europea offre ai giovani l’opportunità di studiare e lavorare all’estero. Solo nel 2010 più di mezzo milione di loro ha beneficiato di una borsa di studio UE per studiare, fare formazione o fare volontariato in un Paese diverso da quello d’origine.

Il numero è destinato a crescere, persino a raddoppiare, nei prossimi anni, grazie alla recente proposta della Commissione di creare un programma unico “Erasmus per tutti” che potrebbe coprire 5 milioni fra studenti, ricercatori e docenti nel periodo 2007-2014. Di questo e molto altro si parlerà durante il convegno/workshop “Passaporto Mobilità: istruzioni per l’uso. Formarsi e lavorare nei Paesi dell’Unione europea”, in programma il 5 e il 6 dicembre prossimi nella sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche (piazzale Aldo Moro, 7) a Roma.

L’evento è promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dalla Biblioteca centrale del Cnr “G. Marconi”, in collaborazione con SIOI (Società Italiana Organizzazione Internazionale), la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e il Centro di Documentazione Europea – CDE – “Altiero Spinelli” (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”), nell’ambito del Progetto Intrareti dei Centri di Documentazione Europea: “La mobilità in Europa. Diritti, informazione opportunità: il futuro nelle tue mani”, sostenuto dalla Rappresentanza della Commissione e che coinvolge 20 università italiane.

“L’investimento nell’istruzione e nella formazione è il migliore che possiamo fare per il futuro dell’Europa. Un’esperienza di studio all’estero accresce le competenze delle persone, ne favorisce lo sviluppo personale, l’adattabilità e aumenta la possibilità di trovare lavoro.”, ha dichiarato di recente Androulla Vassiliou, Commissaria responsabile per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù.

Scopo delle 2 giornate formative è diffondere la conoscenza delle tematiche relative alla libera circolazione nell’UE con iniziative pensate per gli studenti universitari, ma aperte anche al grande pubblico; far conoscere le opportunità di mobilità all’estero offerte, non solo ai giovani, per studiare, lavorare e fare esperienze in altri Paesi; fornire esempi di buone prassi relative alla mobilità intesa come crescita professionale, culturale, sociale e personale.

La prima sessione dei lavori verterà sul tema “Opportunità di studio e mobilità nell’Unione Europea”; seguirà, nel pomeriggio, quella su “I tirocini e il volontariato”. Martedì mattina terza e ultima sessione su “Opportunità di lavoro e ricerca”.

Il programma dettagliato è online all’indirizzo www.bice.rm.cnr.it/mobilita.htm.

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