Data odierna 24-09-2017

Accolto dal governo come raccomandazione, l’ordine del giorno del deputato Marco Fedi, sottoscritto anche dai deputati del Pd eletti all’estero  Gino Bucchino e Fabio Porta, che...

Accolto dal governo come raccomandazione, l’ordine del giorno del deputato Marco Fedi, sottoscritto anche dai deputati del Pd eletti all’estero  Gino Bucchino e Fabio Porta, che richiama il Governo alle dovute cautele con le procedure di attribuzione automatica del codice fiscale. Il solo riferimento all’AIRE, non prevedendo un incrocio con l’anagrafe consolare – ha dichiarato Fedi – produce il rischio che nasca un vero e proprio “mercato nero” dei codici fiscali di persone irreperibili o decedute.

L’ordine del giorno, presentato nell’ambito della discussione sul disegno di legge 3209-bis-A/R relativo a “Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese”, fa riferimento all’articolo 16 del provvedimento e in particolare alle disposizioni dirette ad introdurre l’attribuzione del codice fiscale ai cittadini italiani residenti all’estero che risultano iscritti all’AIRE. L’ordine del giorno impegna il governo ad attribuire il codice fiscale sulla base dell’incrocio dei dati AIRE con le anagrafi consolari e a dotare, per questo fine, la rete diplomatico-consolare di adeguate risorse umane e finanziarie.

L’ordine del giorno – ha continuato Marco Fedi – chiede inoltre al Governo di stabilire un tavolo di concertazione tra ministero degli Affari Esteri e i ministeri dell’Economia e delle finanze e dell’Interno al fine di raccordare e armonizzare l’azione del Governo sulle materie fiscali e nei rapporti con le pubbliche amministrazioni dello Stato italiano.

Questo il testo dell’ordine del giorno.

La Camera, premesso che:

- l’articolo 16 del provvedimento in esame reca disposizioni dirette ad introdurre l’attribuzione del codice fiscale ai cittadini italiani residenti all’estero che risultano iscritti all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero);

- qualora il codice fiscale non risulti attribuito, questo viene assegnato d’ufficio da parte dell’Amministrazione finanziaria a tutti i cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE;

l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero è stata istituita con la legge 27 ottobre 1988, n. 470, e contiene i dati dei cittadini che intendono risiedere all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi;

- l’AIRE è gestita dai comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle rappresentanze consolari all’estero;

l’incrocio dei dati AIRE con le anagrafi consolari consente una verifica della correttezza dei nominativi iscritti all’anagrafe dei residenti all’estero, per quanto attiene sia all’esistenza in vita che alla residenza ed al recapito postale,

impegna il Governo

- a valutare la possibilitá di attribuire il codice fiscale sulla base dell’incrocio dei dati AIRE con le anagrafi consolari, dotando la rete diplomatico-consolare di adeguate risorse umane e finanziarie;

- a valutare la possibilitá di costituire presso il Ministero degli affari esteri un apposito tavolo di concertazione con i Ministeri dell’economia e delle finanze e dell’interno al fine di raccordare e armonizzare l’azione del Governo sulle materie fiscali e nei rapporti con le pubbliche amministrazioni dello Stato italiano. (Fedi, Bucchino, Porta)

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