Data odierna 23-09-2017

Il 27 maggio scorso l’Amministrazione degli Esteri ha convocato i sindacati ad una informativa sul progetto di razionalizzazione della Rete Estera in fase di esecuzione alla Farnesina, dopo che il...

Il 27 maggio scorso l’Amministrazione degli Esteri ha convocato i sindacati ad una informativa sul progetto di razionalizzazione della Rete Estera in fase di esecuzione alla Farnesina, dopo che il Senato ha respinto la mozione del senatore Pd Claudio Micheloni.

Con la mozione, infatti, si chiedeva di sospendere per 12 mesi le chiusure delle sedi consolari. Il Senato, invece, ha approvato un ordine del giorno – a prima firma Bettamio (Pdl) – in cui si impegna il Governo a non prendere altre decisioni, da qui ad un anno, scongiurando nuove chiusure nell’attesa della fine dell’indagine conoscitiva sul Mae avviata congiuntamente in Parlamento.

In merito, la Confsal Unsa Esteri esprime oggi “dissenso, rabbia ed amarezza rispetto ad una decisione che peggiorerà l’assetto e la funzionalità delle nostre Sedi consolari, che già ora danno forti segni di sofferenza”.

Il sindacato riepiloga, in particolare, le prossime chiusure: “Losanna chiuderà i battenti per l’1.11.2011 con il trasferimento delle proprie competenze su Ginevra. Il personale, sia di ruolo sia a contratto, verrà allocato presso la Sede ricevente, fermo restando la possibilità dei diretti interessati di presentare istanze personali all’Ambasciata a Berna, al fine di segnalare situazioni particolari. Lilla chiuderà in data 1 luglio; per Liegi si è in attesa dell’assenso delle autorità locali alla rimodulazione della circoscrizione consolare e per la Germania avrà luogo un’ informativa ad hoc. Dallo – prosegue il sindacato – scempio si salvano, solo per ora, le sedi consolari negli USA – Detroit e Filadelfia – e quelle in Australia – Adelaide e Brisbane -, mentre per quella di Manchester si intende garantire, in previsione dell’istallazione a Londra del sistema telematico per i servizi consolari a distanza (!!!!), il mantenimento di una presenza consolare”.

“Il nostro Sindacato è dell’avviso che sarebbe stato più logico, più razionale, più sensato e più rispettoso dei diritti degli italiani all’estero se l’indagine conoscitiva in parola fosse stata condotta anteriormente alle decisioni di chiusura! Essa – argomentano – avrebbe, infatti, potuto contribuire a rilevare situazioni particolari in essere presso le Sedi, nonché criticità e problematiche esistenti sul territorio, avrebbe, insomma, svolto quel lavoro propedeutico al processo di rimodulazione della Rete, che viene ora condotto a tergo e congiuntamente a quel processo di razionalizzazione che si rivela ora irreversibile per le Sedi coinvolte”.

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