Data odierna 18-07-2018

“Sono letteralmente inseguito da tutti con la solita domanda “E adesso che succede?” nel senso se il governo Berlusconi continuerà o meno, oppure se si andrà ad elezioni in primavera....

“Sono letteralmente inseguito da tutti con la solita domanda “E adesso che succede?” nel senso se il governo Berlusconi continuerà o meno, oppure se si andrà ad elezioni in primavera. Non lo so, come non so quali abili strateghi abbia dietro di sé il presidente del Consiglio, certo che dedicare un mese a voler a tutti i costi superare la famosa quota “316″ (quando già si sapeva che era cosa quasi impossibile perché più ci si avvicinava all’obiettivo più bisognava soddisfare le necessità di questo o quel gruppetto) non mi è sembrata una buona mossa tanto più quando alla fine il governo ha comunque avuto più voti dell’esordio di due anni fa, ma pochi lo hanno notato”. Deputato del Pdl e sindaco di Verbania, Marco Zacchera torna a parlare della situazione politica di governo e maggioranza ne “Il Punto”, newsletter settimanale con cui aggiorna cittadini ed elettori sulla sua attività.
“Anche perché poi – osserva – quota 316 è una maggioranza virtuale visto che mai su 630 deputati tutti sono presenti e quindi anche avere qualche voto di meno permette comunque di governare se si ha il coraggio di farlo. Non credo sia un disastro se la maggioranza ora avrà 4 partiti e non più 3 a sostenerla, molto più grave è prendere atto che questo clima non sta portando del bene al paese perché complica i tempi e i modi per affrontare i problemi importanti e che tutti conoscono a memoria”.
“Dal punto di vista etico – argomenta il deputato – mi pongo semmai un problema, e cioè se sia corretto non solo o non tanto inventarsi un partito diverso da quello in cui sei stato eletto, ma addirittura votare contro chi ti ha eletto. Vale in entrambe le direzioni, visto che ci sono deputati eletti nel PDL che hanno votato contro il governo ed altri eletti nel PD o dintorni che ora l’appoggiano. Questo è scorretto e poco serio ed è indice di scadimento politico evidente. Intendiamoci: è sempre stato così, ma visto che gli italiani votarono nel 2008 per il bipolarismo e permettendo di costituire solo quattro gruppi parlamentari oltre la soglia del 4% e adesso di gruppi se ne ritrovano addirittura 13, qualcosa non quadra”.
“Io – sottolinea Zacchera – non credo che le truppe di Fini andranno con il PD per fare un governo-ribaltone anche perché in questo modo si scaverebbero la fossa, certo vorrei che non si assistesse ogni giorno – da qui in avanti – ad un logoramento generale ai danni di tutti gli italiani. Berlusconi ha indicato alcuni punti: cerchi di applicarli con giudizio, abbia la serenità e il coraggio di andare avanti e poi vediamo chi si metterà di traverso, l’Italia giudicherà”.
Ne “Il Punto”, Zacchera commenta anche alcune esternazioni – di Bossi e Di Pietro – che tanto hanno fatto discutere la scorsa settimana.
“Bossi – ricorda – interpreta il ben noto SPQR come sappiamo e viene giù il mondo, ma in parlamento Tonino Di Pietro offende tutti in diretta TV e poi quel suo “Berlusconi è uno stupratore della democrazia” fa parte del repertorio dei pagliacci che non sanno più come fare per guadagnare una particina al circo. Debole Fini a non riprendere più drasticamente in aula il leader dell’IDV (peraltro in un’aula dove non si capiva più niente dalla baraonda), con il genio molisano che evidentemente – pur avendo fatto il magistrato – ha un concetto molto personale dei limiti imposti se non dal regolamento almeno dal buon gusto. Non credo comunque che il Parlamento recuperi credibilità se tutto si ferma alle reciproche battute di (poco) spirito e più da osteria che da resoconti parlamentari. Poi possiamo continuare a far politica estrapolando le barzellette tratte da inquadrature amatoriali di oltre un anno fa tanto per fare montare le polemiche, ma alla fine sicuramente i vari politici (tutti) ci fanno brutta figura ed è comprensibile che oltre un terzo degli italiani oggi – secondo le statistiche – si rifiuterebbero di andare a votare. Anche perché – conclude – è evidente che la politica non si fa con le barzellette o le battute da caserma, come non si può crescere discutendo solo di queste cose”.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento